Empoli, quattro episodi negativi generano la sconfitta (amara) con l'Arezzo

12-09-2026 07:16 -

di Gabriele Guastella

Al Carlo Castellani Computer Gross Arena va in scena il derby tra Empoli e Arezzo, una storica sfida tra due club toscani che torna dopo ben ventuno anni d'assenza, ancora una volta dall'ultima volta in Serie B. Un derby dal dolce ricordo mieloso per l'Empoli che, proprio contro gli amaranto, nel 2005 conquistò il punto decisivo per la promozione in Serie A (gol di Coda), con l'allora tecnico Mario Somma che, tra l'altro, era un fresco ex. Quello tra Empoli ed Arezzo è un derby per l'appunto sotto il segno dei tanti ex: da Corrado e Perisan tra le fila azzurre, a Cerri, Olivieri, Renzi, l'allenatore Bucchi fino a Mancuso in quelle amaranto; quest'ultimo che con la maglia azzurra fu capace di conquistare una promozione in massima serie, segnando la stagione successiva lo storico gol vittoria in casa della Juventus. Ma Empoli-Arezzo è anche una partita sentitissima da entrambe le tifoserie, memoria di tanti incroci degli anni passati, vissuti in Serie B ma anche e soprattutto nei lunghi periodi di frequenza in Serie C.
E poi Empoli-Arezzo è anche la nota querelle della scorsa stagione, quando in occasione dei festeggiamenti per la B appena conquistata dagli aretini la vicepresidente azzurra, e amministratore delegato, Rebecca Corsi fu immortalata mentre indossava la maglietta dell'Arezzo in omaggio al compagno Marco Chiosa, oggi per ironia della sorte lasciato fuori rosa dal club amaranto, e fatto che alla stranetta maggioranza dei tifosi azzurri è andato indigesto.
E ai tifosi dell'Empoli, purtroppo, è andato indigesto anche questo derby, che a differenza dell'ultimo ricordato come "mieloso" è invece risultato aspro e di "cattivo gusto". Che la partita fosse nata sotto una stella sfortunata si è capito già al minuto 21 quando Egan ha ricevuto un brutto pestone sulla caviglia, costringendolo poi quattro minuti più tardi al cambio forzato, con l'impiego al suo posto di Zedadka. Nel frattempo l'Empoli stava macinando la solita partita gagliarda, fatta di triangolazioni, verticalizzazioni, e sovrapposizioni con scambi veloci e qualche ghiotta occasione non concretizzata: un tiro di Saporiti sventagliato in angolo da Nunziante, un destro di Shpendi alto sopra la traversa, un tentativo di Ceesay poco preciso. Nonostante la tegola Egan gli azzurri si stavano facendo preferire al cospetto di un Arezzo forse ancora tramortito mentalmente dallo 0-5 di una settimana prima in quel di Verona. Invece, quelle occasioni non concretizzate, si riveleranno il secondo segnale di una serata nefasta, decisamente indirizzata verso un epilogo amaro al minuto 45' quando una folle sciocchezza di Curto,
il terzo brutto segnale, costringeva l'Empoli a giocare l'intero secondo tempo in dieci uomini. Inaccettabile la leggerezza del difensore classe 1999, quel pestone ad Olivieri, che Fabbri non aveva visto in campo ma che non è sfuggito agli uomini del Var, sacrosanto il cartellino rosso inflitto ad uno degli uomini più esperti del gruppo, che dovrebbe sentire addosso il peso della responsabilità del buon esempio. Dagli spogliatoi spunta fuori un Empoli con un Biondini in meno ed un Romagnoli in più, mossa atta a riequilibrare l'assetto dell'Empoli seppur con un uomo in meno.
L'avvio di secondo tempo è da brividi alla schiena, brividi procurati da un tiro che deviato involontariamente da Yepes si impenna fino ad infrangersi sulla parte bassa della traversa a Seghetti battuto e schizzare fuori, per fortuna. Ben presto la partita degli azzurri, gagliarda e tambureggiante nel primo tempo, si trasforma in sofferenza nella ripresa, come era logico attendersi. Meno logico, invece, era attendersi comunque una squadra compatta ed una difesa ermetica: l'Empoli di Pagliuca, nonostante l'inferiorità numerica, ed il pressing offensivo dell'Arezzo, che inserisce anche l'ariete Cerri e l'altro ex Mancuso, è sembrato reggere bene l'urto, Seghetti e poi Romagnoli evitano la capitolazione a metà della seconda frazione sull'unica vera grossa occasione gol creata dagli ospiti. Pagliuca getta nella mischia i muscoli di Belardinelli e Bandinelli, che porta in dote anche un po' di esperienza e dinamismo: l'impressione è che la parte più difficile della resistenza azzurra sia stata superata. Invece no, invece subito dopo il cambio si è materializzato il quarto brutto presagio serale al minuto 29, proprio dentro a quel minuto dove l'Empoli a Carrara aveva trovato il gol vittoria con Popov; la quarta nota storta di questo venerdì nero si materializza con Seghetti che esce male e di pugno, su un innocuo cross dalla sinistra di Ionita, manda a sbattere il pallone sul corpo di Romagnoli, per il classico dei flipper con il pallone che carambola nella propria porta nonostante l'estremo tentativo di Cauz. Peccati di gioventù che l'Empoli aveva messo in conto, anche da parte del proprio giovane portiere, che in questa serata di derby scava la differenza tra un pareggio che avrebbe assunto i connotati di una vittoria, viste le circostanze, ed un'amarissima sconfitta. Pochi minuti dopo, poi, lo stesso Seghetti, in evidente stato di "alterazione" emotiva per quanto accaduto poco prima, regalava il pallone a Mancuso rimediando all'errore con una deviazione decisiva sul tiro dell'ex azzurro. Il finale dell'Empoli è invece da applausi: non solo con la forza dei nervi, ma anche con idee e con qualità, e con equilibrio sfiora un pareggio con un colpo di testa di Magnino andato di poco sopra la traversa.
La quinta nota storta di questa pagina amara da dimenticare è perdurata per tutta la partita, e si chiama Michael Fabbri, arbitro internazionale originario di Faenza ma del distretto di Ravenna, sì proprio quel direttore di gara che un anno fa di questi tempi veniva sospeso dall'AIA per gravi errori tecnici. Anche stasera ha palesato evidenti incapacità di gestire con equilibrio ed ordine una partita di Serie B, vera nota stonata di una partita di calcio... con una distribuzione dei cartellini assai discutibile, alla veneranda età di quarantatré anni ancora inspiegabilmente sulla breccia dell'onda a menar danni a giro per i campi di Serie A e Serie B, anziché esser ospite di qualche salottino ad impartire lezioni di "conduzioni arbitrali" come qualche suo predecessore...


