Di Stefano: "Sui Cpr evidente contraddizione politica della sindaca Giannì"
14-08-2026 08:53 -
«Le dichiarazioni alla stampa della sindaca di Castelfiorentino Giannì sui CPR rendono evidente una contraddizione politica: mentre i vertici del Partito Democratico toscano respingono i “Centri di permanenza per i rimpatri” in Toscana, la sindaca Giannì valorizza pubblicamente operazioni che proprio attraverso i CPR hanno consentito di avviare all’espulsione cittadini stranieri irregolari, alcuni dei quali sarebbero già noti per condotte illecite.
Evidentemente, quando il problema diventa concreto, anche un’amministratrice del PD riconosce che questo strumento può contribuire alla sicurezza del territorio». Lo dichiara Danilo Di Stefano, responsabile del Dipartimento Sicurezza e Legalità di Fratelli d’Italia Provinciale Firenze.
Secondo quanto la sindaca Giannì avrebbe dichiarato alla stampa lo scorso 11 agosto, nell’ultimo periodo a Castelfiorentino risultavano eseguiti nove allontanamenti nei confronti di soggetti pregiudicati o individuati quali autori di reati e condotte predatorie. L’ultimo caso riguardava un ventunenne nordafricano, con precedenti per furto e disturbo della quiete pubblica, individuato dai Carabinieri e dalla Polizia municipale dell’Unione e trasferito in un CPR fuori dalla Toscana. La sindaca Giannì avrebbe inoltre ricordato che, dopo un arresto per furto, era stato portato a termine un allontanamento dal territorio tramite CPR di un altro soggetto. Già nel luglio 2026, la stessa Giannì aveva dato risalto al trasferimento di due cittadini stranieri irregolari in un CPR fuori regione, invitando a superare lo «stucchevole tifo tra buonisti e cattivisti: occasione, questa, alla quale ha avuto modo di rispondere la coordinatrice di FDI Castelfiorentino Serena Urso, evidenziando le contraddizioni politiche.
Di Stefano osserva che «questa posizione si distingue nettamente da quella espressa dal segretario regionale del PD Emiliano Fossi, che ha definito i CPR un modello fallimentare e disumano, arrivando a richiamare il modello dei lager, e da quella del presidente della Regione Eugenio Giani, entrambi dichiaratisi contrari a tali strutture in Toscana. Inoltre, la sindaca Giannì sembra smarcarsi dalle mozioni contro i CPR che, in alcuni comuni - come Empoli - il centrosinistra sta presentando nei consigli comunali, dato che sarebbe incoerente assimilare i CPR ai lager quando vengono proposti in Toscana e rivendicare come successo il trasferimento delle persone irregolari nei CPR di altre regioni. Se il trattenimento è legittimo e necessario, nel rispetto delle garanzie previste dalla legge, anche la Toscana deve assumersi la propria parte di responsabilità come previsto dal decreto Minniti varato durante il governo Gentiloni».
«A tale proposito – prosegue il responsabile del Dipartimento – va ricordato che la rete dei centri non nasce con il Governo Meloni. Il trattenimento amministrativo fu introdotto dalla legge Turco-Napolitano del 1998; il decreto-legge n. 13 del 2017, il cosiddetto decreto Minniti, adottato dal Governo Gentiloni e convertito nella legge n. 46 del 2017, introdusse la denominazione di “Centri di permanenza per i rimpatri” e dispose l’ampliamento della rete in modo da assicurarne la distribuzione sull’intero territorio nazionale. Presentare oggi i CPR come un’invenzione del centrodestra significa quindi rimuovere una precisa scelta normativa dei governi di centrosinistra».
«Il Governo Meloni sta lavorando per rendere più efficace un sistema che, senza posti disponibili, identificazione, documenti consolari e cooperazione con i Paesi d’origine, rischia di lasciare le espulsioni sulla carta. Il limite massimo del trattenimento - decreto-legge 19 settembre 2023, n. 124, convertito nella legge 13 novembre 2023, n. 162, che ha modificato l’articolo 14 del Testo unico sull’immigrazione – dopo un primo periodo di tre mesi, è stato portato, attraverso proroghe soggette a convalida giudiziaria, fino a diciotto mesi, nel rispetto del limite previsto dalla direttiva europea 2008/115/CE. Al potenziamento delle strutture si affiancano il dialogo con i Paesi di origine, il rafforzamento dei voli e degli accompagnamenti e il recupero dei posti indisponibili».
Di Stefano richiama anche i risultati: «Secondo il cruscotto del Ministero dell’interno aggiornato al 19 giugno 2026, i rimpatri forzati sono passati da 4.305 nel 2022 a 6.097 nel 2025, con un incremento di circa il 42 per cento. Considerando anche i rimpatri volontari assistiti, nel 2025 il totale ha raggiunto 7.073 persone. Sono numeri da migliorare, non da usare in modo trionfalistico, ma attestano una crescita misurabile dell’efficacia del sistema».
«Sicurezza e dignità – conclude il responsabile del Dipartimento – non sono valori alternativi. Il trattenimento incide sulla libertà personale e deve essere individuale, convalidato dal giudice e accompagnato da assistenza legale e sanitaria, controllo del Garante e tutela delle vulnerabilità. Le criticità delle singole strutture devono essere corrette con controlli, standard adeguati e responsabilità gestionali, non utilizzate come pretesto per rendere ineseguibili le espulsioni parlando di “accoglienza diffusa” senza spiegare di cosa si tratti e come si faccia. A questo punto diventa necessario superare apologie e contraddizioni di convenienza: i CPR sono sempre strumenti disumani oppure istituti legittimi, eventualmente da riformare, controllare e utilizzare per rendere effettive le espulsioni e più sicure le città? La sindaca Giannì, nei fatti, ha già dato più volte una risposta… anche se li preferisce fuori dalla Toscana dove, evidentemente, non le ricordano i lager come li ricordano ai dirigenti del suo partito».
Dipartimento Sicurezza e Legalità di Fratelli d’Italia Provinciale Firenze