Keu sulla 429, la partita non è chiusa: gli enti ricorrono al Consiglio di Stato
04-10-2026 07:57 -
La vicenda del Keu impiegato nella strada regionale 429 torna davanti ai giudici amministrativi. Dopo la pronuncia con cui il Tar della Toscana ha escluso la responsabilità dei consorzi coinvolti nella gestione dei materiali, la controversia si sposta ora a Roma, davanti al Consiglio di Stato.
A presentare ricorso - che era stato annunciato fin dall'indomani della sentenza - sono Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze e Comune di Empoli, che contestano gli effetti della sentenza relativa al tratto della 429 in località Brusciana, tra Empoli e Castelfiorentino. Come scrive Il Tirreno nell'edizione cittadina di oggi, il punto centrale del contenzioso riguarda l'individuazione dei soggetti ai quali possa essere attribuita la responsabilità dell'inquinamento e, di conseguenza, l'eventuale obbligo di partecipare agli interventi di bonifica.
La questione nasce dall'utilizzo, nel rilevato stradale, di materiale riciclato contenente Keu, residuo derivante dal trattamento dei fanghi prodotti dall'industria conciaria. Il materiale è finito al centro dell'inchiesta che ha interessato diversi siti toscani e che ha portato anche ad accertamenti sul tratto della regionale 429. Il passaggio decisivo è rappresentato dalla sentenza del Tar Toscana numero 977 del 22 maggio 2026. I giudici amministrativi hanno ritenuto che Consorzio Aquarno e Consorzio Depuratore di Santa Croce sull'Arno non potessero essere considerati responsabili dell'inquinamento della 429 e, di conseguenza, non fossero tenuti a sostenere gli interventi di bonifica.
Una posizione che i consorzi hanno sostenuto, contestando l'attribuzione di responsabilità per la presenza del materiale nella strada.
La Regione, tuttavia, ha scelto di non fermarsi alla pronuncia di primo grado e ha deciso di portare la questione davanti al Consiglio di Stato. Il ricorso riapre così il confronto sulla catena delle responsabilità e sulle conseguenze amministrative della contaminazione. Nel frattempo, sul piano operativo, l'area della 429 è stata sottoposta a interventi di messa in sicurezza permanente. Per consentire i lavori, la strada è stata interessata anche da modifiche alla viabilità e da periodi di chiusura nel tratto interessato.
Gli interventi non rappresentano però la conclusione definitiva della vicenda. È previsto infatti un programma di controllo delle acque sotterranee, con verifiche periodiche nel corso degli anni. L'obiettivo è verificare l'efficacia della messa in sicurezza e individuare tempestivamente eventuali nuove criticità. Il nuovo ricorso non riguarda quindi soltanto una disputa tra amministrazioni e consorzi. Dietro la questione giuridica rimane un problema ambientale che ha imposto interventi pubblici e controlli sul territorio.
Il Consiglio di Stato dovrà ora stabilire se confermare oppure modificare la ricostruzione del Tar sulle responsabilità. Nel frattempo, la messa in sicurezza della 429 procede e il monitoraggio ambientale continuerà.
La vicenda del Keu, insomma, è ancora tutt'altro che archiviata: da una parte c'è il cantiere che mette in sicurezza l'area, dall'altra una battaglia giudiziaria chiamata a stabilire chi debba rispondere, anche sotto il profilo amministrativo, di ciò che è accaduto.