Siamo fermi al 19 giugno 2026 ed a quella domanda: “ma che memiamo a fare?” Pensavamo fosse una battuta ed invece, purtroppo, era tutto vero. Sono passati 111 giorni da quel post e l'astinenza da meme empolesi si fa sentire. Empoli sul meme è ferma, niente più sue notifiche. La nostra città non ha più la pagina che la faceva sorridere, che faceva discutere, che gettava una pennellata di simpatia sulle vicende politiche e sulle cronache cittadine. Una pagina che non ha mai avuto un volto ma tanti sospettati. Non ci prendiamo in giro, tutti abbiamo provato a capire chi si cela dietro quello spazio social. Noi di clebs abbiamo cercato più volte di stanarlo dandogli anche un premio con tanto di bistecca da Sciabolino ma niente, non molla. Per lui l'anonimato vale molto di più di un filetto. Ma, in fin dei conti, ci andava bene così perché poi ci faceva fare una risata con la saga del Campinoti dal Cioffi, le riunioni di Giunta, il ghiaino, il libro di Brenda Barnini ‘I miei giorni a Pontedera', quello di Andrea Poggianti con prefazione e postfazione sua, quello di Leonardo Masi ‘falce e martello due utensili superati dal frullino col motore a scoppio', sempre la capacità di cogliere dalle varie situazioni un qualcosa che strappasse una risata. Senza dimenticare i video pubblicati in pagina, simpatici e ben fatti.
Caro mister X: manchi. Manchi a chi sa sorridere, a chi dà il giusto peso alle cose, a chi sa prendersi in giro, a chi ha voglia non solo di leggere la quotidiana roba auto celebrativa e stucchevole ma anche di farsi una risata, manchi ad una città ormai assuefatta a certe dinamiche, a chi osserva da fuori il ristretto e chiuso circolo del potere che se la suona e se la canta a suon di tartine e nastri e, quando vede che qualcuno osa metterlo un po' alla berlina, non può che sorriderne. Fabrizio Caramagna, scrittore e aforista, diceva: "la satira è sempre stata un modo di far emergere ciò che il potere vuole nascondere". Niente di più vero.
Caro mister X, se non lo sai te lo diciamo noi: ad Empoli una pagina simile faceva un gran bene.