TABELLINO
EMPOLI (3-5-2
) - 12 Seghetti; 8 Magnino, 25 Curto, 33 Cauz; 35 Egan (dal 25' 98 Zedadka), 39 Biondini (dall 1' st 6 Romagnoli), 21 Yepes (dal 28' st 57 Belardinelli), 10 Saporiti (dal 28' st 23 Bandinelli), 91 Corrado; 15 Ceesay; 11 Shpendi (dal 23' st 77 Popov). A disp. 1 Perisan; 28 Indragoli, 36 Bembnista; 5 Degli Innocenti, 44 Deli; 20 Distefano. All. Guido Pagliuca
AREZZO (4-3-3) - 14 Nunziante; 6 Renzi, 13 Gilli, 4 Coppolaro, 37 Righetti; 17 Ionita, 23 Viviani (dal 17' st 11 Mancuso), 8 Mawuli (dal 43' st 24 Chierico); 30 Arena (dal 1' st 10 Pattarello), 71 Cianci (dal 17' st 9 Cerri), 99 Olivieri (dal 27' st 16 Sala). A disp. 22 Serban, 90 Seculin; 2 Martinez, 7 Leone, 32 Cagnano, 33 Mancini, 47 Manes. All. Cristian Bucchi
ARBITRO: Sig. Michael Fabbri di Ravenna (Dei Giudici-Gentile / IV Uff.le Perri - VAR Mazzoleni/Paterna)
MARCATORI: al 29' st aut. 6 Romagnoli (A)
NOTE: Angoli Empoli 3 Arezzo 4. Ammoniti: al 18' 39 Biondini (E); al 44' st 13 Gilli (A). Espulsi: al 45' 25 Curto (E), al 49' st all. Pagliuca (E). Recupero: 3' pt - 4' st. Spettatori: 6.200.