Di Stefano (Fdi): "Sull'allarme dei sindacati servono dati e risposte chiare"

29-07-2026 11:21 -

I recenti comunicati del SIULP e del SAP riaprono una questione che riguarda direttamente la sicurezza delle zone di competenza del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Empoli che, a oggi, avrebbe un organico di 59 addetti tra appartenenti ai ruoli operativi della Polizia di Stato nelle varie qualifiche e tre appartenenti ai ruoli amministrativi dell'amministrazione civile dell'Interno.

Quindi la domanda è: Il Commissariato di Empoli dispone oggi di personale, spazi e strumenti adeguati ai compiti che è chiamato a svolgere? La risposta non può essere affidata né agli allarmi generici né alle rassicurazioni di rito, ma deve poggiare su dati verificabili. «Le due organizzazioni sindacali, con accenti diversi ma complementari, descrivono criticità che non possono essere ignorate – dichiara Danilo Di Stefano, responsabile del Dipartimento Legalità e Sicurezza di Fratelli d'Italia Provinciale Firenze –. Il SIULP denuncia il progressivo impoverimento dell'organico e prospetta il rischio del venir meno degli standard operativi. Il SAP chiede di non fermarsi al numero formale degli assegnati, ma di verificare quanti operatori siano realmente disponibili ogni giorno, quanti possano essere impiegati nella volante e quale incidenza abbiano pensionamenti, trasferimenti, assenze prolungate e servizi di ordine pubblico. Sono due contributi di pari valore: il primo pone un allarme che deve essere chiarito, il secondo indica il metodo e gli accertamenti necessari per misurare la situazione reale». Il riferimento del SIULP agli “standard operativi” rappresenta il punto più delicato da chiarire. Le fonti istituzionali interpellate tendono a escludere un concreto abbassamento dei livelli di sicurezza garantiti dal Commissariato.

Proprio per superare letture contrapposte assume particolare importanza la richiesta del SAP di una verifica puntuale dell'organico effettivamente disponibile e dei carichi di lavoro: le rassicurazioni istituzionali e gli allarmi sindacali devono essere confrontati attraverso gli stessi indicatori oggettivi. «Occorre comprendere che cosa si intenda esattamente per possibile venir meno degli standard operativi – prosegue Di Stefano –. Si fa riferimento alla capacità di assicurare la volante nelle ventiquattro ore? Ai tempi di risposta agli interventi? Alla necessità di distogliere personale dagli uffici investigativi o amministrativi? Alla riduzione delle pattuglie, all'accumulo delle pratiche, ai cambi di turno o al ricorso sistematico allo straordinario? Il SIULP ha posto una questione seria, argomentata nell'ambito di un'analisi di sistema che mette in relazione cause ed effetti sia di tipo strutturale, sia di gradimento della sede che non ha alloggi di servizio; il SAP ha chiesto di misurare le criticità dell'ufficio sulla consistenza reale del personale, sulle uscite e sulle incombenze operative. Se le istituzioni ritengono che gli standard di sicurezza siano garantiti, è importante che spieghino sulla base di quali dati. Approfondire entrambe le posizioni significa riconoscere pienamente il valore delle due iniziative sindacali, non contrapporle».

Il Commissariato di Empoli sostiene un carico di lavoro articolato: controllo del territorio ed emergenza, volante e centralino, ufficio denunce, polizia anticrimine, polizia amministrativa e sociale, passaporti, immigrazione e servizi di ordine pubblico, compresi quelli connessi alle partite dell'Empoli Football Club, in un territorio che, oltre alla città di Empoli e zone immediatamente limitrofe, comprende amministrativamente quasi tutti i comuni del circondario empolese-valdelsa. Il SIULP ha rilevato che nel piano relativo agli oltre 3.100 agenti in uscita dal corso di formazione il prossimo 5 agosto non figura un'assegnazione diretta a Empoli. Il SAP ha richiamato, nello stesso tempo, la necessità di confrontare ogni nuovo arrivo con pensionamenti e trasferimenti e di programmare le assegnazioni sulla base dei carichi di lavoro del singolo presidio, non soltanto dei dati provinciali complessivi.

In effetti, risulta che, nella provincia di Firenze, arriveranno 31 agenti presso la Questura, 9 agenti presso il Commissariato di Sesto Fiorentino, 3 agenti presso il Compartimento Polstrada – Sezione Firenze, 16 agenti presso il Compartimento Polfer, 1 agente presso il centro sicurezza cibernetica, e 8 agenti presso il Reparto Mobile, per un totale di 68 poliziotti. Alle risorse umane si aggiungono le condizioni della sede, sulle quali il SAP ha avanzato richieste particolarmente concrete: un sopralluogo tecnico, la verifica della sicurezza degli accessi e degli ambienti aperti al pubblico, una migliore separazione delle attività e soprattutto una camera di sicurezza o almeno un locale protetto per le persone fermate, dato che ogni trasferimento presso le celle di sicurezza della Questura di Firenze impegna operatori ed equipaggi che vengono sottratti al territorio. Resta aperto anche il problema degli alloggi, sollevato nel tempo da entrambe le sigle sindacali. L'assenza di sistemazioni di servizio e il costo degli affitti possono rendere Empoli poco attrattiva per gli agenti più giovani, favorendo successive richieste di trasferimento. Il SAP propone una ricognizione degli immobili pubblici e degli appartamenti inutilizzati, oltre a possibili convenzioni per locazioni a canone sostenibile; il SIULP sottolinea come senza soluzioni abitative anche le nuove assegnazioni rischino di produrre soltanto un beneficio temporaneo.

