Cgil, doppia mobilitazione il 14 e 17 ottobre: lavoro, pensioni e sanità al centro della protesta
12-10-2026 16:01 -
La Cgil Empolese Valdelsa si prepara a partecipare a due importanti appuntamenti di mobilitazione, il 14 e il 17 ottobre, per rivendicare maggiori tutele per lavoratori e pensionati, difendere il potere d'acquisto di salari e pensioni, chiedere investimenti nella sanità pubblica e nei servizi sociali e ribadire il valore della libertà di manifestazione del dissenso. Due iniziative diverse, ma unite dalla richiesta di risposte concrete alle crescenti disuguaglianze sociali e alle difficoltà economiche che colpiscono una parte sempre più ampia della popolazione.
A illustrare le ragioni della mobilitazione è Luca Barbetti, coordinatore della Cgil Empolese Valdelsa, che sottolinea il significato dello sciopero generale regionale proclamato dalla Cgil Toscana per il 14 ottobre, con manifestazione a Massa. Al centro della giornata ci saranno la qualità del lavoro, la sicurezza, la perdita di potere d'acquisto dei salari e la contrarietà ai decreti sicurezza, contestati dal sindacato per le disposizioni che, secondo la Cgil, rischiano di limitare l'esercizio del diritto a manifestare il dissenso.
La scelta di Massa non è casuale: proprio il 14 ottobre è prevista la prima udienza relativa alle manifestazioni che si erano svolte in città nell'ottobre 2025, insieme ad altre iniziative sul territorio, per protestare contro le stragi di civili a Gaza. «È una manifestazione che tiene insieme i temi generali del lavoro, dei salari e della sicurezza con quello specifico della libertà di manifestazione del dissenso», spiega Barbetti, richiamando la necessità di difendere i principi democratici e costituzionali.
Accanto allo sciopero del 14 ottobre, la Cgil guarda alla manifestazione nazionale del 17 ottobre a Roma, promossa nell'ambito della mobilitazione de La Via Maestra, la rete che riunisce il sindacato e numerose associazioni. Lo slogan scelto per l'iniziativa, «Stop al carovita! Vivere con dignità non è un lusso: è un diritto», riassume le rivendicazioni legate al lavoro, alla sicurezza, alla tutela dei redditi e alla difesa dei servizi pubblici. La manifestazione sarà anche l'occasione per ribadire la contrarietà al riarmo e all'impiego di ulteriori risorse pubbliche nell'economia di guerra. «Ogni euro speso in più per le armi è un euro in meno per sanità, scuola e servizi sociali», osserva Barbetti, indicando nella riduzione delle disuguaglianze una delle priorità per il Paese.
Una partecipazione convinta è annunciata anche dallo Spi Cgil, il sindacato dei pensionati. Silvano Pini sottolinea l'importanza di essere al fianco dei lavoratori il 14 ottobre, in difesa del diritto a manifestare e della democrazia. «La storia del movimento operaio e dei lavoratori significa affermare quei valori e quei principi scritti nella nostra Costituzione», evidenzia, confermando la presenza dei pensionati alla mobilitazione.
Per il 17 ottobre, Pini richiama invece le rivendicazioni che lo Spi porta avanti da tempo nei confronti del governo, a partire dalla difesa del potere d'acquisto delle pensioni. Secondo il sindacato, tra il 2023 e il 2025 la mancata piena rivalutazione degli assegni avrebbe determinato una perdita complessiva di circa 10 miliardi di euro. Risorse che, sottolinea Pini, avrebbero potuto contribuire a finanziare la sanità pubblica e i servizi sociali. Il sindacato chiede inoltre di ampliare la platea dei beneficiari della quattordicesima mensilità, introdotta per alcune categorie di pensionati dopo gli accordi del 2007 e del 2014, per tutelare soprattutto chi percepisce assegni più bassi.
