Keu, i controlli sulle acque ancora da riattivare: è "scontro" in consiglio comunale

22-09-2026 07:47 -

L’interrogazione era stata depositata il 1° luglio, sulla scia delle notizie provenienti da Crespina Lorenzana, altro territorio interessato dalla vicenda Keu, dove era stata rilevata la presenza di cromo esavalente in alcuni pozzi. Una situazione che aveva riacceso l’attenzione sui rischi legati alla presenza del materiale proveniente dal ciclo dei rifiuti conciari.

A Empoli il tema è particolarmente sensibile: sotto la SR 429 sono state stoccate circa 8.000 tonnellate di Keu. I controlli effettuati da Arpat si erano conclusi alla fine del 2023 senza evidenziare, secondo quanto ricordato in aula, contaminazioni nelle acque monitorate. Nel frattempo, però, il percorso della vicenda è proseguito sul piano giudiziario e su quello tecnico-amministrativo.

Il nodo riguarda soprattutto la scelta della messa in sicurezza permanente (MISP) dell’area, anziché la rimozione del materiale. Una soluzione approvata dagli enti tecnici nell’ambito della conferenza dei servizi e formalizzata dal Comune con la determina dirigenziale 478 del 2025.

È proprio sul sistema dei controlli successivi alla conclusione dei lavori che si è concentrata l’interrogazione di Buongiorno Empoli.

In aula il consigliere Leonardo Masi ha ricordato che, secondo la documentazione relativa alla MISP, al termine degli interventi avrebbero dovuto essere effettuati nuovi controlli attraverso i piezometri presenti nell’area, con la previsione anche di nuovi punti di monitoraggio. Il timore espresso è che questi controlli non siano ripartiti nei tempi previsti.

La risposta dell’assessora Laura Mannucci ha ricostruito l’iter amministrativo. Il 19 febbraio 2026, ha spiegato, il Comune ha ricevuto dal subcommissario la documentazione relativa alla conclusione dei lavori: verbale di consegna delle aree, verbale di fine lavori e verbale di riconsegna, tutti firmati il 17 febbraio.

Dopo quella documentazione, il Comune ha richiesto il 26 febbraio aggiornamenti ai soggetti coinvolti nelle attività di monitoraggio previste dalla determina 478 del 2025. Non avendo ricevuto risposta, l’amministrazione ha quindi inviato un sollecito agli enti competenti.

La precisazione decisiva è arrivata però durante la replica. Alla domanda di Masi sulla data del sollecito, è stato indicato il 3 luglio 2026.

Due giorni dopo l’interrogazione.

Ed è proprio su questo passaggio che si è concentrata la replica del consigliere. «L’interrogazione il 1° luglio e ancora non abbiamo controlli di quell’acqua», ha osservato Masi, contestando di fatto i tempi dell’attivazione amministrativa. Il consigliere ha sottolineato come, a suo giudizio, dalla fine del 2023 non risultino controlli sulle acque dell’area e ha chiesto un intervento più deciso nei confronti di Arpat, Regione e Città metropolitana.

Il sistema previsto dalla determina 478 del 2025 coinvolge infatti più soggetti: la Città metropolitana per le verifiche sullo stato delle opere e delle strutture di superficie; il commissario unico per il monitoraggio semestrale, per cinque anni, delle acque sotterranee; Arpat per le verifiche in contraddittorio sui campionamenti della falda.

Il punto, dunque, non è soltanto chi debba effettuare i controlli, ma quando questi controlli siano effettivamente ripartiti e con quali risultati.

Sul merito della messa in sicurezza, Mannucci ha difeso la scelta dell’amministrazione. Gli interventi, ha ricordato, hanno ottenuto i pareri favorevoli degli enti tecnici coinvolti. La rimozione del materiale, secondo quanto emerso dalle valutazioni tecniche richiamate dall’assessora, avrebbe potuto comportare il rischio di una maggiore dispersione degli inquinanti. Da qui la scelta di mantenere il materiale confinato attraverso la MISP.

Il Comune, inoltre, resta parte civile nel procedimento giudiziario sulla vicenda Keu. Mannucci ha spiegato che, al termine dell’udienza preliminare, per alcuni capi di imputazione è stato pronunciato il non luogo a procedere, mentre per altri è stato disposto il rinvio a giudizio. L’amministrazione continuerà quindi la propria attività difensiva nel processo davanti al Tribunale di Pisa e, nel caso di eventuale impugnazione da parte della Procura, anche nella successiva fase d’appello.

Ma in Consiglio il tema giudiziario è rimasto sullo sfondo. Al centro c’è tornata l’acqua.

Masi ha contestato quella che considera una risposta tardiva rispetto alla necessità di verificare le condizioni della falda, soprattutto alla luce di quanto accaduto a Crespina Lorenzana.