Nei giorni scorsi sono apparse sulle bandiere e sulle affissioni della festa de l'Unità della frazione di Volterra Borgo San Giusto, che si chiusa domenica 19 luglio, scritte contro Che Guevara, il comunismo, disegni osceni, la scritta Futuro Nazionale con un cuore accanto al nome di Vannacci. I Giovani democratici di Empoli esprimono la massima solidarietà ai Giovani Democratici e il Partito Democratico di Volterra:
« Al di là delle bandiere e dei cartelloni rovinati, ciò che ci turba maggiormente è il gesto simbolico: è stato attaccato un partito in un contesto di festa, la Festa de L'Unità, all'insegna della socialità libera e di valori di pace ed eguaglianza-dichiara Flavio Campatelli, Gd Empoli- Questo evento dimostra le conseguenze delle precise scelte comunicative di una parte della destra istituzionale e di governo, che da anni alimenta la retorica dell'odio e dell'antagonismo per avvantaggiarsi spaccando la società civile, preferendo l'individuazione di "nemici" interni ed esterni al riconoscere la legittima pluralità di idee e il dialogo come caratteristiche di una democrazia sana e funzionante.
Il veleno che è stato così a lungo riversato nel dibattito pubblico genera ora i suoi frutti: ha inquinato i nostri territori, i nostri giovani, dalla campagna di provincia fino alle grandi città e legittima ogni forma di attacco, aggressione, violenza fisica e non. Non si tratta dell'atto di vandalismo in sé, pur sempre deplorevole, ma di un sentimento che è stato radicato nella popolazione e che spinge agli estremi l'azione politica, portando a credere giusto attaccare luoghi come la Festa de L'Unità o sfregiare i simboli di un Partito che di violento non ha mai avuto assolutamente niente.
Ogni gesto, dal più minimo al più eclatante, che ricorre a strumenti che appartengono a questo mondo di cattiveria è un simbolo, significa che adesso è giusto agire la notte incappucciati e danneggiare chi consideriamo "nemici", non più avversari, non più nostri legittimi pari. Si delegittima il dialogo e il confronto e si favorisce un clima di disprezzo reciproco, producendo un ambiente ideale per estremismi sempre più pericolosi».