Contè.sto festival, la storia cambia profilo: tre giorni per leggere il presente attraverso le vite del passato

14-09-2026 18:26 -

Tre giorni, sedici appuntamenti e un’idea precisa: per comprendere la Storia non basta guardare soltanto ai grandi avvenimenti, alle istituzioni, ai protagonisti più celebri e alle date che hanno segnato il calendario del Novecento. Occorre cambiare prospettiva, spostare lo sguardo, avvicinarsi alle persone e alle loro esperienze.

È questo il cuore della seconda edizione di /contè.sto/ – La storia di profilo, il festival di storia contemporanea promosso dal Comune di Empoli e diretto scientificamente dallo storico Carlo Greppi, che dal 18 al 20 settembre 2026 torna ad animare il centro della città con un programma costruito intorno a sedici appuntamenti e oltre 48 ore di incontri, lezioni, dialoghi e momenti di approfondimento.

Le piazze e i chiostri di Empoli diventeranno ancora una volta luoghi di incontro e di discussione, trasformando la storia in un’esperienza pubblica, accessibile e condivisa. Una storia che non rimane confinata nelle aule universitarie o nelle pagine dei manuali, ma scende nelle strade e si confronta direttamente con la comunità.

Il filo conduttore di questa seconda edizione è racchiuso già nel titolo: “La storia di profilo”. Dopo aver affrontato nella prima edizione alcuni dei grandi temi della contemporaneità – dalla nazione alla rivoluzione, dalla dittatura alla guerra, fino al colonialismo – il festival sceglie ora di osservare il passato attraverso una molteplicità di figure e biografie.

La Storia vista attraverso le persone. Il cambio di prospettiva non è soltanto una scelta narrativa, ma rappresenta il nucleo culturale dell’intera manifestazione.
Carlo Greppi, storico contemporaneista, autore di numerosi saggi sulla storia del Novecento, libri per ragazzi e manuali scolastici e curatore della serie Laterza Fact Checking: la Storia alla prova dei fatti, ha scelto di portare a Empoli una riflessione sulle tante esistenze che hanno attraversato la Storia senza necessariamente comparire nei suoi racconti più conosciuti. I grandi processi storici, infatti, sono composti anche da una moltitudine di esperienze individuali. Sono le persone a vivere le guerre, le trasformazioni sociali, le rivoluzioni, le migrazioni, le discriminazioni, le conquiste democratiche e le grandi trasformazioni culturali.Da qui nasce l’idea di raccontare artisti e artiste, esploratori ed esploratrici, banditi e bandite, intellettuali, scienziati e scienziate, religiosi e religiose, coloni e colone, bambini e bambine, partigiani e partigiane, editori ed editrici.
Profili diversi, talvolta lontani tra loro, che permettono però di ricostruire una Storia fatta di esperienze, conflitti, scelte, contraddizioni e punti di vista.
Le vite delle persone”, ha spiegato Greppi presentando la nuova edizione, consentono di soffermarsi su ciò che non sempre siamo in grado di cogliere nella Storia. Attraverso questi profili plurali, il passato può diventare uno strumento per riconoscersi nell’altro e, forse, anche per comprendere meglio se stessi".
È una prospettiva che punta dunque non soltanto alla conoscenza, ma alla costruzione di una comunità attraverso la storia.

Un festival che vuole essere parte della città. La vocazione pubblica di /contè.sto/ è uno degli elementi che caratterizzano maggiormente la manifestazione. Gli appuntamenti saranno infatti ospitati in alcuni dei luoghi più riconoscibili del centro storico empolese, con piazza Farinata degli Uberti, piazza del Popolo, piazza Madonna della Quiete e il Chiostro degli Agostiniani chiamati a diventare palcoscenici della rassegna.
Una scelta che rende il festival immediatamente accessibile e rafforza il rapporto con la città.Tutti gli appuntamenti sono gratuiti e aperti a tutte e tutti fino a esaurimento posti. Una formula che riflette l’idea di una cultura considerata bene comune e non esperienza riservata a un pubblico specialistico.

