Il 27 maggio scorso sono stata contattata da un gruppo di residenti di via Piave, preoccupati perché in un appartamento all'ultimo piano del loro condominio si stava allestendo quello che appariva come un vero e proprio dormitorio, con numerosi posti letto, circostanza che lasciava presumere l'imminente apertura di un centro di accoglienza.
Prima di rivolgersi a me, i condomini avevano già tentato inutilmente di ottenere informazioni attraverso interlocuzioni informali con l'Amministrazione. Anche l'amministratore condominiale non era stato in grado di fornire risposte certe, mentre l'ingresso degli ospiti sembrava ormai imminente considerata anche la presenza della cooperativa incaricata dell'operazione a una riunione convocata dall'amministratore. Di fronte a questa situazione ho invitato i residenti a presentare un formale accesso agli atti per acquisire tutta la documentazione relativa all'idoneità dell'immobile: requisiti igienico-sanitari, condizioni di sicurezza, eventuali autorizzazioni e ogni altro atto necessario per una struttura destinata ad accogliere più persone.
Nel frattempo la notizia si è rapidamente diffusa tra i residenti della zona ed è nata spontaneamente una raccolta firme. Ho suggerito di protocollarla e trasmetterla ufficialmente sia all'Amministrazione comunale sia ai capigruppo consiliari. Successivamente sono iniziate interlocuzioni ristrette tra il Sindaco e alcuni residenti. In quelle occasioni il Sindaco ha rassicurato i cittadini, riferendo di essersi già attivato presso gli enti competenti per rappresentare le criticità della vicenda. Proprio per questo ho invitato nuovamente i residenti a presentare un ulteriore accesso agli atti, finalizzato ad acquisire la documentazione richiamata dallo stesso Sindaco, documentazione che avrebbe potuto risultare utile anche nell'ambito delle iniziative legali intraprese dai cittadini. Si è trattato quindi del secondo accesso agli atti.
Ad oggi, tuttavia, nessuno dei documenti richiesti risulta essere stato consegnato. In assenza di riscontri oggettivi, sono stata invitata dai residenti a portare la questione in Consiglio Comunale per ottenere chiarimenti ufficiali. Il dibattito che ne è seguito è stato, a mio avviso, surreale. Secondo il Sindaco, le rassicurazioni fornite informalmente ai residenti sarebbero state sufficienti. Si è assistito inoltre a un continuo rimpallo di responsabilità tra uffici comunali e Segretario generale in merito alla mancata evasione degli accessi agli atti. Non sono mancate accuse di aver politicizzato la vicenda.
Un'accusa che respingo con decisione.
Fino ad oggi non ho presentato alcuna interrogazione, non ho depositato alcun atto consiliare e non ho rilasciato alcun comunicato stampa. Mi sono limitata a mettere i cittadini nelle condizioni di esercitare un loro diritto, quello di chiedere trasparenza attraverso gli strumenti previsti dalla legge. Da quel momento si è sviluppata una vicenda della quale non sono stata protagonista, ma che ho seguito nel rispetto del mio ruolo istituzionale. Nel Consiglio Comunale ho semplicemente preteso una risposta ufficiale. Dopo molte considerazioni estranee al merito della questione, il Sindaco ha finalmente escluso formalmente l'apertura di un centro di accoglienza nell'immobile di via Piave. Prendo atto di questa dichiarazione istituzionale. Tuttavia resta un punto fondamentale: continuano a mancare i documenti richiesti attraverso gli accessi agli atti e continuano a mancare risposte ufficiali sulla documentazione amministrativa richiesta dai cittadini.
Ed è proprio questo il nodo della questione.
La trasparenza amministrativa non può fermarsi alle dichiarazioni verbali rese in Consiglio Comunale. Le istituzioni devono garantire anche la piena accessibilità agli atti, affinché quanto dichiarato trovi riscontro nei documenti ufficiali. Come ho sempre fatto, continuerò a svolgere il mio ruolo di consigliere comunale non nell'interesse di una parte politica, ma nell'interesse della trasparenza, della legalità e del diritto di tutti i cittadini ad avere risposte chiare, verificabili e documentate.
Susi Giglioli Capogruppo Lega Consiglio Comunale di Castelfiorentino