Giugno 2026 tra persistenza del caldo e piogge localizzate: il bilancio meteo a Empoli
11-07-2026 21:00 -
Ipotizziamo che ve ne siate accorti, ma se la percezione che è pur sempre soggettiva e personale, vi avesse impedito di rendervi conto, giugno 2006 chiude con un’anomalia termica di +4.6 C° Un dato pesante che supera quello già altissimo e registrato l’anno scorso di +0.2 C°, divenendo a tutti gli effetti il secondo mese di giugno più caldo ad Empoli. Il primo per dovere di cronaca va ribadito è il 2003 con un'anomalia di + 4.8 C° ma rispetto a una serie climatica trentennale più bassa. Di conseguenza, con le medie stagionali più alte, questo giugno 2026 si rivela il più caldo da quando si rilevano le temperature in città. Nel novero delle nuove “estati”, va anche segnalato un trend che va sempre più per la maggiore.
Le ondate di calore perdurano non più tre o quattro giorni, ma fino ad una settimana od oltre. I picchi termici non sempre stabiliscono nuovi record, ma la persistenza di determinati valori, in maniera omogenea per tanti giorni, segna un netto aumento della temperatura media giornaliera, e un numero sempre più alto di cosiddette notti tropicali. Siamo arrivati ad otto notti con temperature minime sopra i 20 C°, perseguendo una strada ormai non troppo dissimile a quella del giugno 2025, quando a differenza di quest’anno, si è stabilito un nuovo record locale, per adesso imbattuto 39.1 C° alla stazione Lungarno del CFR Toscana.
Nel frattempo una maggiore copertura locale, grazie a nuove installazioni tutte rigorosamente riconosciute secondo i parametri del WMO (l’organizzazione mondiale della meteorologia), ci hanno permesso di monitorare tante zone del nostro comune fino ad oggi non campionabili, se non per brevi periodi. Ed è così, che ci siamo resi conto ad esempio, che l’isola di calore urbana della nostra città non si ferma a Porta Pisana, ma è ormai qualcosa che ha travalicato il limite delle frazioni. Abbiamo prove certe di valori di circa 1,5-2 C° in più, nelle zone del centro storico, in quelle della stazione ferroviaria, ma anche, in contesti insospettabili, come Serravalle ma anche la stessa Avane. Mentre attendiamo le comunicazioni ed i dati pubblici e puntuali, dalla nuova rete di monitoraggio messa in campo dal comune, possiamo comunque dire che Empoli ha raggiunto un livello di monitoraggio locale capillare. Se proprio vogliamo aggiungere un “campanile” anzi due, mancano all’appello Monterappoli e Villanova, ma si tratta di zone in cui la prima stazione dista in linea d’aria non più di cinquecento metri, in contesti areali quindi già monitorati. Ovviamente attendiamo con giubilo e fervente attenzione, se altri privati cittadini vorranno investire in quelle zone, come è già accaduto altrove. La comunità come si suol dire “ringrazia” e ne gioverebbe a prescindere.
Se dal punto di vista termico il dato è rilevante ed assume nel suo piccolo, un elemento storico, a livello precipitativo, giugno ha concentrato in due eventi, la pioggia di un mese. Se quindi prendiamo in considerazione, il dato mensile, abbiamo raccolto il 20% in più della pioggia che di solito cade nel primo mese dell’estate meteorologica. Quando però andiamo a valutare il come si è arrivati al cumulato finale, ci rendiamo conto che la concentrazione delle piogge, è figlia di eventi posti a chiusura fra una fase calda e quella successiva. Sappiamo bene che specie in estate, la pioggia si cumula grazie ai temporali, e non collegate a vere e proprie perturbazioni organizzate, solo che per la velocità con cui si verificano e l’intensità localizzata, spesso anche nello stesso areale, ci sono dislivelli pluviometrici anche importanti. Per assurdo ad esempio, Pontorme e Molin Nuovo, hanno una differenza sostanziale di oltre il 30% a favore della prima località.
Allargando il nostro sguardo ad un contesto più ampio, l’Europa e più in generale Francia ed Inghilterra, hanno vissuto un evento climatico davvero epocale. Per trovare una sola zona in tutto il continente in anomalia negativa si deve giungere alla costa del Mar Caspio, ma si tratta davvero di fluttuazioni localizzate ed insignificanti a livello continentale. Globalmente siamo al secondo posto, dopo il 2023, in un contesto comunque di crescita costante, ormai i mesi con il segno meno, sono diventati un episodio singolare, quell’eccezione che conferma la regola.
Tornando al nostro piccolo orticello, luglio ha già in serbo per noi la sua prima ondata di calore, non molto dissimile nella sua configurazione barica da quella giunta a metà giugno; tolte piccole pause fra una fase estrema e quella successiva, i modelli mensili non determinano al momento condizioni estive in un contesto normale.
Qualcuno vi dirà come ogni estate che “lo deve fare”, ed è comprensibile se a formulare questi discorsi sono i nostri ragazzi, nati e cresciuti in questo nuovo clima. Molto, meno accettabile, che siano le persone di mezza età, a ricordare solo i singoli eventi e non più le stagioni passate, della loro vita.
Una cosa è certa, al netto del sensazionalismo che ormai pervade ogni notizia, non solo quelle sul clima, vorrei tranquillizzare chi anche sulle pagine locali, pensa che una specie di “grande fratello” ci impone a comunicare dati fuorvianti in cambio di chissà quali ricompense.
Anche questa è una narrazione che sarà difficile e lenta da smontare, ma alla fine, quando i fatti ripetendosi nei decenni, precederanno le parole, una maggiore consapevolezza avrà giocoforza il sopravvento.