Caso KEU, AVS Empoli sostiene il ricorso al Consiglio di Stato: «Fare piena luce sulle responsabilità»
09-10-2026 19:27 -
Fare piena luce sul caso KEU, individuare le responsabilità e rafforzare i controlli per impedire che episodi di inquinamento ambientale si ripetano. È la posizione di AVS Empoli sulla vicenda del materiale contaminato utilizzato in diversi territori della Toscana, tra cui il tratto della strada regionale 429 tra Empoli e Castelfiorentino.
Il movimento definisce il caso un esempio dei danni ambientali che possono derivare dallo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi di origine industriale. Un percorso sul quale, sottolinea AVS, hanno avuto un ruolo importante la denuncia e la determinazione dei comitati e delle istituzioni locali, che hanno contribuito a sostenere i procedimenti giudiziari e l'attuazione delle misure di messa in sicurezza e bonifica indicate dalle strutture commissariali.
AVS Empoli esprime soddisfazione per la decisione del Comune di Empoli, della Città Metropolitana e della Regione Toscana di impugnare davanti al Consiglio di Stato la sentenza del Tar della Toscana relativa alle responsabilità dei consorzi coinvolti nella gestione del materiale contaminato.
La pronuncia del tribunale amministrativo aveva accolto i ricorsi presentati dal Consorzio Aquarno e dal Consorzio Depuratore di Santa Croce sull'Arno, escludendo una loro responsabilità per la successiva destinazione del materiale affidato alla società incaricata delle operazioni di recupero e smaltimento.
Una decisione che, secondo AVS Empoli, rende necessario proseguire il percorso giudiziario per chiarire tutti gli aspetti della vicenda. Il movimento ricorda di aver sostenuto convintamente la scelta degli enti pubblici di presentare ricorso al Consiglio di Stato. Nel comunicato, AVS allarga lo sguardo al problema dello smaltimento illecito dei rifiuti pericolosi, sottolineando come simili vicende possano comportare ingenti costi pubblici per gli interventi di bonifica, oltre a rendere complessa l'individuazione dei responsabili.
A complicare il quadro, osserva il movimento, possono contribuire le intricate vicende legate ad appalti e subappalti, i fallimenti delle società coinvolte e le possibili connessioni con organizzazioni criminali.
Da qui il richiamo alla necessità di superare una logica di intervento soltanto successivo ai danni, puntando invece su controlli sistematici durante le attività potenzialmente rischiose.
Per esprimere la propria posizione, AVS Empoli richiama la metafora delle tre scimmie sagge, tradizionalmente associata alla formula «non vedo, non sento, non parlo», contrapponendola alla necessità di affrontare apertamente le situazioni di contaminazione ambientale.
L'obiettivo, secondo il movimento, deve essere quello di fare chiarezza sulle numerose situazioni di rischio ambientale presenti sul territorio, indicate nel comunicato come altrettante «terre dei fuochi», attraverso verifiche tempestive e controlli efficaci.
La richiesta conclusiva è rivolta alle istituzioni e agli organismi chiamati ad accertare i fatti: proseguire nell'accertamento delle responsabilità e garantire trasparenza su una vicenda che interessa direttamente il territorio e la salute ambientale.
«La cittadinanza, sulla vicenda del KEU, merita di conoscerne i responsabili», conclude AVS Empoli.