Contesto, la seconda edizione consacra il festival della storia contemporanea
21-09-2026 08:09 -
Un festival che cresce, che trova nella partecipazione il termometro più evidente del proprio radicamento e che, soprattutto, conferma la propria ambizione: portare la storia contemporanea nelle piazze senza impoverirne la complessità. Si chiude così la seconda edizione di Contesto, il festival di storia contemporanea di Empoli, con un bilancio segnato dalla qualità degli appuntamenti, dalla presenza del pubblico e dalla capacità di trasformare la città in un luogo di confronto, ascolto e riflessione.
Una scommessa culturale che, nelle intenzioni dell'amministrazione, non è destinata a esaurirsi in un appuntamento annuale. Anzi. Dal palco, il sindaco Alessio Mantellassi ha confermato che Contesto tornerà nel 2027 per la sua terza edizione e proseguirà almeno fino al 2029, lungo l'orizzonte dell'attuale mandato amministrativo, con la direzione scientifica affidata ancora a Carlo Greppi, che ha accompagnato il festival fin dalla sua nascita.
«È nato insieme a lui e c'è bisogno di dare anche prospettiva, per immaginare la crescita del festival», ha sottolineato Mantellassi, prima di dedicare un lungo e sentito ringraziamento a tutte le realtà che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione.
Un elenco che restituisce, più di qualsiasi bilancio numerico, la dimensione collettiva assunta da Contesto. A partire dal Comune di Empoli, dall'assessore alla Cultura Matteo Bensi e dall'Ufficio Cultura, con Cristina Gelli, Simone Guidi e Caterina Maltinti.
Il principale sostegno privato è arrivato da Unicoop Firenze, al fianco del festival già dalla precedente edizione, insieme ad Acque Spa e agli sponsor tecnici.
Ma il festival, nelle parole del sindaco, è soprattutto una costruzione condivisa con la città. Un ruolo significativo lo hanno avuto gli studenti delle scuole empolesi, impegnati nei gazebo nell'attività di informazione e accompagnamento del pubblico. Una menzione particolare è stata riservata agli studenti del Virgilio, protagonisti delle dirette podcast, insieme al professor Sergio Marino, che li ha seguiti durante le giornate del festival.
E poi gli autori locali coinvolti in Fuori Contesto, progetto che ha allargato il festival oltre il programma principale e che proseguirà anche nei prossimi giorni. «La cosa bella – ha osservato Mantellassi – è che gli autori che abbiamo invitato non si limitano a venire a intervenire e andare via, ma ascoltano, hanno preso parte, sono stati parte attiva del festival».
È proprio questa rete di collaborazioni (dal palco di piazza Farinata degli Uberti, nei saluti finali il sindaco non manca di citare tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione, dal fotografo Paolo Nucci che ha ragalato le immagini di ogni evento di Contesto, a Elia Billero e Patrizia Tellini, artefici della comunicazione) a definire il carattere di Contesto: un festival non calato dall'alto, ma costruito insieme a una comunità. Un progetto che, secondo Mantellassi, nasce dalla volontà di offrire alla città «un alto livello culturale pensato per tutta la città, non solo per le scuole ma per chiunque volesse partecipare».
La cifra più significativa, però, è forse quella della cultura pubblica e democratica. Portare la storia nelle piazze, ha spiegato il sindaco, non significa renderla più semplice o ridurla a formule facilmente consumabili. Significa piuttosto rendere accessibile la complessità senza eliminarla: «La complessità dei fatti e la complessità della storia» vengono portate nello spazio pubblico, lasciando a ciascuno la possibilità di fermarsi, ascoltare e scegliere ciò che vuole approfondire.
Un'idea che sembra essere diventata, dopo due edizioni, una precisa identità culturale. E che ora guarda già al prossimo capitolo.
A svelare il tema dell'edizione 2027 è stato il direttore scientifico Carlo Greppi, che ha raccontato come il lavoro sul prossimo festival sia già cominciato attraverso una serie di brainstorming.
Il titolo-tema non è ancora stato condensato in una formula definitiva, ma la direzione è chiara: Contesto 2027 sarà dedicato al “dietro le quinte della storia”.
Eventi, scene, svolte e grandi passaggi della storia contemporanea saranno osservati non soltanto frontalmente, ma «attraverso la vita delle persone, lo sguardo delle persone». È una prospettiva che prende alcuni degli eventi definiti dagli storici come periodizzanti, quelli capaci di lasciare un'impronta profonda nella percezione del proprio tempo e nella memoria successiva, per rileggerli dal punto di vista di chi quegli eventi li ha vissuti.
Un cambio di prospettiva che Greppi ha sintetizzato con un'immagine: non guardare gli avvenimenti soltanto «di profilo», ma anche «lateralmente», dal basso, attraverso le esperienze individuali.
La scelta si inserisce in una linea di continuità con le prime due edizioni. Al centro rimane infatti l'idea della storia come «studio degli esseri umani nel tempo». È attraverso le persone, le loro esperienze e il loro sguardo che il festival intende tornare sui grandi snodi della contemporaneità.
«Cerchiamo di farlo insieme», ha spiegato Greppi, rivendicando anche per il 2027 la volontà di non «semplificare e banalizzare», ma di accompagnare il pubblico dentro i «cantieri di ricerca, di studio, di riflessione e di narrazione» degli storici.
È dunque con una promessa già delineata che Contesto saluta la sua seconda edizione: quella di continuare a portare la ricerca storica fuori dai luoghi tradizionali e dentro le piazze, mantenendo insieme rigore scientifico, divulgazione e partecipazione.