Strage di alberi sull’Orme: colpe, competenze e vincoli PNRR
23-09-2026 18:55 -
Sulla messa in sicurezza del torrente Orme si è consumato uno dei tanti scontri politici fra opposizione e maggioranza. Al centro il taglio delle alberature d'argine con i gruppi consiliari di opposizione "Buongiorno Empoli-Siamo Empoli" e "Movimento 5 Stelle" che avevano depositato un'interrogazione scritta per contestare duramente l'impatto ambientale delle opere e chiedere lo stop immediato alle motoseghe.
La risposta scritta ufficiale dell'Amministrazione, una relazione del settore Lavori Pubblici datata 6 maggio 2026, consente di ricostruire con esattezza come e perché si è arrivati allo scempio delineando la precisa catena di responsabilità tecniche e istituzionali. Visto che sono passati alcuni mesi, abbiamo ripescato quel botta e risposta sui banchi di via Giuseppe del Papa per fare ulteriore chiarezza su una vicenda che lascia comunque aperti molti interrogativi. Se l'articolo di ieri descriveva l'impatto visivo dei cantieri e le prime proteste, sollevando i dubbi dei cittadini dovuti anche a difetti di comunicazione, cerchiamo ora di spiegare la situazione da un punto di vista legale e di competenze.
L'attacco dell'opposizione: "un sacrificio ambientale senza confronto"
I consiglieri Leonardo Masi, Sabrina Ciolli e Jacopo Maccari avevano puntato il dito contro il piano del Comune che prevedeva il taglio di numerose alberature storiche lungo la sponda del corso d'acqua. Secondo l'accusa, la cittadinanza era stata tenuta all'oscuro dei reali dettagli dell'operazione a causa di una comunicazione istituzionale inefficace che aveva lasciato ai proprietari dei terreni espropriati appena dieci giorni per presentare controdeduzioni tecniche prima dell'avvio dei cantieri. Per questo motivo, le opposizioni avevano chiesto la sospensione temporanea dei tagli per valutare varianti progettuali meno impattanti e verificare la presenza di adeguate opere di compensazione verde.
Le responsabilità: la mappa del Consorzio, l'ordine del Genio Civile
La replica del Comune del 6 maggio 2026 ha chiarito i ruoli dei diversi enti coinvolti dimostrando che l'Amministrazione Comunale ha agito come soggetto attuatore di decisioni tecniche sovraordinate. Fu il Consorzio di Bonifica a redigere, nel settembre 2015, il progetto di fattibilità tecnica ed economica per la riduzione del rischio idraulico sull'Orme. Nell'operazione, il Consorzio ha svolto il ruolo di pianificatore ingegneristico, stabilendo insieme al Genio Civile la necessità di inspessire e allargare la sommità degli argini fino a 4,5 metri per resistere alle piene. E qui entra in scena il Genio Civile della Regione Toscana che ha la responsabilità legale sulla polizia idraulica e sulle aree demaniali fluviali. È stato questo ente a imporre la prescrizione tassativa di rimuovere gli alberi ai sensi del Regio Decreto 523/1904 (una delle leggi più antiche ancora in vigore in Italia promulgata dal re d'Italia Vittorio Emanuele III di Savoia e controfirmata dai principali ministri del governo dell'epoca guidato dal Presidente del Consiglio Giovanni Giolitti). I tecnici regionali hanno evidenziato come le radici favorissero il fenomeno del "sifonamento" (infiltrazioni che scalzano l'argine dall'interno), cosa avvenuta il 14-15 marzo 2025 quando il crollo di alcune piante causò una falla arginale con conseguente esondazione del torrente nelle frazioni abitate (colpa di questo fi data anche alle nutrie).
Niente stop ai cantieri per non perdere i fondi PNRR
L'Amministrazione, nella sua risposta, ha definito "assolutamente impossibile" accogliere la richiesta di sospensione dei tagli avanzata dall'opposizione. Anzi, con la nota prot. 21047 del 20 marzo 2026, lo stesso Genio Civile aveva ordinato di "accelerare nella procedura di realizzazione degli interventi" per mettere in sicurezza le abitazioni prima dell'inverno. I lavori di rinforzo dovevano essere eseguiti tassativamente nella finestra estiva (tra maggio e settembre) e quindi fermare l'abbattimento della vegetazione avrebbe fatto slittare il cantiere all'estate successiva, determinando il fallimento dei vincoli temporali europei. L'opera, inserita nei finanziamenti PNRR, impone infatti chiusura e rendicontazione dei cantieri entro e non oltre il 31 dicembre 2026.
Chi avrebbe potuto fermare il taglio?
La domanda che molti si sono posti: il Comune avrebbe potuto fermare il taglio imposto dal Genio civile? La risposta è no perché, se lo avesse fatto, avrebbe violato la legge e commesso un grave illecito amministrativo. Questo per diversi motivi. Intanto il torrente Orme e le sue sponde non sono di proprietà del Comune ma appartengono al demanio idrico della Regione Toscana. Inoltre il suddetto Regio Decreto vieta in modo assoluto la presenza di alberi e arbusti sui "prismi arginali" perché le radici compromettono la stabilità del terreno ed infine le prescrizioni del Genio Civile all'interno del progetto esecutivo hanno valore vincolante. Il tutto senza dimenticare l'aspetto legale. Se, facendo un'ipotesi, il Sindaco avesse firmato un'ordinanza per bloccare il taglio e l'inverno successivo il torrente fosse esondato di nuovo nello stesso punto, sarebbe stato chiamato a risponderne. A completare il quadro il ‘ricatto temporale' del PNRR che impone la chiusura tassativa del cantiere entro il 31 dicembre 2026.
La contromossa dei comitati
Sul fronte opposto, il Comitato Alberi Empoli e la rete nazionale ONDA (Organismo Nazionale Difesa Alberi) hanno risposto colpo su colpo, contestando radicalmente la logica ingegneristica dell'opera. Come abbiamo riportato ieri, gli attivisti considerano la rimozione di piante sane un controsenso biologico, convinti che le grandi radici consolidino naturalmente le sponde anziché indebolirle.
L'accusa mossa alle istituzioni è di aver preferito "spianare tutto" pur di blindare i finanziamenti europei, ignorando i vincoli della Soprintendenza e le tutele paesaggistiche che proteggono le fasce fluviali fino a 150 metri dall'acqua. Ora si attendono gli esiti dell'accesso agli atti (FOIA) inoltrato ufficialmente dai comitati: un tentativo estremo di spulciare i documenti per fare piena luce su una vicenda che ha scosso profondamente la città, lasciando sull'Orme lo spettacolo deprimente di una pesante strage di alberi.