“Abbiamo bisogno di riflettere”
, ha sottolineato il sindaco di Empoli Alessio Mantellassi, spiegando il senso della manifestazione, “di farlo assieme a studiosi titolati e di capire cos'è successo nel mondo e cosa ci aspetta in futuro”.
Il festival, dunque, guarda al passato senza perdere di vista il presente. La storia diventa uno strumento per interrogarsi sulle trasformazioni del mondo contemporaneo e per affrontare con maggiore consapevolezza le questioni che attraversano la società.
Per l’amministrazione comunale, inoltre, /contè.sto/ non è un appuntamento calato dall’alto, ma un progetto costruito insieme alle diverse energie della città.
Scuole, associazioni, librerie, spazi dedicati ai giovani, attività commerciali, sponsor e cittadinanza sono parte di un sistema che punta a fare della storia un elemento di partecipazione civile.
È questa, secondo l’assessore alla Cultura Matteo Bensi, la dimensione più significativa del progetto: un festival non come “pacchetto chiuso”, ma come iniziativa nata dalle forze vive di Empoli e capace di crescere attraverso il contributo della comunità.

Un’edizione dedicata a Carlo Ginzburg.
La seconda edizione di /contè.sto/ sarà inoltre dedicata alla memoria di Carlo Ginzburg, recentemente scomparso, tra i più importanti storici italiani del Novecento. Il rapporto fra Ginzburg ed Empoli è particolarmente significativo. Lo storico era stato più volte ospite della città e nel 1987 aveva vinto il Premio letterario Pozzale Luigi-Russo con Miti emblemi spie. Morfologia e storia, ex aequo con Michele Ciliberto.La dedica assume così un valore che va oltre il semplice omaggio. L’attenzione per le tracce, gli indizi, le esperienze individuali e per tutto ciò che permette di ricostruire il passato attraverso prospettive non convenzionali rappresenta infatti un elemento profondamente legato alla lezione storiografica di Ginzburg. In una manifestazione che invita a guardare la Storia “di profilo”, la sua presenza ideale diventa quindi particolarmente significativa.

La storia delle donne e la conquista della libertà.
Accanto agli incontri del festival, Empoli ospita in questi giorni anche una mostra fotografica che amplia il percorso dedicato alla memoria e alla costruzione della democrazia.
Nel Chiostro degli Agostiniani è stata inaugurata la mostra “In marcia per la libertà, 1943-1949: un racconto per immagini dell’Archivio Storico Foto Locchi”, visitabile fino al 20 settembre. Diciannove fotografie selezionate dal ricco archivio fiorentino raccontano gli anni compresi tra il 1943 e il 1949, concentrandosi sul percorso compiuto dalle donne verso una conquista fondamentale della democrazia italiana: il diritto di voto.Il progetto è realizzato dall’Archivio Storico Foto Locchi in collaborazione con la Regione Toscana e Unicoop Firenze, nell’ambito delle iniziative per celebrare l’80° anniversario della Repubblica e il primo voto delle donne in Italia.
Le immagini restituiscono un cammino tutt’altro che semplice: una conquista costruita attraverso partecipazione, impegno e trasformazioni profonde della società italiana.
La mostra completa così, con la forza immediata delle immagini, una delle questioni centrali del festival: dare spazio a protagonisti e protagoniste che troppo spesso sono rimasti ai margini dei grandi racconti ufficiali.Fino al 18 settembre l'accesso alla mostra sarà dalla Biblioteca comunale Renato Fucini, in via Cavour 36, negli orari di apertura della biblioteca; successivamente l’ingresso sarà dal Chiostro degli Agostiniani, in via dei Neri 15.

