Ambiente e salute a rischio: il grido d'allarme della RSU ARPAT contro i tagli della Regione
28-09-2026 15:40 -
A trent'anni dalla sua fondazione, l'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana (ARPAT) rischia seriamente il collasso. La denuncia arriva direttamente dalle Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) attraverso un duro comunicato firmato dalla portavoce Silvia Cerofolini. Tagli lineari, blocco del turnover e mancati investimenti stanno progressivamente svuotando un ente fondamentale per la sicurezza del territorio, della salute pubblica e dei cittadini toscani.
Un decennio di tagli e un'inflazione al 25% Il cuore della crisi è principalmente economico. La RSU evidenzia come il contributo stanziato dalla Regione Toscana sia rimasto invariato rispetto a dieci anni fa. Una stagnazione delle risorse che si scontra drasticamente con una fiammata inflazionistica che ha toccato il 25% e con il peso economico di ben tre rinnovi contrattuali. Senza un adeguamento dei fondi, l'aumento dei costi del personale e delle spese di gestione ha finito per cannibalizzare le risorse destinate alla strumentazione tecnica e all'operatività quotidiana dell'agenzia.
Personale ridotto e laboratori in affanno Le conseguenze sul campo sono già tangibili e si articolano su tre fronti critici:
Invecchiamento della forza lavoro: L'insufficiente ricambio generazionale, causato dal blocco delle assunzioni, mette a rischio la trasmissione delle competenze tecniche necessarie.
Fuga dall'ente: Ai pensionamenti si somma un numero elevato di rinunce, trasferimenti e dimissioni tra i neoassunti, che aggrava ulteriormente la carenza di organico.
Crisi dei laboratori: Strutture strategiche si trovano oggi a operare senza strumentazioni adeguate, rendendo sempre più difficile garantire la completezza delle analisi e il rispetto delle tempistiche di legge per l'espressione dei pareri tecnici.
Il rischio per il territorio: meno controlli e tutela a rischio
Il ridimensionamento operativo di ARPAT non è solo una questione interna o sindacale, ma un problema che tocca da vicino la collettività. La drastica riduzione delle attività rischia di tradursi in un minor controllo del territorio e in risposte insufficienti davanti alle pressioni ambientali e alle richieste delle categorie produttive. Senza un'immediata inversione di rotta e un chiaro piano di potenziamento, l'ARPAT rischia di trasformarsi in un "ente inutile", non più in grado di assolvere ai propri compiti istituzionali.
"Forse in Toscana si pensa che non sia così importante la tutela dell'ambiente e della salute?", si domandano in chiusura i rappresentanti dei lavoratori, lanciando un interrogativo politico pesante che attende ora una risposta formale da parte della giunta regionale.