Le dichiarazioni del sindaco Alessio Mantellassi, secondo il quale il Comune starebbe valutando interventi per gli alloggi degli agenti e per gli spazi del Commissariato, ma sarebbero necessarie «risorse nazionali vere e concrete», meritano una risposta altrettanto concreta. Il richiamo alle competenze e ai finanziamenti statali è corretto, ma non può diventare un modo per rinviare ancora l'individuazione di immobili, proposte progettuali e strumenti di collaborazione istituzionale. Il precedente di Sesto Fiorentino, dove in quattro anni hanno reso operativa la nuova sede del commissariato dimostra che, quando la politica e le amministrazioni competenti decidono realmente di muoversi, si individua una struttura pubblica, si programmano le risorse, si avviano i lavori e si arriva a una nuova sede. Il caso empolese va inserito nello sforzo nazionale compiuto dal Governo Meloni sul reclutamento. Negli ultimi tre anni sono state indicate circa 39.000 assunzioni nelle Forze di polizia; il documento sui primi mille giorni dell'Esecutivo riportava 41.790 assunzioni comprendendo anche i Vigili del fuoco. Sono inoltre programmati circa 30.000 ulteriori ingressi entro il 2027.

Nella Città metropolitana di Firenze la ricostruzione dei dati pubblici individua circa 689 assegnazioni lorde documentate o programmate dall'inizio del Governo: 260 unità interforze tra gennaio 2023 e gennaio 2024, 229 successive assegnazioni della Polizia di Stato e almeno 200 Carabinieri. Fra i poliziotti conteggiati, 68 prenderanno servizio dall'agosto 2026. Il dato è significativo, ma non equivale a 689 operatori in più nei presìdi territoriali: comprende le sostituzioni di chi è andato in pensione o è stato trasferito e personale destinato alle specialità e al Reparto Mobile. Stando ai dati pubblicati, inoltre, risultano assegnati 6 agenti al Commissariato di Empoli nel gennaio 2024; 23 militari assegnati alla Compagnia di Empoli nel febbraio 2025 e altri 8 nel novembre 2025; per un totale minimo documentato di 29 appartenenti alle forze dell'ordine assegnati agli uffici di polizia dell'empolesevaldelsa. Nessun dato numerico pubblicamente verificabile è riferito alla Guardia di Finanza. «Il Governo ha affrontato una stagione particolarmente pesante di cessazioni e ha ripristinato per il 2026 il turnover al cento per cento per le Forze di polizia e i Vigili del fuoco – sottolinea Di Stefano –. È una scelta necessaria, perché consente di sostituire integralmente chi lascia il servizio. Il turnover pieno evita nuovi arretramenti; per recuperare le carenze accumulate negli anni precedenti al governo Meloni occorrono però assunzioni superiori alle cessazioni e una distribuzione costruita sulle effettive esigenze dei territori. Non c'è quindi alcuna contraddizione tra il riconoscere l'investimento nazionale e il chiedere una verifica specifica per Empoli».

È sicuramente necessario un confronto con le istituzioni competenti che recepisca entrambe le iniziative sindacali: chiarire, come chiede il SIULP, se e in quali ambiti gli standard operativi siano esposti a rischio; procedere, come chiede il SAP, a una ricognizione dell'organico effettivo e a un sopralluogo tecnico nella sede, definendo interventi, priorità e tempi verificabili. La politica non può sottrarsi alle proprie responsabilità né intervenire soltanto dopo l'ennesimo fatto di cronaca. Stando a quanto si apprende dagli ambienti politici e sindacali, il Commissariato di Empoli rientra in un piano di riorganizzazione dei Commissariati di Pubblica Sicurezza distaccati cui il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha già dato il via partendo degli organici dei commissariati che avevano le maggiori criticità di personale rispetto all'organico previsto: uffici che, negli anni, erano scesi intorno ai 30 addetti rispetto ai circa 60 del commissariato di Empoli che, stando a quanto risulta, è stato sempre oltre i 50 addetti oltre al personale civile. “Per quanto ci riguarda – conclude Di Stefano - sarà nostro preciso impegno, come in questo caso, rappresentare le legittime istanze dei sindacati dei poliziotti, così come sarà nostro preciso impegno capire quali siano le reali criticità e quali le possibili soluzioni, nell'interesse esclusivo della sicurezza degli operatori delle forze dell'ordine e dei cittadini di Empoli e dell'empolese-valdelsa”.

Dipartimento legalità e sicurezza
Fratelli d'Italia provinciale


Fonte: Ufficio stampa