Al San Giuseppe un trattamento innovativo per la Bpco grave

23-07-2026 10:42 -

Si scrive ECCO2R e si legge rimozione extracorporea dell'anidride carbonica ad alti flussi ed è stata utilizzata con successo al San Giuseppe di Empoli su un paziente di circa 70 anni colpito da una grave insufficienza respiratoria. La metodica utilizzata per la prima volta dai professionisti di via Boccaccio ha consentito il risveglio del paziente dal coma, evitando la ventilazione invasiva. L'uomo era arrivato in Terapia intensiva in condizioni particolarmente critiche e in stato di coma. La causa era una severa riacutizzazione di broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), patologia che nei casi più gravi può provocare un accumulo di anidride carbonica nel sangue fino a compromettere lo stato di coscienza.


Per il paziente è stato scelto un trattamento mai utilizzato prima nella struttura: appunto la rimozione extracorporea dell'anidride carbonica ad alti flussi (ECCO2R). La procedura consente di eliminare la CO₂ in eccesso attraverso un circuito esterno, evitando, nei casi appropriati, il ricorso all'intubazione e alla ventilazione meccanica invasiva. L'effetto del trattamento è stato rapido. Dopo l'avvio della procedura, il paziente si è risvegliato dal coma, ha mantenuto la respirazione spontanea ed è rimasto vigile e collaborante durante il ricovero. Una volta recuperata la funzione respiratoria, è stato trasferito in un reparto di Medicina per proseguire le cure.



«Parliamo di un trattamento che ci permette di intervenire in situazioni particolarmente complesse offrendo una possibilità terapeutica aggiuntiva rispetto ai percorsi tradizionali – spiega il direttore della Rianimazione dell'ospedale San Giuseppe di Empoli, dottor Rosario Spina –. La rimozione extracorporea dell'anidride carbonica consente di correggere rapidamente l'eccesso di CO₂ nel sangue e, in pazienti selezionati, può evitare l'intubazione. Questo significa mantenere la persona sveglia, favorire una migliore collaborazione alle cure e ridurre alcune delle complicanze associate alla ventilazione meccanica invasiva».


La broncopneumopatia cronica ostruttiva è una malattia respiratoria caratterizzata da un'ostruzione progressiva del flusso d'aria nei polmoni. Per chi ne soffre, il rischio maggiore sono le riacutizzazioni, cioè improvvisi peggioramenti che possono causare tosse intensa e una forte sensazione di fame d'aria. Durante gli episodi più severi, la capacità di eliminare l'anidride carbonica può ridursi drasticamente, provocando acidosi respiratoria, sonnolenza e, nei casi più gravi, coma. La tecnica ECCO2R agisce come un supporto esterno: il sangue viene prelevato attraverso un circuito extracorporeo, depurato dall'anidride carbonica in eccesso e poi reimmesso in circolo. In questo modo si riduce il carico di lavoro dei polmoni e si favorisce il recupero della funzione respiratoria.


Il risultato ottenuto a Empoli è il frutto di un percorso organizzativo e clinico sviluppato nell'ultimo anno grazie alla collaborazione tra Pronto Soccorso, Area Medica, Pneumologia e Rianimazione. Un lavoro multidisciplinare che ha portato alla definizione di un protocollo condiviso per riconoscere precocemente i pazienti candidabili a questo trattamento e avviarli rapidamente al percorso assistenziale più appropriato.


Fonte: Ufficio stampa