Teatro Ferruccio, Giani in visita al cantiere: lavori finiti entro il 2027
07-09-2026 15:21 -
C’è un simbolo, piccolo e destinato a scomparire alla vista, che da lunedì mattina racconta la storia del nuovo teatro di Empoli. È una prima pietra. O, più precisamente, una piastrella. Resterà lì sotto, sepolta dalle fondamenta e dal tempo, quando il cantiere sarà diventato un edificio, quando le ruspe avranno lasciato il posto agli spettatori, quando sul palcoscenico del nuovo Ferruccio si alzerà il sipario. Resterà lì per anni, forse per secoli. E se un giorno qualcuno dovesse trovarla, troverà incise le firme di chi quel teatro lo ha voluto, progettato e accompagnato nella sua lunga gestazione. Troverà una data e troverà anche il disegno di chi, più di tutti, ne ha immaginato le forme. È questo il senso della prima pietra del Teatro Il Ferruccio, posata simbolicamente lunedì 7 settembre nel cantiere che ormai da oltre un anno, a fianco del Palazzo delle Esposizioni, sta trasformando un progetto discusso e atteso in qualcosa che comincia ad avere un corpo, una dimensione, una presenza concreta nel paesaggio della città. Perché la prima pietra, in realtà, era già stata posata da tempo. Il cantiere è aperto, gli scavi sono stati fatti, le fondamenta hanno cominciato a prendere forma e adesso il teatro si sta costruendo davvero, un pezzo alla volta. E proprio per questo il gesto di lunedì mattina ha avuto soprattutto un valore simbolico e politico: segnare una tappa, mettere idealmente una firma su un'opera che per Empoli rappresenta molto più di un nuovo edificio pubblico. Il protagonista della mattinata è stato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, arrivato in cantiere per vedere da vicino lo stato di avanzamento dei lavori e per ribadire il sostegno della Regione a un'opera che ha contribuito a finanziare con due milioni di euro. È stato lui a preparare la calce e a posare idealmente la piastrella sulle fondamenta del futuro teatro. E proprio su quella piastrella è rimasta la sua firma, accanto a quelle dei sindaci che hanno legato il proprio nome alla storia del Ferruccio: Brenda Barnini, oggi consigliera regionale, che durante il suo mandato ha fortemente voluto che Empoli tornasse ad avere un teatro, e Alessio Mantellassi, che quel progetto lo sta seguendo oggi, nella fase più concreta e delicata della sua realizzazione. Accanto a loro, la firma dell'architetto Marco Casamonti, l'archistar incaricato di progettare il teatro. Casamonti, però, non si è limitato a firmare. Ha lasciato sulla prima pietra qualcosa di più personale e, forse, di più utile a chi verrà dopo di noi: uno schizzo del teatro, il profilo dell'edificio che ha immaginato per Empoli. Un disegno semplice, accompagnato dalla data, che potrà diventare una sorta di messaggio consegnato al futuro. Un segno capace di raccontare, quando tutto il resto sarà ormai storia, da dove è cominciata questa avventura. Tanto che lo stesso Casamonti si è raccomandato con i tecnici del cantiere affinché quella piastrella venga protetta con una lastra di vetro e non subisca danni durante le successive fasi dei lavori. È una piccola capsula del tempo, insomma, affidata alla terra sulla quale nascerà il Ferruccio.
Ma la mattinata è stata anche l'occasione per fare il punto su un'opera che non è stata priva di ostacoli. Il cantiere ha dovuto fare i conti con complicazioni impreviste, comprese le due bombe ritrovate nell'area, che hanno rallentato l'avanzamento dei lavori. Adesso, però, il momento più difficile sembra alle spalle. Gli scavi sono stati completati, è terminata la posa del magrone delle fondamenta e il lavoro sta entrando in una fase diversa, quella in cui il teatro comincerà lentamente a uscire dalla terra e a mostrarsi anche agli occhi della città. «Non siamo qui per una prima pietra, perché la prima pietra è stata ampiamente posta: il cantiere del Teatro Il Ferruccio di Empoli è già in corso e sta andando avanti», ha sottolineato il sindaco Alessio Mantellassi, padrone di casa della mattinata. Una precisazione che dice molto del momento che sta vivendo il progetto: non si tratta più soltanto di presentare un'idea, di annunciare un'opera o di raccontare un progetto. Il teatro è già un cantiere, con uomini e mezzi al lavoro. «Dall'inizio di questo mandato abbiamo chiesto alla Regione Toscana un supporto di risorse per sostenere il cantiere del teatro. C'è stato un investimento importante da parte della Regione, con due milioni di euro messi a disposizione per quest'opera. Oggi condividiamo quindi la visita al cantiere con il presidente Giani, per mostrare lo stato di avanzamento dei lavori e raccontare ai cittadini come procede un progetto strategico per la città». Un progetto che, nelle intenzioni dell'amministrazione, dovrà essere raccontato passo dopo passo, proprio perché il teatro non rimanga qualcosa di astratto fino al giorno della sua inaugurazione. «Vogliamo raccontare e rendicontare ai cittadini il fatto che