Allagamenti nel centro storico, Nascosti: «Non sia un punto di non ritorno, ma l'inizio della rinascita»

19-09-2026 09:15 -

La vicenda degli allagamenti di giovedì 17 settembre riporta al centro del dibattito le condizioni della rete fognaria e il futuro commerciale del centro storico di Empoli. Nicola Nascosti, portavoce regionale di Forza Italia, interviene sulla questione e individua tre aspetti sui quali, a suo avviso, è necessario fare chiarezza: competenze e responsabilità, adeguatezza della rete fognaria e prospettive per il commercio. Forza Italia è presente in Consiglio comunale attraverso la segretaria locale Claudia Ghezzi, in rappresentanza della lista civica Empoli del Fare.

Nascosti, partiamo dall'evento di giovedì 17 settembre. Che lettura ne dà?
«Credo che dobbiamo evitare che quello che è accaduto diventi un punto di non ritorno per il centro storico di Empoli. Al contrario, può e deve essere l'occasione per affrontare finalmente una questione che non può più essere rinviata e mettere le basi per quella rinascita del centro storico che tutti auspichiamo.I commercianti hanno ragione a manifestare il proprio disagio. Ogni volta che si verificano eventi di questo tipo ci sono conseguenze sulla viabilità, sull'accessibilità alle attività e, inevitabilmente, sull'economia degli esercizi commerciali. Se episodi simili diventano ricorrenti, il rischio è che incidano ulteriormente sulla tenuta di un tessuto commerciale già sottoposto a forti trasformazioni».

Lei individua tre questioni fondamentali. Partiamo dalla prima: le responsabilità.
«Sì. Prima ancora di discutere di interventi, bisogna stabilire con chiarezza chi deve fare cosa. Di chi è la competenza della manutenzione della rete fognaria? Quali sono le responsabilità dei diversi soggetti coinvolti? Quali interventi spettano all'amministrazione comunale e quali ad altri enti o gestori? È indispensabile fare chiarezza su questo punto, perché quando si verificano problemi di questa natura non possiamo assistere a uno scaricabarile. I cittadini e soprattutto i commercianti hanno bisogno di sapere chi ha la responsabilità di intervenire e a chi devono essere chieste risposte. La prima cosa da fare, quindi, è ricostruire con precisione competenze, responsabilità e stato degli interventi effettuati negli anni».

Il secondo tema riguarda invece la capacità della rete fognaria di sostenere il carico del centro storico.
«Esatto. Se gli allagamenti si ripetono con una certa frequenza, bisogna porsi una domanda molto semplice: la rete attuale è ancora adeguata alle esigenze della città e, in particolare, del centro storico? Per rispondere non basta limitarsi a constatare che le fogne non funzionano adeguatamente durante gli eventi meteorologici più intensi. Occorre conoscere la situazione nel dettaglio e programmare gli interventi sulla base di dati reali. Per esempio, sarebbe necessario avere un quadro aggiornato della popolazione che vive nel centro storico: quanti sono gli abitanti regolarmente residenti e quale sia, invece, la presenza effettiva di persone che vivono stabilmente negli immobili senza risultare anagraficamente residenti. È un dato importante per comprendere quale sia il carico reale a cui sono sottoposte le infrastrutture».

Quindi propone una sorta di ricognizione della popolazione del centro storico?
«Sì. Credo che il Comune debba farsi carico di una ricognizione anagrafica che consenta di avere una fotografia il più possibile realistica della popolazione del centro storico. Non è una questione puramente statistica: conoscere il numero effettivo delle persone che vivono in una determinata area significa anche poter programmare correttamente i servizi e le infrastrutture. Se vogliamo capire quale debba essere la capacità della rete fognaria, dobbiamo prima conoscere quale sia il carico che quella rete deve sostenere. Solo partendo da una ricognizione seria possiamo programmare le manutenzioni straordinarie e gli eventuali interventi di adeguamento che risultino necessari».

Il terzo aspetto è quello commerciale. Perché ritiene che sia altrettanto importante?
«Perché non possiamo affrontare gli allagamenti come se fossero un problema esclusivamente infrastrutturale. Nel centro storico ci sono attività commerciali che ogni giorno investono, lavorano e cercano di mantenere vivo il tessuto cittadino. È vero che ci sono state nuove aperture, ed è un segnale positivo. Ma allo stesso tempo assistiamo anche a chiusure che, in alcuni casi, arrivano molto rapidamente. In una situazione di questo tipo non possiamo permetterci che eventi come quello di giovedì si ripetano ciclicamente e finiscano per aggravare ulteriormente le difficoltà degli esercenti».


C'è una frase che sintetizza la sua posizione?
«Ogni sei mesi non si può andare sott'acqua. Se una situazione del genere si ripete, significa che dobbiamo interrogarci seriamente sull'adeguatezza delle infrastrutture. Non possiamo limitarci a intervenire ogni volta sull'emergenza: serve il coraggio di affrontare la questione alla radice. E proprio per questo dico che il 17 settembre non deve rappresentare un punto di non ritorno. Deve diventare, semmai, un punto di partenza. Un'occasione per mettere intorno a un tavolo amministrazione, soggetti competenti e commercianti e costruire un percorso che permetta al centro storico di tornare a essere sempre più attrattivo, vivibile e commercialmente vitale».

Quindi dalla protesta può nascere un confronto più ampio sul futuro del centro storico?
«È quello che mi auguro. La protesta dei commercianti deve essere ascoltata e può rappresentare l'inizio di un confronto serio. Il problema degli allagamenti va affrontato, ma insieme a questo bisogna ragionare sul futuro del centro storico nel suo complesso. Servono dati, chiarezza sulle competenze, una programmazione degli interventi e una visione per il commercio. Se riusciremo a trasformare un episodio negativo in un'occasione per fare queste cose, allora quello di giovedì non sarà stato un punto di arrivo, ma l'inizio di un percorso di rinascita che, credo, sia nell'interesse di tutta la città».
Emilio Chiorazzo