Un programma costruito sui “profili. ”La forza della seconda edizione sta anche nella varietà degli ospiti e dei linguaggi. Storici e storiche, studiosi, scrittori, artisti e protagonisti della cultura contemporanea saranno chiamati a raccontare figure e categorie attraverso cui rileggere alcuni dei passaggi fondamentali della storia.
Tra gli ospiti figurano Pankaj Mishra, Pier Luigi Bersani, Vincenzo Trione, Beatrice Falcucci, Carmine Pinto, Valeria Galimi, Massimo Bucciantini, Mariano Tomatis, Claudio Ferlan, Valeria Deplano, Bruno Maida, Valentine Lomellini, Chiara Colombini, Giuseppe Laterza e Ascanio Celestini.
Un gruppo eterogeneo che riflette la volontà di costruire un festival capace di attraversare discipline, linguaggi e prospettive differenti.Anche quest’anno, inoltre, alla programmazione principale si affianca Fuoricontèsto, la sezione “off” che dal 10 al 25 settembre sta già coinvolgendo la città con una serie di iniziative collaterali. Una dimensione che contribuisce a fare di /contè.sto/ non soltanto un festival concentrato in un fine settimana, ma un percorso culturale più ampio.

Il programma: tre giorni dentro la Storia. Venerdì 18 settembre: l'apertura tra geopolitica, politica e musicaL’inaugurazione ufficiale è fissata per venerdì 18 settembre alle 18, in piazza Farinata degli Uberti, con Una questione di punti di vista. A dialogare sarà Paolo Di Paolo con Pankaj Mishra, saggista e romanziere, collaboratore di importanti testate internazionali come The New Yorker, The New York Review of Books e London Review of Books.
Alle 21, sempre in piazza Farinata degli Uberti, sarà il sindaco Alessio Mantellassi a confrontarsi con Pier Luigi Bersani, figura centrale della storia politica italiana tra la Prima e la Seconda Repubblica. Il dialogo sarà dedicato al tema “Politici & politiche”.
La prima giornata si concluderà alle 22.15 con un appuntamento speciale all’ex cinema La Perla, in via dei Neri 5. In collaborazione con La Redazione Empoli, è in programma “Murubutu - Letteraturap / TALK”, con Alessio Mariani, in arte Murubutu, docente di filosofia e storia al Liceo “Matilde di Canossa” di Reggio Emilia e rapper.
Un incontro che porta il racconto della storia e della letteratura verso un linguaggio contemporaneo, capace di dialogare con pubblici diversi.

Sabato 19 settembre: artisti, esploratori, banditi, intellettuali e scienziatiLa seconda giornata prenderà il via alle 10, in piazza Farinata degli Uberti, con Vincenzo Trione, protagonista dell’incontro dedicato ad “Artisti & Artiste”.
Alle 11.30, il festival si sposterà in piazza Madonna della Quiete, dove Beatrice Falcucci affronterà il tema “Esploratori & Esploratrici”.
Dopo la pausa, il programma riprenderà alle 15 in piazza del Popolo con Carmine Pinto e un incontro dedicato a “Banditi & Bandite”.
Alle 16.30, nel Chiostro degli Agostiniani, sarà la volta di Valeria Galimi, che parlerà di “Intellettuali”, proseguendo il percorso attraverso figure e biografie capaci di illuminare il rapporto fra individuo, cultura e società.
Alle 18, nuovamente in piazza Farinata degli Uberti, Massimo Bucciantini racconterà “Scienziati & Scienziate”, affrontando il ruolo delle donne e degli uomini di scienza nella costruzione della modernità.
La giornata si chiuderà alle 21, in piazza del Popolo, con Mariano Tomatis e una lezione speciale dedicata alle “Veggenti”.

