Montagnana, apre il Polo educativo 0-11 intitolato a Maria e Angela Fresu
05-09-2026 16:18 -
Le porte del nuovo Polo educativo 0-11 “Maria e Angela Fresu” si sono aperte ufficialmente questa mattina a Montagnana, frazione di Montespertoli. Un luogo pensato per accompagnare bambine e bambini dai primi mesi di vita fino alla scuola primaria, riunendo nello stesso plesso il nuovo nido d'infanzia “Margherita Hack”, la scuola dell'infanzia “Gianni Rodari” e la scuola primaria “Rita Levi Montalcini”. Una continuità educativa dai 3 mesi agli 11 anni che rappresenta una realtà pressoché unica: in Toscana non risulta esserci un altro polo con queste caratteristiche e, a livello nazionale, il precedente più simile è l'ABF Hub Educativo 0-11 di Sforzacosta, nel Maceratese, inaugurato nel 2024. Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, la consigliera regionale Brenda Barnini, il sindaco di Montespertoli Alessio Mugnaini, il presidente della Conferenza Zonale per l'Educazione e l'Istruzione Empolese Valdelsa Alessio Mantellassi, la consigliera della Città Metropolitana di Firenze con delega all'Edilizia scolastica dell'Empolese Valdelsa Emma Donnini, la dirigente dell'Ufficio Ambito Territoriale di Firenze dell'USR Toscana Susanna Pizzuti, la dirigente scolastica dell'Istituto Comprensivo “Don Lorenzo Milani” Sara Missanelli, l'assessora all'Infanzia Daniela Di Lorenzo e il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Marco Pierini. Con loro anche Giorgia De Giacomi, consigliera comunale di Bologna, a testimoniare il legame che da anni unisce Montespertoli e il capoluogo emiliano nel ricordo di Maria e Angela Fresu.
Il nuovo nido “Margherita Hack” dispone di 30 posti per bambine e bambini da 3 mesi a 3 anni e porta per la prima volta nella storia di Montespertoli un servizio 0-3 direttamente in una frazione, già completo nelle iscrizioni. Il progetto segue i principi della Outdoor Education, con ampie vetrate pensate per creare continuità tra gli spazi interni e quelli esterni. Nella scuola primaria è stata introdotta la mensa in aula, mentre l'ex refettorio è stato trasformato in uno spazio polivalente a disposizione della comunità scolastica. Nel nido trova spazio anche “Nel mare senza confini”, opera di Arturo Bartolini, giovane artista montespertolese con disturbo dello spettro autistico, riproduzione in formato ridotto del dipinto conservato nel Palazzo Comunale e donato dall'artista in occasione di Sant'Andrea d'Artista nel 2023. Ma l'apertura del nuovo polo non è soltanto una questione di servizi e spazi educativi. L'edificio porta infatti un nome che lega indissolubilmente il futuro delle nuove generazioni alla memoria civile: quello di Maria Fresu e della figlia Angela, cittadine di Montespertoli residenti nella frazione di Gricciano, uccise il 2 agosto 1980 nella strage neofascista alla stazione di Bologna. Maria aveva 24 anni, Angela appena 3, la vittima più piccola dell'attentato. Sulla facciata della scuola un murale commemorativo ne ricorda la memoria, realizzato grazie alla collaborazione tra il Comune di Montespertoli, Street Levels Gallery di Firenze e l'artista Geometric Bang, coniugando arte urbana e memoria proprio nel luogo in cui cresceranno le nuove generazioni. “Il plesso di Montagnana viene pensato all'inizio degli anni Duemila come ‘scuola del colle’, pensata per sostituire le due scuole elementari di Montegufoni e San Quirico”, ha ricordato il sindaco Alessio Mugnaini.
“Fu l'amministrazione guidata da Antonella Chiavacci, con il vicesindaco Alessandro Nencioni, a finanziare e posare la prima pietra di quella che fu tra le prime scuole in legno del territorio; l'edificio venne poi inaugurato dal sindaco Mangani, che decise di portare all'interno del plesso anche la scuola d'infanzia di Lucignano. L'idea di trasformare quella struttura in un Polo 0-11 oggi ha potuto prendere forma, portando per la prima volta nella storia di Montespertoli un servizio 0-3 in una frazione, servizio già completo nelle iscrizioni”. Per Mugnaini, la nuova struttura rappresenta anche la conferma di una promessa fatta negli anni: “Questo plesso è stato pensato per cambiare e per essere innovativo, e nella sua vita sta dimostrando che la promessa iniziale non è caduta nel vuoto. Realizzare nidi vuol dire dire alle famiglie che qui a Montespertoli un posto è garantito a tutti: questa è comunità che cambia, che si fa prossima ai bisogni di chi la vive e di chi la vuole vivere”. Poi l'invito a chi vivrà quotidianamente quegli spazi: “Chiedo a chi lo vivrà ogni giorno di averne cura, più che dei muri, delle relazioni che vi si instaureranno”. Infine il riferimento all'intitolazione: “Intitolare questo Polo a Maria e Angela Fresu è un atto che sentiamo profondamente nostro, perché Maria e Angela erano di Montespertoli e la strage del 2 agosto 1980 le ha strappate a questa comunità quando Angela aveva solo tre anni, la vittima più piccola di quella strage. Dare il loro nome a un luogo che accoglierà bambine e bambini da tre mesi a undici anni è il modo più giusto che abbiamo trovato per tenere viva la loro memoria: non un ricordo chiuso nel passato, ma un fatto che ci spingerà ad avere a cuore il futuro di chiunque passerà da qui, per sempre e in qualunque circostanza”.
