Cinquecento anni di storia familiare: ad Avane la presentazione del libro di Giancarlo Maestrelli

10-07-2026 09:06 -

Un viaggio lungo cinque secoli alla scoperta delle origini di una delle famiglie storiche del territorio empolese. Sabato 25 luglio, alle 17.30, la Chiesa di San Jacopo ad Avane ospiterà la presentazione del volume "Maestrelli. 500 anni di storia e origini di una famiglia empolese" (Masso delle Fate Edizioni, 2025), scritto da Giancarlo Maestrelli.

La scelta della sede non è casuale, ma profondamente simbolica. Sarà infatti la chiesa di San Jacopo ad accogliere l'incontro, proprio nel luogo dove sono stati sepolti gli antenati del ramo empolese della famiglia Maestrelli e a pochi passi da via delle Corti, dove nel 1578 venne acquistata la prima casa da cui ebbe origine il nucleo familiare destinato a dare vita a tutti i Maestrelli empolesi. Un ritorno alle radici che rende la presentazione ancora più significativa, nel giorno dedicato a San Jacopo.

Il libro ripercorre la nascita e lo sviluppo della famiglia Maestrelli in terra empolese, ricostruendo, attraverso documenti d'archivio e ricerche genealogiche, la formazione del primo nucleo familiare riconducibile al cognome e seguendo le vicende delle generazioni successive. Un lavoro che non si limita alla genealogia, ma offre anche uno spaccato della società locale, raccontando come il mestiere prevalente tra gli uomini della famiglia fosse quello del muratore, professione che per secoli ha contribuito allo sviluppo edilizio del territorio.

Autore del volume è Giancarlo Maestrelli, empolese, classe 1968, geometra di professione e residente nel quartiere di Avane. Da anni coltiva la passione per la storia locale e la ricerca archivistica, dedicandosi alla ricostruzione delle vicende delle famiglie e del territorio empolese. Questo nuovo lavoro rappresenta il risultato di un'approfondita indagine storica che intreccia documenti, memorie e identità collettiva.

Per gli appassionati di storia, genealogia e tradizioni locali sarà un'occasione per conoscere da vicino una vicenda familiare che, attraverso cinque secoli di storia, diventa anche un racconto dell'evoluzione della comunità empolese.