Empoli, allagamenti e nuovo stadio: il Comitato “Stadio Sì ma NON così” chiede di rivedere le priorità

21-09-2026 16:51 -

Gli allagamenti verificatisi giovedì scorso a Empoli riaccendono il dibattito sulla sicurezza idraulica della città e sulle scelte urbanistiche per il futuro. A intervenire è il Comitato “Stadio Sì ma NON così”, che invita l'amministrazione comunale a riflettere sulle priorità della programmazione cittadina, partendo dalla gestione degli eventi meteorologici intensi.

Secondo il Comitato, quello di giovedì rappresenterebbe l'ultimo di una serie di episodi che periodicamente provocano disagi e danni sul territorio empolese. Particolare attenzione viene rivolta alla zona di Serravalle, area destinata a ospitare gran parte degli interventi collegati, direttamente o indirettamente, al progetto del nuovo stadio comunale “Carlo Castellani”.

Proprio il quartiere di Serravalle, sostiene il Comitato, sarebbe stato interessato anche in passato da episodi di allagamento. Da qui la richiesta di approfondire preventivamente le conseguenze delle nuove opere previste nell'area, comprese le superfici che verrebbero destinate a nuove edificazioni e infrastrutture.

Il nodo sollevato riguarda soprattutto la capacità della rete fognaria e del sistema di smaltimento delle acque meteoriche. Il Comitato chiede infatti se sia stata adeguatamente valutata la ricaduta che le nuove superfici impermeabilizzate potrebbero avere sulla gestione delle precipitazioni intense.

“Se il sistema è di fatto già in crisi adesso, chi ci assicura che dopo non sarà peggio?”, domanda il Comitato, che pone anche il tema della responsabilità per eventuali danni futuri.

L'attenzione si concentra in particolare sull'evento meteorologico di giovedì. Secondo quanto riferito dal Comitato, le criticità avrebbero interessato strade, aree pubbliche e abitazioni private anche nella zona dello stadio. L'organizzazione sottolinea inoltre che, a suo giudizio, il quartiere inizierebbe a mostrare situazioni di stress anche in occasione di precipitazioni meno intense.

Un altro elemento indicato nel comunicato riguarda l'origine degli allagamenti. Il Comitato osserva che, qualora gli episodi non fossero riconducibili a esondazioni dell'Orme o dell'Arno, diventerebbe necessario verificare con particolare attenzione l'adeguatezza dell'attuale rete fognaria rispetto a precipitazioni concentrate in tempi molto brevi.

Da qui la richiesta all'amministrazione di mettere al centro della pianificazione urbana la sicurezza idraulica e la capacità delle infrastrutture esistenti di sostenere i cambiamenti previsti.

Il Comitato precisa che la propria posizione non vuole essere presentata come una contrapposizione al progetto in sé, ma come una richiesta di valutazione preventiva degli effetti delle trasformazioni urbanistiche.

“Non è una battaglia contro qualcosa o qualcuno”, sostiene il Comitato, secondo cui la questione riguarda piuttosto “la sicurezza e il buon senso nella programmazione della città”.

Nel mirino finiscono quindi le priorità della futura trasformazione dell'area di Serravalle: secondo il Comitato, prima di procedere con nuove opere e interventi urbanistici sarebbe necessario chiarire quale sarà l'impatto complessivo sul territorio e, soprattutto, sul sistema di gestione delle acque.

“Prima dei rendering, prima delle grandi opere e prima dei progetti destinati a cambiare un quartiere e una città definitivamente, vengono le case, le strade e la sicurezza dei cittadini”, conclude il Comitato “Stadio Sì ma NON così”.