Piazza Matteotti, una passeggiata tra domande, dubbi e risposte. Così cambierà il cuore verde di Empoli

11-07-2026 14:41 -

Non è stata una semplice presentazione di un progetto. È stata una passeggiata, tappa dopo tappa, dentro il futuro di piazza Matteotti, ma anche dentro le preoccupazioni di chi quella piazza la vive ogni giorno. Sabato mattina amministratori, tecnici, consiglieri comunali di maggioranza e opposizione e decine di cittadini si sono ritrovati all'ingresso dei giardini per un sopralluogo "parlato": il sindaco Alessio Mantellassi, l'assessore ai Lavori pubblici Simone Falorni, la dirigente del settore Lavori pubblici e Patrimonio, l'ingegnera Roberta Scardigli, insieme ai progettisti dello studio Fantappiè Pagnano Associati, hanno illustrato direttamente sul posto ogni scelta progettuale, rispondendo senza sottrarsi alle domande del pubblico.

L'impressione è stata quella di un confronto vero, a tratti anche acceso, soprattutto quando si è parlato degli alberi. Ma proprio da quel confronto è emersa la filosofia dell'intervento: restituire alla piazza la geometria originaria, aumentare il verde, renderla più sicura e accessibile, senza perdere quello che tutti riconoscono come il suo patrimonio più prezioso.

"Gli alberi non si toccano" La prima sosta è stata inevitabilmente dedicata al tema che negli ultimi giorni ha alimentato il dibattito cittadino: gli alberi. Il sindaco Alessio Mantellassi è partito proprio da lì. "Sono soddisfatto di questo incontro perché ci permette di raccontare il progetto direttamente qui, nella piazza. Questo è il secondo momento di confronto dopo quello agli Agostiniani. Sulla questione degli alberi voglio ribadire una cosa: non ne toglieremo nessuno. Anzi, il saldo finale sarà positivo."

Il riferimento è alla relazione agronomica, finita al centro delle polemiche. "Quel documento - ha spiegato il sindaco - era un elaborato richiesto dalla Soprintendenza. Le indicazioni sui sette alberi riguardano esclusivamente il loro posizionamento rispetto alla nuova planimetria. La volontà dell'amministrazione è mantenerli. Il progetto sarà adeguato proprio per conservarli."

Parole che però non hanno convinto tutti. Un cittadino, conoscitore della storia del giardino, ha ricordato i numerosi abbattimenti avvenuti negli ultimi decenni. "Cinque alberi in più non riportano certo la piazza al patrimonio arboreo del 1954. Mancano cedri del Libano, tigli, platani. Perché fermarsi qui? E quali specie saranno piantate?"
Una domanda che ha aperto uno dei momenti più interessanti della mattinata.

La piazza del 1954 non significa "replica del 1954" A rispondere sono stati soprattutto i progettisti. L'equivoco, hanno spiegato, nasce dall'espressione "ritorno al 1954". "Non significa ricostruire fedelmente il patrimonio arboreo di allora.
Significa recuperare la geometria storica della piazza", spiega la dirigente Roberta Scardigli.
Oggi, infatti, molti dei vialetti diagonali attraversano le aree verdi. Nel progetto spariranno. Gli accessi saranno soltanto quattro, quelli principali, in corrispondenza degli attraversamenti pedonali. Dove oggi passano i vialetti nasceranno prati. "La forma originale era completamente diversa - è stato spiegato - e il verde non è fatto solo dagli alberi, ma anche dalle superfici erbose."
In sostanza, il progetto non promette di ricreare il giardino degli anni Cinquanta, ma di recuperarne l'impianto urbanistico.
Anche sulle nuove alberature è arrivata una precisazione importante: verranno reintegrati i vuoti lasciati negli anni dagli abbattimenti, ma sempre nel rispetto dello sviluppo degli alberi esistenti.
Non sono mancati interventi tecnici da parte dei cittadini. Giuseppe Pandolfi, consigliere comunale a Vinci, ma in questo caso nel ruolo di tecnico esperto ha sollevato il problema della sottopiantumazione. "Un leccio adulto oggi occupa sei metri di chioma. Ha davvero senso ripiantare alberi negli spazi rimasti vuoti? Si rischia di compromettere quelli sani."
L'ingegnera Roberta Scardigli ha rassicurato. "Quando abbiamo parlato di manutenzione non intendevamo potature per fare spazio ai nuovi alberi. L'appalto prevede obbligatoriamente la presenza di un agronomo specializzato. Ogni intervento sarà valutato caso per caso." E soprattutto, ha aggiunto, la Soprintendenza seguirà il cantiere durante tutta l'esecuzione. "Se un albero non potrà essere ripiantato nello stesso punto perché danneggerebbe quelli esistenti, si valuterà insieme la soluzione migliore."

Anche il sindaco è intervenuto sul tema della gestione del verde. "Le capitozzature non si fanno più. Oggi abbiamo aumentato di 300 mila euro le risorse dedicate alla manutenzione del verde e chi lavora sugli alberi deve essere specializzato."

