Dopo la morte di Lorena Isceri, il PD Empolese Valdelsa: «Trasformiamo l’indignazione in un impegno concreto»
09-09-2026 13:26 -
La tragica uccisione di Lorena Isceri ha lasciato una ferita profonda nella comunità dell’Empolese Valdelsa. Di fronte all’ennesimo femminicidio, la Conferenza delle Donne Democratiche e il Partito Democratico dell’Empolese Valdelsa scelgono di non fermarsi al cordoglio e rilanciano un appello alla politica e alle istituzioni affinché l’indignazione si trasformi in azioni concrete.
Al centro della presa di posizione c’è la necessità di intervenire sulle radici culturali della violenza maschile contro le donne. Per il PD e la Conferenza delle Donne Democratiche non si può parlare di un semplice «raptus»: la violenza è invece ricondotta a una cultura patriarcale che continua ad alimentare l’idea del possesso, della sopraffazione e del controllo sulle donne e sulle loro scelte.
A ribadirlo è Irene Bandini, portavoce della Conferenza delle Donne Democratiche dell’Empolese Valdelsa, che nei giorni scorsi ha partecipato alla fiaccolata organizzata a Firenze in ricordo di Lorena Isceri.
«La violenza contro le donne non nasce nel vuoto, ma è il frutto tossico di una struttura patriarcale ancora profondamente radicata, che alimenta il mito del possesso e della sopraffazione come strumenti di affermazione del potere», sottolinea Bandini. «Sradicare questa mentalità richiede un’azione che deve partire dal primo presidio di democrazia e formazione: la scuola».
Proprio sulla scuola si concentra una parte importante dell’appello. Secondo la Conferenza delle Donne Democratiche, non sono più sufficienti iniziative sporadiche o affidate alla buona volontà dei singoli insegnanti. Serve, viene sottolineato, un intervento strutturale capace di sostenere il personale scolastico e rendere permanenti i percorsi di educazione affettiva e relazionale.
«Educare significa decostruire gli stereotipi di genere sin dai banchi della scuola dell’infanzia, promuovendo una cultura del consenso che sia, prima di tutto, rispetto per l’alterità», afferma Bandini. «La scuola non può limitarsi all’istruzione nozionistica: è il luogo dove si formano le coscienze».
L’obiettivo indicato è quello di fornire alle nuove generazioni strumenti per riconoscere i propri limiti, gestire in maniera sana le emozioni e costruire relazioni fondate sulla parità e sul rispetto. Un percorso che, secondo il PD, può contribuire a contrastare alla radice la cultura della sopraffazione e della violenza.
Da qui arriva anche la critica alla legge Valditara, che secondo la Conferenza delle Donne Democratiche rischia di limitare i percorsi di sensibilizzazione sul consenso e sulla prevenzione della violenza. L’appello rivolto al Ministero e alle istituzioni locali è quello di investire nella formazione del personale docente e di introdurre percorsi curricolari permanenti di educazione affettiva e relazionale, evitando che temi così delicati siano lasciati alla discrezionalità dei singoli istituti o diventino terreno di contrapposizione ideologica.
Nel giorno del funerale di Lorena Isceri, il richiamo è anche alla necessità di utilizzare parole chiare per descrivere la violenza. «La sua morte è una ferita aperta che ci impone di chiamare le cose con il loro nome», sottolinea Bandini. «Non accettiamo narrazioni che attenuano la responsabilità dei carnefici».
La Conferenza delle Donne Democratiche e il PD dell’Empolese Valdelsa chiedono quindi risposte che vadano oltre l’emergenza: una rete antiviolenza capillare, una formazione specifica per le forze dell’ordine e, soprattutto, un’educazione sessuo-affettiva universale nelle scuole.
«La battaglia contro la violenza non è un compito delegabile alle sole donne, ma una responsabilità collettiva e politica che richiede il coinvolgimento attivo di tutti gli uomini delle istituzioni», conclude Bandini.
Sul tema interviene anche Maurizio Cei, segretario del Partito Democratico dell’Empolese Valdelsa, che richiama il ruolo degli uomini nella costruzione di una cultura diversa e ribadisce la necessità di un impegno politico che non si esaurisca nelle dichiarazioni di circostanza.
«Di fronte alla morte di Lorena il Partito Democratico sente il dovere di trasformare l’indignazione in impegno concreto», afferma Cei. «Noi uomini, in particolare, abbiamo una responsabilità che non può essere rimandata: quella di riconoscere e contrastare quotidianamente gli stereotipi e quella cultura del possesso che ancora attraversa la nostra società».
Per il segretario del PD dell’Empolese Valdelsa, il contrasto alla violenza deve diventare un impegno quotidiano e tradursi in scelte politiche precise, dal sostegno ai centri antiviolenza agli interventi educativi nelle scuole.
«Non possiamo limitarci a commentare il dolore dopo che una vita è stata spezzata; dobbiamo costruire, ogni giorno, una cultura del rispetto, del consenso e della parità», aggiunge Cei. «È una scelta di campo: per Lorena e per tutte le donne che vivono nella paura, il nostro impegno deve essere costante e senza ambiguità».
L’appello finale della Conferenza delle Donne Democratiche e del Partito Democratico dell’Empolese Valdelsa è rivolto dunque alla politica e alle istituzioni: «Si smetta di esitare. Servono risorse certe, prevenzione e protezione. È necessario che nessuno si chiami fuori, perché la lotta contro la violenza maschile è la battaglia per la libertà di tutte e tutti».