Consiglio comunale, FdI e Forza Italia attaccano la maggioranza: «Troppa politica nazionale, Fucecchio dimenticata»
16-09-2026 20:25 -
Usano il Consiglio comunale per la campagna elettorale e si “scordano” di Fucecchio». È questa l'accusa rivolta alla maggioranza dai gruppi consiliari di Fratelli d'Italia e Forza Italia al termine della seduta di lunedì sera.
A intervenire sono i capigruppo Vittorio Picchianti e Simone Testai, che contestano la gestione dei lavori del Consiglio e, in particolare, i tempi dedicati alla discussione di una mozione della maggioranza sui presunti tagli agli enti locali contenuti nella precedente manovra finanziaria.
Secondo i due esponenti dell'opposizione, il Consiglio aveva a disposizione circa quattro ore per affrontare i dieci punti all'ordine del giorno, nove dei quali presentati dai gruppi di minoranza, ma la discussione si sarebbe concentrata prevalentemente sulla politica nazionale.
«L'intenzione della maggioranza consiliare è stata abbastanza chiara fin da subito – sostengono Picchianti e Testai – e cioè concentrare la discussione della serata su un susseguirsi di accuse e contestazioni al Governo nazionale».
La mozione nata come presa di posizione sui trasferimenti agli enti locali, secondo FdI e Forza Italia, avrebbe finito per monopolizzare gran parte del tempo disponibile. I due gruppi di opposizione spiegano di aver votato contro il documento ritenendolo «evidentemente strumentale» e lamentano di aver potuto affrontare soltanto due dei dieci punti previsti: la mozione della maggioranza e la proposta di Fratelli d'Italia relativa alla tutela del monumento dedicato a Giuseppe Montanelli.
Proprio quest'ultima proposta è al centro di una parte significativa della presa di posizione dell'opposizione. FdI aveva chiesto di adottare alcune misure per proteggere la statua del patriota fucecchiese, come una bassa cancellata, una catena o un'aiuola, con l'obiettivo di contrastare i comportamenti incivili e favorire una fruizione più rispettosa del monumento.
La proposta è stata bocciata dalla maggioranza e Picchianti e Testai definiscono «fantasiose» le motivazioni che, a loro giudizio, sarebbero state utilizzate per respingerla.
«Pensiamo che il monumento, eretto ormai circa 130 anni fa al nostro concittadino patriota risorgimentale, abbia un valore artistico e storico che i fucecchiesi, siano essi di nascita o di adozione, devono rispettare e onorare come parte della loro identità cittadina», affermano i due capigruppo.
Secondo l'opposizione, le soluzioni proposte non avrebbero impedito materialmente eventuali atti di inciviltà, ma avrebbero potuto contribuire a regolamentare e indirizzare maggiormente la fruizione dello spazio intorno alla statua.
Nel corso della discussione, riferiscono Picchianti e Testai, dalla maggioranza sarebbe arrivata l'obiezione che una protezione avrebbe costituito una limitazione alla fruizione del monumento. Al tempo stesso, sarebbe stata indicata come prioritaria la necessità di lavorare sull'educazione dei cittadini e di invitare i commercianti a contribuire alla pulizia degli spazi comuni.
Un'impostazione che non convince i due gruppi di opposizione.
«Non riteniamo giusto che di fronte a una richiesta come la nostra venga data la risposta secondo la quale eventuali comportamenti incivili o mancanze dell'amministrazione debbano ricadere su certe categorie, come i negozianti», sostengono i capigruppo, sottolineando il ruolo svolto dalle attività commerciali nel mantenimento della vitalità del centro cittadino.
FdI e Forza Italia, pur prendendo atto del voto contrario, auspicano che l'amministrazione possa tornare sui propri passi e valutare comunque un intervento a tutela della statua di Montanelli.
«Ci auguriamo che anche in questo caso, come successo in passato per altri casi, pur dopo un voto contrario l'amministrazione si ravveda e possa intervenire», concludono Picchianti e Testai.
Per i due esponenti dell'opposizione, quella del Consiglio comunale di lunedì rappresenterebbe dunque «un'altra occasione persa per ascoltare i cittadini», con la critica alla maggioranza di aver dedicato una parte consistente della seduta al confronto sulla politica nazionale anziché alle questioni locali.