Perché ci sono i disservizi nella raccolta dei rifiuti? "Tutta colpa di una riorganizzazione fatta… senza criterio"

05-07-2026 12:41 -

Cosa c'è all'origine dei disservizi nella raccolta dei rifiuti che da alcune settimane vengono segnalati da molti cittadini tra Empolese e Valdelsa? Una possibile risposta arriva dai sindacati che hanno proclamato lo sciopero dei lavoratori per giovedì 9 luglio e che puntano il dito contro la riorganizzazione del servizio attuata da Alia tra maggio e giugno.

Secondo il sindacato, infatti, i problemi non sarebbero riconducibili all'impegno degli operatori, ma alle modalità con cui è stato riorganizzato il servizio e gestito il cambio degli appalti.

La riorganizzazione

La ricostruzione che ci fa Paolo Caverni, dipendente Ati e sindacalista dei Cobas Ati, parte da una scelta organizzativa compiuta dall'azienda. Alia ha deciso di internalizzare alcuni servizi nei comuni dell'Empolese, mentre nei comuni della Valdelsa – Montaione, Gambassi Terme, Certaldo e Castelfiorentino – il servizio è rimasto in appalto, affidato a una nuova azienda proveniente dal Nord Italia: la Idealservice di Riva del Garda.
È proprio in questa fase che si sarebbe creato il problema.Per coprire i servizi internalizzati nell'Empolese, Alia avrebbe utilizzato propri dipendenti provenienti dai territori della Valdelsa. Parallelamente, i lavoratori delle cooperative Ati e Orizzonti, che fino a quel momento operavano a Empoli, sarebbero stati trasferiti in Valdelsa alle dipendenze della nuova società aggiudicataria dell'appalto. "Si è verificato uno scambio di personale tra due territori - spiega Caverni - con il risultato che gli operatori si sono ritrovati a lavorare in zone che non conoscevano."

Il doppio handicap
Secondo i Cobas, il nodo principale riguarda proprio la conoscenza del territorio.
Gli operatori di Alia trasferiti dalla Valdelsa all'Empolese hanno dovuto prendere confidenza con nuovi percorsi, nuove utenze e nuove modalità organizzative. Allo stesso tempo, i lavoratori delle cooperative, che per anni avevano operato a Empoli, sono stati inviati nei comuni valdelsani, anch'essi senza conoscere il territorio.
Un "doppio handicap”, che avrebbe inevitabilmente inciso sull'efficienza del servizio. "Non sono i lavoratori la causa dei disservizi - sostiene Caverni - ma un'organizzazione che ha spostato decine di persone da un territorio all'altro, facendo perdere quell'esperienza sul campo che nella raccolta porta a porta è fondamentale."

Nessun posto di lavoro perso
Sul piano occupazionale, i Cobas precisano che il cambio di appalto non ha comportato licenziamenti. "I lavoratori delle cooperative hanno mantenuto il posto di lavoro, il livello salariale e tutti i diritti previsti dal contratto", spiega Caverni.
Il problema, secondo il sindacato, riguarda invece la qualità del servizio. "Quello che non è stato garantito è il servizio ai cittadini. Alla fine, sono loro a pagare il prezzo di questa riorganizzazione."

La soluzione che avrebbe evitato i problemi
Secondo i Cobas, sarebbe stato possibile evitare molti dei disagi.
La proposta avanzata dal sindacato era quella di internalizzare i lavoratori già impiegati nell'Empolese direttamente sul territorio in cui operavano, mantenendo allo stesso modo gli operatori della Valdelsa nei rispettivi comuni.
In questo modo, sostengono, si sarebbero salvaguardate sia la continuità occupazionale sia la conoscenza del territorio, evitando lo scambio di personale che oggi viene indicato come una delle principali cause delle criticità.

Le critiche al sistema degli appalti
Nel comunicato diffuso in occasione dello sciopero, Cobas Ati e Csa Intifada ribadiscono che il sistema degli appalti "non solo rende incerto il futuro dei lavoratori ma lede anche la qualità del servizio". Le organizzazioni sindacali parlano inoltre di decisioni "calate dall'alto", sostenendo che né i lavoratori né i cittadini sarebbero stati adeguatamente informati sulle ragioni della riorganizzazione.
Secondo il sindacato, molti operatori si trovano oggi a essere individuati dai cittadini come responsabili dei disservizi, quando invece le criticità deriverebbero dalle scelte organizzative adottate.

Lo sciopero del 9 luglio

Da queste considerazioni nasce lo sciopero proclamato per giovedì 9 luglio, con il quale i Cobas intendono richiamare l'attenzione sulle conseguenze della riorganizzazione del servizio e chiedere una diversa gestione del sistema.
Emilio Chiorazzo