Oriana Fallaci, vent’anni dopo: il ricordo di Marco Cordone tra Firenze e Gambassi

14-09-2026 18:38 -

Ricorre domani, 15 settembre 2026, il ventesimo anniversario della scomparsa di Oriana Fallaci, una delle figure più importanti e controverse del giornalismo e della letteratura italiana del Novecento. A ricordarla è Marco Cordone, fondatore nel 2005 e presidente del Comitato Oriana Fallaci, che da anni promuove iniziative dedicate alla scrittrice fiorentina.

Cordone definisce Fallaci una “grande Atea Cristiana” e ricorda anche la particolare definizione riportata sulla sua tomba al Cimitero degli Allori, al Galluzzo: “lo scrittore”, al maschile. Fallaci morì il 15 settembre 2006 nella Clinica Santa Chiara di piazza Indipendenza, a Firenze, lasciando un patrimonio letterario e giornalistico destinato a rimanere a lungo nel dibattito culturale italiano.

La sua carriera cominciò prestissimo. Cordone ricorda in particolare un episodio legato a Gambassi Terme e alla politica dei primi anni Cinquanta. Quando aveva meno di 23 anni, Fallaci scrisse infatti sul settimanale Epoca, allora diretto dallo zio Bruno Fallaci, un articolo pubblicato nel numero del 12 gennaio 1952 e intitolato “Era con Cucchi e Magnani e non lo sapeva”. Il pezzo era dedicato ad Angiolo Alfaioli, sindaco di Gambassi, che aveva rapporti positivi con il prefetto e con il maresciallo dei carabinieri e che, proprio per questo, venne accusato dai compagni di “deviazionismo” ed espulso dal Partito comunista per “indegnità politica e tradimento verso il partito”.

Un episodio che testimonia quanto precoce fosse l'impegno di Fallaci nel giornalismo e la sua attenzione verso la politica e le vicende del proprio tempo. Da quelle prime esperienze sarebbe nata una carriera straordinaria, fatta di reportage, interviste, romanzi e libri destinati a segnare profondamente la cultura italiana.

Tra le opere ricordate da Cordone ci sono I sette peccati di Hollywood del 1958, Quel giorno sulla luna del 1970, Lettera a un bambino mai nato del 1975, Un uomo del 1979 e Insciallah del 1990. A questi si aggiunge La Rabbia e l’Orgoglio, pubblicato nel 2001 dopo la tragedia dell’11 settembre e divenuto una delle opere più discusse della sua produzione. Nel 2008, dopo la sua morte, è stato pubblicato anche Un cappello pieno di ciliegie, al quale Fallaci aveva lavorato per molti anni.

Per Cordone, un'altra data particolarmente significativa è il 15 settembre 2017, quando nella sala “Oriana Fallaci” di Palazzo Medici Riccardi, allora sede della Provincia di Firenze e oggi della Città Metropolitana, venne portata a compimento la prima lettura pubblica a livello internazionale de La Rabbia e l’Orgoglio. Fu uno dei momenti più importanti delle annuali Letture Fallaciane, iniziativa seguita negli anni da numerosi appassionati.

A vent'anni dalla sua scomparsa, la figura di Oriana Fallaci continua a suscitare attenzione, discussioni e posizioni diverse. Giornalista, scrittrice e inviata, ha raccontato guerre, politica, cultura e grandi protagonisti del Novecento con uno stile diretto e senza compromessi. Una voce che, nel bene e nel male, ha lasciato un segno profondo e che continua a essere riletta attraverso i suoi libri e le testimonianze di chi ne conserva la memoria.

Il ricordo di Marco Cordone parte così da un episodio poco conosciuto della giovanissima Fallaci, quell'articolo dedicato alla politica di Gambassi nel 1952, per arrivare alla grande stagione della sua produzione letteraria e giornalistica. Un percorso lungo più di mezzo secolo, dalla cronaca locale alla scena internazionale, che racconta la parabola di una donna capace di trasformare la scrittura in uno strumento di confronto, denuncia e riflessione.

“Immensa Fallaci”, è la definizione con cui Cordone conclude il suo ricordo. Un giudizio che sintetizza la sua personale ammirazione per una protagonista della cultura italiana la cui opera, vent'anni dopo la morte, continua a far discutere e a interrogare il presente.