Bambagioni chiama Empoli: "Una commissione congiunta per avere trasparenza sulla multiutility"

06-07-2026 15:27 -

di Marco Mainardi

Firenze, Prato ed in futuro Empoli per tenere il fiato sul collo a Plures Alia? E’ il progetto di Paolo Bambagioni. Il consigliere comunale fiorentino della lista civica Schmidt e presidente della commissione controllo, assieme a Jonathan Targetti, anche lui con le stesse qualifiche a Prato per L’Alternativa C’è hanno unito le forze con l’obiettivo di far luce sul mondo di Plures Alia, la multiutility toscana al centro di continue polemiche. Dopo la conferenza stampa dei giorni scorsi per presentare il progetto, clebs.it ha raggiunto Bambagioni per farsi illustrare di cosa si tratta visto che guarda anche verso la nostra città ed in particolare verso Francesca Peccianti, presidente della stessa commissione in via Giuseppe del Papa ed esponente di Fratelli d’Italia. L’obiettivo è istituire una commissione congiunta tra Prato, Firenze, Empoli e Pistoia per chiedere e ottenere maggiore trasparenza nella gestione della multiutility

Come sappiamo la nascita di questa mega società ha riunificato i servizi e ha creato non poche difficoltà nei territori – attacca Bambagioni - oltre ad avere un percorso difficile con la questione della Borsa prima adottata e poi abbandonata per il cambio di linea dentro al Pd con la segreteria Schlein. Dentro questi problemi di carattere politico ce ne sono anche di tipo gestionale

Ovvero?
C’è il rischio di aver creato un mostro. Sono macchine da soldi spaventose e, se la politica, ovvero i soci proprietari, non è autorevole i manager godono di troppa libertà, ti chiamano una volta l’anno dandoti i dividendi che non dovrebbero nemmeno dare

Perché?
Aziendalmente è una bestemmia dare i soldi quando sei fortemente indebitato. Non a caso oggi c’è un fronte del dissenso crescente che non riguarda ormai solo più le opposizioni ma è ormai anche dentro la maggioranza. Ci fa quindi piacere che anche i territori siano informati perché, dall’analisi dei documenti, emerge che spesso chi è in maggioranza ne sa meno di noi. La percezione di una gestione allegra aumenta, senza considerare che i sindaci hanno il termometro dei propri cittadini che vedono aumentare le tariffe e quindi protestano

Nasce da qui il vostro progetto?
Sì, abbiamo pensato di creare un coordinamento fra i presidenti delle commissioni controllo del territorio delle quattro città più importanti: Firenze, Prato, Pistoia ed Empoli. Oltre a questo di redigere da ora a settembre un dossier di facile lettura dove elencare una serie di criticità oggettive

Facciamo un esempio?
Se l’Ato, su 4,2 milioni di notule professionali su consulenze, ne ha scartate 3,9 facendone passare 300 attinenti ai rifiuti non è una bocciatura della politica avversa ma di un organismo sostanzialmente interno visto che la vice-presidente è la vicesindaca di Firenze ed il direttore è di nomina della maggioranza. E’ un organismo che fa il suo mestiere ed applica la legge. Di questi esempi ce ne sono tanti altri e sono le cose che vogliamo mettere nel dossier perché la consapevolezza cresca. Il nostro non è disfattismo perché anche io condivido il progetto multiutility ma volontà che venga gestito bene e non come ora

A Empoli c’è anche da un mesetto il problema dei disservizi che mai c’era stato prima
Perché sono persone che, dal punto di vista gestionale, quando va bene spendono troppi soldi, senza considerare che è tutto un fare e disfare con conseguenti sprechi che poi si scaricano sulle tariffe

Parliamo del bilancio appena approvato?
E’ successa una cosa mai vista prima. Come sappiamo è stato presentato ed approvato un bilancio sul quale sono state probabilmente ottenute le varie certificazioni propedeutiche per mandarlo in assemblea e poi il consiglio lo ha ritirato e ripresentato con un utile più basso con due anomalie

Quali?
Ha mantenuto la stessa distribuzione di utile. Se guadagni meno puoi anche distribuire meno e la sensazione è che abbiano così dato il contentino ai soci in assemblea. E la seconda cosa è semplice: o andava bene il primo o va bene il secondo