I numeri raccontano bene la trasformazione prevista. L'investimento complessivo sarà di 850 mila euro. Il verde aumenterà del 35%, passando dagli attuali 7.900 metri quadrati a 10.700. Gli alberi, al termine dell'intervento, avranno un saldo positivo di quattro esemplari. Le aree gioco occuperanno 200 metri quadrati. Il cuore della piazza tornerà ad essere un grande spazio verde continuo. Le aiuole rialzate e frammentate spariranno. I cordoli verranno eliminati. Erba e percorsi saranno sullo stesso livello. Il risultato sarà un'unica grande superficie attraversabile.

La terza tappa della passeggiata è stata dedicata all'accessibilità. Oggi attraversare la parte centrale con una carrozzina o un passeggino non è semplice. La ghiaia e i cordoli rappresentano un ostacolo. Domani tutto sarà diverso. Il materiale drenante sostituirà la ghiaia, mantenendo la permeabilità del terreno ma rispettando le norme sull'accessibilità. Le aiuole non saranno più delimitate da gradini. L'intera piazza diventerà un unico piano continuo.
"È normale che un bambino attraversi un prato correndo
- ha osservato Mantellassi - mentre oggi una persona in carrozzina non riesce a fare lo stesso percorso."

Molto interesse hanno suscitato anche i giochi. Le due nuove aree saranno collocate in posizione diametralmente opposta, per servire meglio tutta la piazza. Occuperanno complessivamente 200 metri quadrati. I giochi saranno divisi per fasce d'età. Le pavimentazioni saranno antitrauma ma realizzate con materiali naturali drenanti, come la corteccia.
Una mamma ha posto un problema pratico. "D'estate qui c'è molto sole. I bambini potranno giocare?"
La risposta è arrivata direttamente dai progettisti. Lo studio delle aree gioco è stato costruito proprio seguendo il percorso delle ombre prodotte dagli alberi esistenti.Le nuove attrezzature saranno collocate nelle zone naturalmente più fresche."Il grande patrimonio della piazza sono proprio gli alberi", ha ricordato uno dei progettisti.
Nella quarta tappa si è parlato di sicurezza. I numeri sono eloquenti. Le telecamere passeranno da 9 a 19. I punti luce saliranno da 54 a 100. Non aumenteranno soltanto i lampioni. Cambierà anche la qualità dell'illuminazione. "Una piazza ben illuminata è una piazza vissuta", ha osservato il sindaco. L'ingegnera Scardigli ha aggiunto un altro elemento. "La sicurezza passa anche dalla percezione." Per questo spariranno i cespugli che oggi limitano la visuale. Gli alberi resteranno. Le siepi no. Da qualsiasi punto della piazza sarà possibile vedere tutto lo spazio circostante.

Tra le novità che hanno suscitato maggiore curiosità c'è il piccolo chalet previsto nella parte centrale. Qualcuno ha chiesto se fosse davvero necessario costruire un altro bar, visto che a pochi metri esiste già un esercizio comunale.
La risposta è stata molto concreta. "Non sarà un vero bar - ha spiegato Scardigli - ma un piccolo presidio. Servirà soprattutto a garantire la gestione dei bagni pubblici."
Oggi i servizi esistono ma sono inutilizzabili. Domani saranno spostati accanto al chiosco.
L'idea è replicare il modello già sperimentato in altri parchi cittadini: un presidio costante scoraggia vandalismi e degrado. Accanto sorgerà anche il nuovo fontanello di acqua pubblica, i cui lavori sono già iniziati.
Anche le panchine hanno acceso il dibattito. Saranno eliminate le nicchie oggi presenti lungo l'anello. Le sedute resteranno, ma verranno sostituite con modelli più durevoli. Alcuni cittadini hanno chiesto di recuperare quelle storiche in legno. L'amministrazione non ha escluso questa possibilità. La scelta definitiva sarà condivisa con la Soprintendenza durante la fase esecutiva.

Più che una presentazione, la mattinata è sembrata un laboratorio di urbanistica all'aperto. Le domande non sono mancate. Alcune anche molto tecniche. Altre dettate semplicemente dall'affetto per uno dei luoghi simbolo della città.
L'amministrazione ha scelto di rispondere direttamente sul posto, mostrando dove cambieranno i percorsi, dove crescerà il verde, dove sorgeranno il chiosco, i giochi d'acqua, le nuove aree gioco e i servizi.
Alla fine della passeggiata rimane una fotografia abbastanza nitida del progetto: 850 mila euro di investimento, il 35% di verde in più, quattro alberi in saldo positivo, 100 punti luce, 19 telecamere, nuovi giochi, maggiore accessibilità e una piazza che punta a recuperare la propria identità storica senza rinunciare alle esigenze di una città contemporanea. Ma soprattutto resta la sensazione di una mattinata in cui il progetto è uscito dalle tavole tecniche per confrontarsi, passo dopo passo, con chi quella piazza la attraversa ogni giorno.