Tre fronti fusi sull'Arno e rain rate fino a 384 mm/h: la cronaca della tempesta perfetta

13-08-2026 02:38 -

Erano le quindici e quindici, quando la stazione di Monteboro, raggiungeva il non invidiabile picco di 41.7 C°, solo un decimo al di sotto del record sempre stabilito tre anni fa, nell'agosto 2023. In città dovremo attendere le quindici e trenta, per toccarlo quel decimale nella zona della stazione ferroviaria. Ovunque, specie nelle zone orientali della città i valori superano i quaranta gradi, quando il cielo inizia a velarsi, per poi successivamente incupirsi. Passano due ore, in questo frangente nubi minacciose risalgono da sud il corso dell'Elsa, altre nubi raggiungono prima Montelupo Fiorentino e poi Capraia e Limite ed Empoli, inizia il temporale. Neanche il tempo di tirare il fiato ed i fenomeni si fanno importanti; in meno di due ore, si perdono quasi venti gradi, il vento soffia con raffiche localmente vicine ai 100 km/h orari (96.6 per l'esattezza a Montelupo Fiorentino, la grandine cade di medie dimensioni nell'empolese, sbattuta a terra dalle violente raffiche del temporale di calore che si rigenera per oltre un'ora. Si cumulano alla fine fra i 40 ed i 70 mm in zona, che ovviamente sono molti, ma a dare il senso della gravità del fenomeno è un altro indice quello dell'intensità delle precipitazioni. Ho atteso alcune ore per avere una conferma della validazione di un dato nello specifico, più che altro, perchè il mio dubbio sussisteva nel fatto che si ripetesse simile per quasi mezz'ora. Fatte le dovute verifiche, possiamo affermare con assoluta validità che l'intensità delle precipitazioni, ovvero la velocità con cui si vanno ad accumulare i millimetri di pioggia, ha raggiunto i 384 mm/h. Avete capito bene, tenete presente che il rain rate finora raggiunto nell'empolese valdelsa e precedentemente validato era quelle del downburst del 19 settembre 2014 a Stabbia, dove si toccarono i 240 mm/h, Non per sminuire la portata dei danni registrati, ma si tratta di un evento che altrove con caratteristiche simili, ci ha abituati a effetti peggiori. Questo significa che nel limite del possibile, siamo di fronte ad una comunità che sta cercando di recepire al meglio il concetto di adattamento climatico. Per dare un metro di paragone, la stessa Empoli, che ha avuto le sue ovvie criticità di fronte ad un fenomeno che ha interessato buona parte del suo territorio, ha raggiunto punte di rain rate fra i 130 km/h del centro storico, i 135 di Serravalle, scendendo ai 90 di Ponzano, ed i 70 della zona commerciale. Nel mezzo a questi due comuni si posiziona Capraia e Limite, che tocca i suoi 235 mm/h sempre fra le 17 e 30 e le 18, cumulando i suoi oltre 50 millimetri in meno di un'ora. Sulla stessa lunghezza Cerreto Guidi, che supera i 220 mm/h per 59 millimetri finali. Per Vinci il discorso cambia leggermente, trovandosi sulla traiettoria del temporale sbucato dal Montalbano, proveniente dalla piana fiorentina, pur cumulando oltre 50 mm, lo fa in due step, inizialmente come primo comune colpito attorno alle 16 e 30, poi con la fusione dei tre fronti temporaleschi in uno, chiude alle 18 e 30 con il dato appena citato. In questo caso, le punte estreme sono minori, (poco più di 60 mm/h) ma accompagnate sempre dalle forti raffiche innescate dal nubifragio, che hanno toccato i 77 km/h. Lo ricordiamo sono punte estreme, un po' come accade lanciando una macchina ad una velocità superiore al limite in autostrada, ovviamente non viaggerà sempre a 200 km/h, ma quelle punte quantificano il tempo e la velocità che impieghiamo nel fare un determinato percorso.

Meteorologicamente parlando, aver pagato pegno in queste zone prima del peggioramento previsto per la prossima settimana, in parte toglie, un po' del carburante utile all'innesco dei temporali più violenti nei prossimi giorni. Questa di per sé, non è una cattiva notizia, magari avremo davvero precipitazioni più normali e meno monsoniche. Ovviamente passata la notte, domani le temperature massime, scenderanno di qualche grado, ma non aspettiamoci grandi novità, se non anche in caso di un rialzo, sarà più difficile tornare a 41 gradi e passa.
Galleggeremo, con tanta umidità in più, qualche temporale di calore, dove ovviamente non è avvenuto un siffatto scambio termico, e lentamente ci avvieremo alla fine di questa ondata di calore.

Ieri l'empolese a differenza della Valdelsa, non era considerato zona a rischio per i temporali, ipotizzando che di fondo, le precipitazioni temporalesche si sarebbero concentrate in Appennino e tutt'al più alle zone collinari centrali. Di fondo la situazione poteva anche evolvere così ma, per paradosso, abbiamo immagazzinato talmente tanta energia in queste settimane (per non dire mesi) che i fenomeni partiti dalle zone previste hanno letteralmente fagocitato il calore presente nell'aria, espandendosi con maggiore facilità anche in zone dove non erano attesi. Questo è avvenuto sia per il fronte partito inizialmente tra le Croci di Calenzano — e poi proseguito verso la Piana tra Signa e Lastra a Signa, in parte filtrato poi dal Montalbano — sia per i fenomeni nati dalle Colline Metallifere, sbucati fuori a est sotto Certaldo e, per quanto riguarda il fronte più occidentale, tra Corazzano e Balconevisi. Un terzo fronte si è poi acceso tra Montespertoli e San Casciano Val di Pesa, percorrendo la Valle omonima e sbucando a Montelupo Fiorentino insieme a quello che ha risalito l'Arno dalla piana fiorentina.

Tre fronti distinti, un solo gigantesco motore alimentato da mesi di calore compresso: così l'Arno si è trasformato nel teatro di una tempesta perfetta. Un evento estremo che entra di diritto nella memoria meteorologica di questo territorio, a testimonianza di un clima che non concede più margini di errore.