Perché lo hanno ritirato?
Perché c’è stato un contrasto interno feroce e non normale dialettica come dicono. Un braccio di ferro che ha portato ad eliminare alcune voci dai ricavi riducendo l’utile perché l’autorità aveva visto delle cose che non andavano

Pare prossimo un cambio dei vertici e, a questo proposito, la lista Schmidt ha presentato un’interrogazione alla sindaca Funaro per sapere come sta la situazione visto che Irace era uscito da Acea per arrivare a Firenze con una buonauscita di 1,7 milioni
Esatto. Lui ha un incarico in scadenza come tutti i vertici ed ora hanno deciso di non rinnovarlo. Pare una bocciatura perché, se avessero voluto, lo avrebbero confermato. Il tempo si prende quando si sta pensando ad un cambio

Tutto normale trattandosi di un manager
Sì, ma alla luce di quanto accaduto con Acea che è un soggetto privato e quindi segue logiche diverse, ci preoccupiamo se dovesse essere trattata una liquidazione anche in questa fase, visti i risultati non brillanti. Alia è talmente indebitata che, quando ha avuto l’ultimo finanziamento, gli hanno detto di non distribuire gli utili e, in caso di decisione diversa, sarebbe stato necessario l’ok delle banche. Una specie di commissariamento, una riduzione della libertà. In questo contesto che tutti vedono è il caso pure di dare un premio ad Irace? Questo vogliamo sapere. E speriamo che la politica si faccia sentire partendo da Empoli

Perché proprio da Empoli?
Confido nella proverbiale capacità di fare i propri interessi da parte di Empoli e Prato rispetto a Firenze dove si fa più teoria e meno pratica. E quindi spero si facciano sentire per la gestione efficiente dei servizi con un costo minore delle tariffe. Io, ad esempio, come sindaco rifiuterei il dividendo

Perché?
Perché è maturato applicando tariffe più alte ai cittadini. Alia non è una società creata per guadagnare, sennò la logica è quella di un privato. Qui l’utile va reinvestito

Ma Empoli sul bilancio ha votato sì
Sì, perché c’è un’eccessiva copertura di carattere partitico ma confido che, in separata sede, si facciamo sentire per il prossimo percorso che sarà caratterizzato anche dalle nomine

Ci sono problemi anche sul fronte sindacale di Alia
Una cosa paradossale. In questa società che ha assunto ed assume personale non si riesce ad avere un dialogo costruttivo con queste persone. Non credo sia un problema di remunerazione o di condizioni di lavoro ma della necessità di avere indirizzi chiari, punti di riferimento, organizzazione. E’ una conferma indiretta, oltretutto da parte del sindacato che fa parte del mondo della sinistra, di una situazione che non va

La Taric avrebbe dovuto portare a tariffe diverse?
Sì. Oltre a questo, essendo un corrispettivo, segue dinamiche diverse e c’è un aspetto importante. I Comuni che aderiscono alla Taric, oltre a far credere che si paga per quello che si produce, non hanno più bisogno di passare dal consiglio comunale per aumentare le tariffe. Le applica la stessa azienda e per la politica è una bella tentazione

Ultima domanda: il porta a porta è ancora il metodo migliore?
Per me no, anche se qui si entra nel merito di scelte politiche. Avendo fatto il sindaco credo che questo ci abbia portato fuori strada. Essendo in una regione che non ha fatto la scelta degli impianti, piaccia o no, si consuma una cosa grave

Quale?
Ci si vende come uno dei paesi più evoluti ed attenti a benessere ed ambiente, poi i rifiuti o si mettono sotto al tappeto o si danno ad altri con costi che quadruplicano. Questo perché non c’è stata la capacità politica e gestionale di sceglier siti adeguati dove i rifiuti che si producono in Toscana si possano smaltire in Toscana e non altrove. Il 25% del cosiddetto secco, quello che rimane dopo la raccolta differenziata, va bruciato. E se non c’è l’impianto per farlo si fa altrove. Le mancate risposte da parte di chi ci governa finisce nelle tasche dei cittadini che, però, continuano a votare sempre allo stesso modo. E’ chiaro che, come dimostra anche Alia, c’è un sistema di potere che tende ad autoconservarsi.