Dalla città di Bologna è arrivato il saluto del sindaco Matteo Lepore, portato dalla consigliera comunale Giorgia De Giacomi: “Porto i saluti del sindaco Matteo Lepore, che ha ritenuto fondamentale che ci fosse il Comune di Bologna, per testimoniare il supporto a questa iniziativa sia dal punto di vista del ricordo delle vittime del 2 agosto, sia per lo scopo dell'opera: una scuola 0-11, che investe sull'educazione fin dal primo giorno, che anche la nostra città ritiene fondamentale”. De Giacomi ha sottolineato il particolare significato dell'intitolazione alla luce dei più recenti sviluppi giudiziari sulla strage: “Questa intitolazione ha ancora più significato in questi anni. Le sentenze definitive del 2025 e 2026 sono l'accertamento, a tre gradi di giudizio, di una verità che la nostra Repubblica doveva al popolo italiano dopo 45 anni di indagine: una strage terroristica di stampo neofascista, resa possibile da complicità che arrivarono fino ad apparati dello Stato e alla loggia P2, in un contesto di complicità internazionale”. E ha ricordato le vittime: “A rendere ancora più terribile la strage del 2 agosto è stato il fatto di colpire persone normali, non istituzioni. Una bomba in una stazione: chi andava in vacanza, chi cambiava vita, chi tornava dalla famiglia. Ottantacinque vite interrotte in un attimo, oltre duecento persone ferite nel fisico, moltissime colpite per sempre dal ricordo di un lutto”. Da qui il significato del legame con Montespertoli: “Per Bologna e per le altre comunità coinvolte, come questa, di Montespertoli, è un momento da continuare a ricordare. L'intitolazione di una scuola ad una madre e una figlia, la più giovane vittima della strage è un messaggio di ricordo e di speranza verso il futuro. Un messaggio che ribadisce che nessuna famiglia dovrebbe morire in questo modo ma che, anzi, le nostre comunità ne debbano garantire supporto, crescita e un futuro dignitoso, sempre migliore”. A rappresentare l'Empolese Valdelsa è stato Alessio Mantellassi, sindaco di Empoli e presidente della Conferenza Zonale per l'Educazione e l'Istruzione Empolese Valdelsa, che ha sottolineato il valore del progetto per tutto il territorio: “L'apertura di questo polo scolastico unico in Toscana e tra i primi in Italia è un orgoglio per la comunità dell'Empolese Valdelsa, che da sempre pone un occhio di riguardo alla qualità dell'educazione e degli spazi in cui bambine e bambini passano tante giornate insieme”. Mantellassi ha evidenziato soprattutto la possibilità di offrire alle famiglie un percorso educativo integrato: “È bello assicurare che le famiglie di Montespertoli e dei comuni vicini possano avere dei luoghi educativi integrati in continuità per tutta la fascia dell'infanzia e pre-adolescenza, sicuri di trovare professionalità formate e apprezzate”. E ha concluso con un riconoscimento all'amministrazione e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione: “Un plauso all'amministrazione e a tutti gli attori in gioco per questo bel risultato”. Il Polo educativo è stato realizzato con un investimento complessivo di 620mila euro, interamente finanziato attraverso le risorse del PNRR destinate al potenziamento dei servizi educativi per la prima infanzia. I lavori sono iniziati nel marzo 2025 e la struttura sarà pienamente operativa con l'anno scolastico 2026/2027. A Montagnana, dunque, un progetto nato oltre vent'anni fa cambia ancora forma e diventa un luogo che mette insieme educazione, comunità e memoria: un polo dove il percorso di crescita dai tre mesi agli undici anni si intreccia con il ricordo di una madre e di una bambina che non ebbero il tempo di crescere, trasformando il loro nome in un messaggio rivolto alle generazioni che verranno.