Un San Michele "fiabesco": ecco il meraviglioso trofeo di Ivana Dolfi realizzato per l'antica festa di Carmignano
28-07-2026 17:00 -
Proviene dalle mani sapienti dell'artista montelupina Ivana Dolfi, riferimento assoluto delle sue Ceramiche d'Arte, il trofeo per la miglior rappresentazione del Teatro in Strada, punto cardine assoluto della Festa di San Michele a Carmignano. Il trofeo, apparso ieri sulla pagina ufficiale dell'antica festa carmignanese, e offerto da "Biscottificio I Fochi - dal 1987" di Carmignano, emerge da subito come un omaggio devoto. Si presenta come una scultura in ceramica policroma invetriata, che reinterpreta la classica iconografia di San Michele Arcangelo che sconfigge il male. Tuttavia, lontano dai canoni drammatici ed eroici del Rinascimento o del Barocco, l'artista ha scelto qui un registro espressivo deliberatamente semplificato, quasi fiabesco. La figura dell'arcangelo è caratterizzata da volumi morbidi e da una compostezza immobile. La tunica di un rosso rosato, dal drappeggio appena accennato, e le ali celesti stese sulla schiena conferiscono al santo un'aria delicata. Il volto, incorniciato da riccioli castani resi con tratti sintetici, non esprime furore guerriero né trionfo, bensì una sorta di distaccata serenità — se non quasi di velata perplessità — mentre impugna la grande spada bianca. Il demone/dragone ai piedi dell'arcangelo, steso a terra in forma di figura antropomorfa/zoomorfa dal lucido smalto nero, perde ogni connotazione terrorizzante. Con l'occhio spalancato e la lingua rossa sporgente, il "Mostro" somiglia più a un bizzarro animale da bestiario medievale o a una creatura comica che a una spaventosa incarnazione del Maligno. L'interesse principale del pezzo risiede nella sua espressività popolare e spontanea. Non cerca l'anatomia perfetta né il dinamismo monumentale; punta piuttosto sulla forza del colore lucido, sulla leggibilità immediata della scena e su un'affascinante genuinità artigianale. È un'opera che dialoga con la tradizione della terracotta invetriata toscana, ma la spoglia della solennità sacra per consegnarci un San Michele dal sapore umano. Con la presentazione del Trofeo che verrà consegnato alla migliore rappresentazione, sulla pagina social della manifestazione, si ricorda che manca sempre meno al ritorno di una delle tradizioni più amate del territorio. Mentre nei cantieri rionali si lavora in gran segreto per realizzare le spettacolari performance sceniche, sono stati svelati in anteprima gli ermetici titoli e le brevi descrizioni delle quattro opere in gara: Rione della Torre (Rione Bianco) “Sempre dentro le sue mani”: Un viaggio emozionante tra crescita personale, legami familiari e ricerca della propria identità. Rione dell'Arcangelo (Rione Celeste) “E lì si fermò”: Una storia d'amore ambientata nella splendida campagna carmignanese, dove il destino si intreccia al cambiamento. Rione del Leone (Rione Giallo) “La festa della mia vita”: Un racconto dedicato agli affetti e alle tracce indelebili che le persone lasciano nella storia di una comunità. Rione dell'Arte (Rione Verde) “Le radici dell'anima”: Una profonda riflessione sulla memoria collettiva, sull'identità e sul valore delle nostre radici. Il vincitore sarà decretato da una giuria di quindici esperti, divisi in gruppi di cinque per ciascuna sera. Dopo la terza rappresentazione, l'apertura delle buste con i punteggi accumulati svelerà finalmente il nome del Rione che avrà trionfato.
Il Comitato Organizzatore, i Rioni e tutta la comunità si preparano a vivere la Festa di San Michele, in programma nei giorni 25, 26 e 27 settembre, con i festeggiamenti finali previsti per il 29 settembre, giorno del Santo Patrono. L'appuntamento è a Carmignano per un fine settimana imperdibile tra teatro di strada, passione e identità locale.