questo cantiere è partito e procede nella direzione dell'obiettivo che ci siamo dati: dare alla città di Empoli il suo nuovo teatro». E il presidente Giani, nel suo intervento, ha voluto sottolineare proprio il significato che il Ferruccio può assumere per Empoli e, più in generale, per la Toscana. «Io ritengo che questo sia un cantiere davvero importante perché la prospettiva del teatro illustra una città come Empoli che costituisce punto di riferimento per la cultura, per l'animazione identitaria della Toscana e quindi per la capacità di fare spettacolo, vivere eventi, e a Empoli il teatro costituisce un salto di qualità». Giani ha ricordato il percorso iniziato con Brenda Barnini e proseguito con Alessio Mantellassi, sottolineando il ruolo della Regione nel sostegno economico alla realizzazione. «Abbiamo iniziato con Brenda Barnini, ma naturalmente con Mantellassi abbiamo impostato quello che poi è stato il lavoro di supporto economico, finanziario da parte della Regione». E la conclusione, nelle parole del governatore, è stata affidata alla convinzione che il Ferruccio possa diventare un'opera destinata a lasciare il segno: «Sarà, per quello che io penso, una realizzazione che fa storia a Empoli ma anche in Toscana». Poi il riferimento all'architetto Marco Casamonti, «una delle firme più autorevoli», capace di portare nel progetto non soltanto la funzionalità, ma anche una precisa idea di bellezza. «Ha tirato fuori tutta la sua creatività per poter dare non solo il carattere di funzionalità all'opera ma anche la bellezza». E qui Giani ha voluto legare il nuovo teatro alla tradizione culturale della regione, alla sua storia e alla sua capacità di produrre bellezza, citando Lorenzo il Magnifico e quel celebre «chi vuol esser lieto sia» che appartiene alla memoria collettiva della Toscana. Un teatro, dunque, visto come un ulteriore tassello di quella identità culturale che la Regione rivendica e che Empoli, con il Ferruccio, punta a rafforzare. Ma se la mattinata della prima pietra ha avuto il sapore della celebrazione, il calendario resta quello concreto di un cantiere che deve rispettare scadenze precise. La data da tenere a mente è il 31 dicembre 2027. Entro quella data dovrà essere completata la parte dei lavori legata al finanziamento nazionale. È questa la scadenza principale, quella che accompagna il progetto e che impone un'accelerazione costante. «La parte del cantiere legata al finanziamento dovrà essere terminata entro il 31 dicembre 2027», ha spiegato Mantellassi. Non tutto, però, finirà necessariamente quel giorno. Ci sono infatti altri interventi, svincolati dal finanziamento nazionale, che potranno essere realizzati successivamente. Ed è qui che il progetto del teatro si allarga e smette di essere soltanto il progetto di un edificio. L'amministrazione sta già pensando a quello che dovrà esserci intorno al Ferruccio, agli spazi che dovranno accompagnarlo e inserirlo davvero nella città. «Stiamo già lavorando per completare la progettazione di ulteriori interventi che vorremmo portare avanti come amministrazione», ha spiegato il sindaco. L'obiettivo è trasformare l'area circostante in una vera piazza, capace di collegare sempre di più il teatro a piazza Guido Guerra e all'ingresso del centro storico. Un luogo non soltanto da attraversare prima di entrare a teatro, ma uno spazio urbano che possa vivere anche al di fuori degli spettacoli. A questo si aggiunge un altro intervento, quello sul vicino Palazzo delle Esposizioni. «Vogliamo progettare anche il rifacimento della facciata del Palazzo delle Esposizioni», ha annunciato Mantellassi. Due ulteriori tasselli che arriveranno dopo, quando la parte principale dell'opera sarà ormai conclusa, e che nelle intenzioni dell'amministrazione dovranno completare il disegno di questa porzione della città. Prima, però, c'è il Ferruccio. E c'è un cantiere che deve arrivare alla sua meta. La parte più importante dell'opera, quella sostenuta dal finanziamento nazionale, dovrà essere completata entro la fine del 2027. Da lì in poi potranno proseguire gli interventi complementari. Lunedì, intanto, una piccola piastrella è stata affidata alla terra. Sopra ci sono alcune firme e il disegno di un teatro ancora incompleto. Sotto, ci sono le fondamenta di quello che Empoli aspetta da anni. È un gesto destinato a essere dimenticato, perché quella pietra non sarà visibile a chi entrerà nel Ferruccio, né a chi assisterà al primo spettacolo, né probabilmente a chi attraverserà la piazza negli anni successivi. Ma è proprio questa la sua forza. Rimarrà lì mentre il teatro crescerà sopra di lei. E quando il cantiere sarà finito, quando le luci si accenderanno e il pubblico prenderà posto, quella prima pietra continuerà a stare sotto terra, a custodire i nomi di chi, in questo tempo, ha contribuito a far nascere il teatro di Empoli. Un messaggio lasciato al futuro. Perché un teatro, prima ancora di essere un edificio, è anche una promessa fatta a chi verrà dopo.