Caso Keu, la Lega: «Le assoluzioni penali non cancellano le responsabilità politiche»

10-09-2026 17:16 -

La Lega prende atto e rispetta la decisione del giudice sul caso Keu, che ha ritenuto non provato il presunto patto tra politica, imprenditoria e ambienti criminali. Ma, secondo Susi Giglioli, capogruppo e segretario della Lega – Sezione Empolese, la conclusione del procedimento penale non esaurisce le questioni aperte sul piano politico e amministrativo.

«Una sentenza sul piano penale – sottolinea Giglioli – non può trasformare il caso Keu in una “bolla di sapone”, né può cancellare le responsabilità politiche e amministrative legate a quanto accaduto. E non può cancellare i danni alla salute, all’ambiente e all’economia dei territori e dei siti coinvolti».

Al centro della riflessione della Lega c'è anche quanto emerso dalla Commissione parlamentare d’inchiesta istituita sul caso. In particolare, viene richiamata la significativa differenza tra il costo del corretto smaltimento del Keu come rifiuto, stimato in circa 220 euro a tonnellata, e quello del sistema utilizzato, che avrebbe consentito di abbassare il costo a circa 58 euro a tonnellata.

«Una differenza enorme – osserva Giglioli – dalla quale sarebbe derivato un risparmio complessivo stimato in circa 13 milioni di euro. Con un’anomalia economica di queste dimensioni, qualche domanda o qualche accertamento avrebbe dovuto essere fatto».

Il Keu, ricorda la Lega, è stato rinvenuto in strade, rilevati e riempimenti, compreso il quinto lotto della strada regionale 429 tra Empoli e Castelfiorentino. La vicenda ha comportato monitoraggi, rimozioni, interventi di messa in sicurezza e l'impiego di ingenti risorse pubbliche.

«Non stiamo quindi parlando di un episodio marginale o circoscritto – afferma Giglioli – ma di una vicenda che si è protratta nel tempo e che ha coinvolto il territorio, l’ambiente e opere pubbliche, mentre esistevano amministrazioni, enti, organismi e strutture preposte alle autorizzazioni, alla vigilanza e ai controlli».

È proprio su questo punto che, secondo la Lega, si apre la questione politica. La distinzione tra responsabilità penale e responsabilità politica viene indicata come centrale.

«Mentre sul piano penale la mancata conoscenza dei fatti può escludere responsabilità per reati, sul piano politico l’inconsapevolezza non può diventare una giustificazione. Un amministratore pubblico non può ritenersi sollevato dalle proprie responsabilità politiche semplicemente affermando di non essersi accorto di un fenomeno tanto grave, prolungato ed economicamente anomalo».

Per Giglioli, se la responsabilità penale è personale e spetta esclusivamente alla magistratura accertarla, quella politica riguarda invece «la capacità di governare, vigilare, prevenire e tutelare l’ambiente, il territorio e i cittadini».

Da qui la richiesta di assumersi le conseguenze politiche delle proprie responsabilità: «Chi aveva rilevanti responsabilità amministrative e sostiene di essere rimasto completamente inconsapevole davanti a una vicenda di tali dimensioni avrebbe dovuto da tempo trarne le conseguenze politiche e rassegnare le proprie dimissioni».

La Lega pone però anche un'altra questione, guardando al presente: che cosa è stato concretamente cambiato dopo il caso Keu?

«Quali procedure di controllo sono state rafforzate? Quali verifiche aggiuntive vengono effettuate sulla gestione, il trattamento e il successivo utilizzo di materiali provenienti dai processi industriali? Sono stati modificati i meccanismi autorizzativi e di tracciabilità? Sono aumentati i controlli nei cantieri e nelle opere pubbliche? Esistono oggi strumenti capaci di far emergere tempestivamente anomalie economiche, ambientali o nella destinazione dei materiali?».

Domande alle quali, secondo Giglioli, si aggiunge quella relativa alle proposte avanzate dalla commissione regionale d’inchiesta per evitare il ripetersi di situazioni analoghe: «Dove sono finite quelle proposte?».

La conclusione della Lega è quindi un appello a non considerare chiusa la vicenda con la sola conclusione giudiziaria.

«La politica non può limitarsi a discutere di ciò che è successo. Ha il dovere di dimostrare di aver imparato da quanto accaduto e di avere costruito un sistema capace di impedire che una vicenda del genere possa ripetersi».

E Giglioli ribadisce: «Un’assoluzione penale non cancella le domande politiche ancora aperte, non elimina quanto è accaduto sul territorio e soprattutto non può trasformare l’inconsapevolezza in un titolo di merito. Sul Keu vogliamo sapere non soltanto chi non sapeva ieri, ma soprattutto chi controlla oggi e cosa è stato fatto affinché una vicenda del genere non possa accadere nuovamente».