'Empoli del fare' accende i riflettori sul progetto Hope

12-08-2026 09:19 -

Riflettori accesi sul futuro dell’antico ospedale San Giuseppe e sul progetto di innovazione urbana “HOPE”. Il gruppo consiliare "Empoli del Fare", guidato dalla capogruppo Claudia Ghezzi, ha depositato un’interrogazione a risposta orale indirizzata al sindaco Alessio Mantellassi e alla presidente del Consiglio Comunale Simona Cioni per fare luce sullo stato di avanzamento dei lotti e sui criteri di assegnazione dei futuri spazi pubblici e commerciali.

I lavori dell'imponente complesso, stando alle precedenti comunicazioni dell'amministrazione, avrebbero dovuto vedere la chiusura formale dei cantieri a giugno 2026, propedeutica alla fase di collaudo e allestimento. Un’operazione dal valore complessivo importante: oltre 4 milioni di euro per il lotto 1 (di cui 2,7 milioni di fondi comunali) e ben 6,6 milioni per il lotto 2 (con 1,6 milioni a carico del Comune), a cui si sommano altri 240 mila euro già stanziati a bilancio per il progetto "DESTEENAZIONE" della Società della Salute.

I dubbi su cantieri e costi aggiuntivi

Il primo nodo sollevato dall'opposizione riguarda il rispetto delle scadenze. "Empoli del Fare" chiede infatti se le società incaricate abbiano effettivamente ultimato gli interventi di ristrutturazione e consolidamento statico entro la fine di giugno 2026 e se sia stato necessario un ulteriore aggiornamento dei costi rispetto a quelli già consolidati. L'attenzione si sposta poi sulle "voci nascoste", ovvero sulle spese necessarie a rendere l'immobile davvero fruibile, a partire dagli allestimenti interni.

Scuola di musica, ludoteca e museo: come saranno gestiti?

Il fulcro dell'interrogazione si concentra sulla futura gestione delle aree sociali e culturali previste nel Lotto 2. Nei piani sono inclusi una scuola di musica (disposta su due piani), una ludoteca e un'area museale da sviluppare su tre piani nel cosiddetto "ferro di cavallo". Ghezzi interroga la giunta per sapere chi pagherà l'allestimento di scuola di musica e ludoteca, ma soprattutto con quali criteri e bandi pubblici verranno scelti i gestori. L'opposizione chiede trasparenza sui corrispettivi economici: le associazioni o le società esterne pagheranno un affitto al Comune per l'utilizzo di questi locali? E nel caso della ludoteca, l'accesso per le famiglie sarà libero o a pagamento? Interrogativi a cui si aggiunge la richiesta di conoscere l'esatta metratura del polo museale e la sua divisione tra mostre permanenti e temporanee.

Il nodo commerciale: l'area bar e ristorazione

Spazio anche all'economia del complesso. Per il piano terra del lotto 1, che si affaccia su Via Cosimo Ridolfi, è prevista un'area destinata a bar e ristorazione. Il gruppo consiliare chiede se il bando di assegnazione sia già stato emesso, chi dovrà farsi carico dell'allestimento commerciale e, aspetto non meno importante, quale sia l'incasso annuale stimato dal Comune attraverso questo affidamento esterno.

I "gialli" del progetto: che fine hanno fatto il coworking e le associazioni?

L'affondo più politico riguarda però alcune assenze rispetto alle linee guida originarie del progetto HOPE. Claudia Ghezzi chiede conto esplicito della cancellazione degli spazi che inizialmente dovevano essere dedicati al coworking e alle start-up. Sparita dai radar ufficiali sembrerebbe anche la "casa delle associazioni", che rappresentava uno dei pilastri della partecipazione cittadina nel piano iniziale.

Fonte: Ufficio stampa