Domenica 20 settembre: religione, colonialismo, infanzia, terrorismo e ResistenzaL’ultima giornata del festival si aprirà alle 10, in piazza Madonna della Quiete, con Claudio Ferlan e “Religiosi & Religiose”.
Alle 11.30, in piazza del Popolo, Valeria Deplano condurrà il pubblico dentro il tema “Coloni & Colone”, offrendo una prospettiva sul colonialismo e sulle persone che ne furono protagoniste.
Il programma pomeridiano riprenderà alle 15, nel Chiostro degli Agostiniani, con Bruno Maida e un appuntamento dedicato a “Bambini & Bambine”.
Alle 16.30, in piazza Farinata degli Uberti, sarà Valentine Lomellini a occuparsi di “Terroristi & Terroriste”.
Alle 18, in piazza del Popolo, Chiara Colombini affronterà il tema “Partigiani & Partigiane”, riportando al centro del racconto le esperienze individuali legate alla Resistenza.
Alle 19.30, ancora in piazza Farinata degli Uberti, Giuseppe Laterza sarà protagonista dell’incontro “Editori & Editrici”, dedicato al ruolo dell’editoria nella costruzione e nella circolazione della cultura.
Il gran finale è previsto alle 21, sempre in piazza Farinata degli Uberti, con “Pasolini fronte / retro”. A chiudere la seconda edizione saranno il direttore scientifico Carlo Greppi e Ascanio Celestini, tra i principali esponenti del teatro di narrazione italiano.
Il dialogo sarà dedicato a Pier Paolo Pasolini, attraverso una lettura che unirà ricerca d’archivio, memoria e testimonianze. Celestini, attore, regista e scrittore, ha costruito gran parte del proprio lavoro intorno alla memoria delle persone comuni e alle storie rimaste ai margini dei grandi racconti ufficiali. Il suo ultimo libro, Pasolini. Una vita, anzi due, è pubblicato da Laterza.
Un appuntamento che appare particolarmente coerente con la filosofia dell’edizione: guardare un protagonista della cultura italiana da più angolazioni, mettendo in relazione il personaggio pubblico e l’uomo, la figura conosciuta e quella meno visibile.

La storia come bene comune.
A pochi giorni dall’inizio ufficiale, l’attesa per la seconda edizione di /contè.sto/ si inserisce in un percorso già avviato con la rassegna Fuoricontèsto e con le iniziative che stanno coinvolgendo la città.
La consigliera regionale Brenda Barnini ha sottolineato come il festival sia nato da un bisogno preciso della comunità empolese: quello di trovare uno spazio in cui la storia possa essere raccontata e spiegata con un alto livello di approfondimento, ma contemporaneamente in una forma accessibile e partecipata.
Una vocazione condivisa anche da Unicoop Firenze, main sponsor della manifestazione. La presidente del Consiglio di sorveglianza Daniela Mori ha evidenziato il legame fra la scelta di raccontare la storia attraverso profili e biografie e l’identità di una cooperativa da sempre vicina alle storie quotidiane dei territori e delle comunità.
Il risultato è un festival che prova a tenere insieme rigore scientifico e dimensione popolare, ricerca e divulgazione, memoria e attualità.
La sfida di /contè.sto/ è, in fondo, proprio questa: dimostrare che la storia non appartiene soltanto agli storici, così come il passato non è qualcosa di concluso e immobile.
Le biografie, le esperienze individuali, le voci dimenticate e i diversi punti di vista possono infatti continuare a interrogare il presente. E forse è proprio nelle storie apparentemente più piccole che si trovano le domande più grandi.

/contè.sto/ – La storia di profilo è promosso dal Comune di Empoli, con il patrocinio della Regione Toscana, il sostegno di Unicoop Firenze come main sponsor e il contributo di Acque e NGM. Il festival è gratuito e aperto a tutte e tutti fino a esaurimento posti. È inoltre possibile iscriversi alla manifestazione per accedere alle agevolazioni previste dagli esercizi commerciali aderenti al bando “Un festival per la città”.
Tutte le informazioni e gli aggiornamenti sul programma sono disponibili sul sito ufficiale del festival.
Biagio Gugliotta