L’associazione degli avvocati empolesi festeggia l’estate e la sospensione dei termini

05-07-2026 17:24 -

di Gianni Assirelli
Repetita iuvant” recita il vecchio brocardo e anche se l'avvocatura ha lasciato il latino per l'inglese, io, vecchio romantico ancora fedele a Giustiniano, voglio iniziare così. “Ripetere aiuta” e quindi dopo l'exploit invernale con la sontuosa festa di Natale, gli avvocati empolesi ci riprovano organizzando una serata in campagna prima della “sospensione dei termini”. Un'apericena che va tanto di moda, soprattutto fra le law firm, nella fresca campagna di Cerreto Guidi. Questa volta sul dress code non mi fregano e corrompendo una giovane avvocatessa dell'associazione, mi presento informale come i colleghi, ma soprattutto colleghe perché in maggioranza sono donne, molte giovani e belle, altre meno giovani, ma sempre belle, tutte in splendida forma. Questo mestiere è fatto per le donne che ho capito, tardi, studiano di più e reggono meglio lo stress e forse anche il vino, buonissimo, che ci ha fatto compagnia insieme ad uno splendido tramonto rosso dietro il quale si nascondevano dolcemente le scadenze di Cassa Forense e degli atti giudiziari. Per resistere a tali tentazioni ero giunto alla serata con mia moglie, guardata da tutti con quell'aria compassionevole e misericordiosa per una donna che da oltre 40 anni mi sopporta. Un collega scherzando, ma fino a un certo punto, si è anche proposto di assisterla in caso di separazione. Ma lei oltre che moglie, è nipote e cugina dí avvocato, e sa perfettamente che fuori dalle aule di giustizia che ci costringono ad essere avversari (spero mai nemici cit. Prof. Giovanni Così in La Mediazione, scritti su) siamo persone che amano condividere esperienze, ansie, dubbi, problemi e, a volte, qualche soddisfazione.
Questo spirito empolese credo lo abbia capito anche il presidente dell'Ordine Sergio Paparo che viene volentieri a questi incontri e con il nostro presidente Matteo Tamburini è salito anche sulla altalena: quale migliore metafora della attuale situazione dell'avvocatura. Bella serata, fresca, piacevole e divertente fino a quando mia moglie non ha acceso l'auto per tornare a casa (io avevo apprezzato un po' troppo il vino) e mi ha detto:” ma davvero quelli erano i figli dei colleghi che hanno iniziato con te? Allora eri il più vecchio!” Volevo contestare, eccepire, spiegando domanda riconvenzionale e chiedendo la condanna per lite temeraria, poi ho ricordato del collega che si era proposto di assisterla, fatto due conti anagrafici e pur non accettando il contraddittorio sono stato remissivo alle conclusioni….