“Il Pane e le Rose”, premiata la narrativa del lavoro: vince il racconto di Margherita Macrì
05-10-2026 13:37 -
Si è svolta il 25 settembre al MMAB – Museo Archivio Biblioteca di Montelupo Fiorentino la cerimonia conclusiva della quinta edizione del Premio Letterario “Il Pane e le Rose”, promosso dal Comune e dedicato ai temi del lavoro e dei diritti dei lavoratori.
Nato con l’obiettivo di valorizzare la narrativa working class, il premio prende il nome dallo slogan “Vogliamo il pane, ma anche le rose”, coniato nel 1912 dalle operaie tessili di Lawrence. Una letteratura che racconta il lavoro nelle sue diverse dimensioni: dalla fatica e dalla precarietà alla dignità, alla resistenza e alla possibilità di costruire un futuro diverso.
La cerimonia, condotta dall’attrice Daniela Morozzi, ha visto protagonisti i dieci finalisti, mentre il presidente della giuria Alberto Prunetti ha inserito il Premio nel più ampio panorama della cultura working class italiana ed europea, annunciando anche la nuova edizione del Festival di letteratura working class di Campi Bisenzio, prevista per il 2027.
A conquistare il primo premio, del valore di 700 euro, è stata Margherita Macrì di Lecce con She Had No Room for Desire, racconto dedicato allo sfruttamento del lavoro culturale nel settore dell’editoria. Secondo classificato, con un premio di 400 euro, Gianluca Venturini di Pietrasanta, autore de Il cassone del fresatore, ambientato nel mondo della lavorazione del marmo a Carrara. Il terzo premio, da 300 euro, è andato a Danilo Moro di Toceno, con Ya Basta!, dedicato all’organizzazione dal basso dei lavoratori della logistica per il riconoscimento dei propri diritti.
Sono inoltre stati premiati con una targa in ceramica artistica gli altri finalisti: Stefano Guidandoni, Matteo Isoni, Gianmarco Lotti, Andrea Marchetti, Chiara Salvadori, Dania Stefanini e Monia Norcini.
A quest’ultima è andata anche la targa “Montelupo Fiorentino Città che legge”, assegnata dai gruppi di lettura aderenti al Patto per la lettura di Montelupo Fiorentino, che hanno partecipato alla selezione leggendo i racconti finalisti.
Il pubblico dei social ha invece scelto Ya Basta! di Danilo Moro, vincitore della sfida Instagram promossa dal MMAB. All’autore sono stati assegnati alcuni libri scelti dalla giuria interna della biblioteca.
«I racconti che abbiamo letto e premiato parlano di sfruttamento, precarietà, disoccupazione: sono tutto fuorché confortanti», ha sottolineato l’assessora alla Cultura Aglaia Viviani, evidenziando il ruolo della cultura come strumento di riflessione e critica sociale. «Parlare di letteratura working class – ha aggiunto – significa riportare il lavoro, quello vero e sofferto, al centro di una riflessione collettiva».
L’intera registrazione della serata è disponibile sulla pagina Facebook del MMAB, mentre prossimamente sul blog della biblioteca saranno pubblicati i racconti integrali e le motivazioni della giuria.