Il tema delle pensioni si intreccia con quello del costo della vita, tra inflazione, bollette e aumento delle spese quotidiane. A questo si aggiunge la preoccupazione per la sanità pubblica. Durante la raccolta firme a sostegno del servizio sanitario nazionale, ricorda Pini, è emerso il dato di circa sei milioni di persone che rinunciano alle cure. Per lo Spi servono maggiori investimenti per garantire l'accesso ai servizi e ridurre le disuguaglianze. Particolarmente delicata è anche la questione della non autosufficienza: nonostante l'approvazione della legge durante il governo Draghi, denuncia il sindacato, mancherebbero ancora interventi e risorse adeguati per sostenere le famiglie, sia nell'assistenza domiciliare sia nel ricorso alle residenze sanitarie assistenziali.
Le ragioni delle due mobilitazioni vengono riprese anche da Mauro Mucciarelli (alimentari) e Sergio Luschi, responsabile del settore abbigliamento della Cgil. Luschi individua proprio nel legame tra diritti democratici e condizioni materiali delle persone il filo conduttore delle iniziative. Da una parte, afferma, si introducono norme che possono restringere gli spazi di dissenso; dall'altra, non arrivano risposte sufficienti alle difficoltà di lavoratori e pensionati. Luschi richiama le promesse elettorali del 2022, dalle accise sui carburanti alla revisione della legge Fornero, sostenendo che i risultati ottenuti non corrispondano agli impegni annunciati. A suo giudizio, i requisiti per andare in pensione sono diventati più penalizzanti e la perdita di potere d'acquisto è evidente nella vita quotidiana delle famiglie.
Altrettanto centrale è la difesa della sanità e della scuola pubbliche, considerate dalla Cgil pilastri di un Paese civile. Luschi denuncia le difficoltà di finanziamento del sistema sanitario e richiama l'attenzione sul peso fiscale sostenuto da lavoratori dipendenti e pensionati, ai quali attribuisce l'87% delle entrate derivanti dalle imposte. «Quando mancano le risorse, si finisce sempre per cercarle dalle stesse persone», è il senso della sua critica alle politiche economiche del governo. Per il sindacalista, il peggioramento delle condizioni di vita e la distanza tra promesse e risultati rendono necessaria una risposta collettiva, attraverso lo sciopero e la partecipazione alla manifestazione nazionale.
La mobilitazione, avvertono i rappresentanti della Cgil, non si esaurirà necessariamente con le due giornate di ottobre. Se non arriveranno risposte adeguate alle richieste avanzate, il sindacato è pronto a proseguire il percorso di iniziativa e protesta.
Per quanto riguarda gli aspetti organizzativi, il 14 ottobre la manifestazione dello sciopero generale regionale si svolgerà a Massa. Per favorire la partecipazione dal territorio, la Cgil ha predisposto un servizio di pullman da Firenze e dalla provincia. Le partenze previste sono: Firenze, parcheggio Coop di Ponte a Greve, alle 7; Firenze Sud, Teatro Cartiere Carrara, alle 7; Borgo San Lorenzo, piazza M.L. King alle 6.20 e casello di Barberino alle 6.30; Castelfiorentino, sede Cgil, alle 7.15; Certaldo, ex mensa, alle 7; Empoli, parcheggio Centro Coop, alle 7.30; Figline Incisa, casello autostradale, alle 6.30; Sesto Fiorentino, piazzale della Metro, alle 7.
Il 17 ottobre è invece in programma la manifestazione nazionale a Roma, in piazza della Repubblica, con ritrovo alle 13.30. Anche in questo caso sono organizzati pullman dalla provincia di Firenze. Le partenze indicate sul volantino sono: Firenze, parcheggio Coop di Ponte a Greve, alle 9; Firenze Sud, Teatro Cartiere Carrara, alle 9; Borgo San Lorenzo, piazza M.L. King alle 8 e casello di Barberino alle 8.15; Castelfiorentino, sede Cgil, alle 8.45; Certaldo, ex mensa, alle 9; Empoli, parcheggio Centro Coop, alle 8.30; Figline Incisa, casello autostradale, alle 9.30; Sesto Fiorentino, piazzale della Metro, alle 8.45.
Per informazioni e per prenotare il posto sui pullman è possibile contattare la sede Cgil più vicina o la propria categoria di riferimento. L'indirizzo indicato per le adesioni è segreteria@firenze.tosc.cgil.it.