Donne al Centro 2026, Empoli fa rete: 22 appuntamenti per costruire l’autonomia femminile
14-10-2026 15:10 -
La sala del Consiglio comunale gremita di donne, ciascuna portatrice di un progetto, di un’esperienza, di un percorso da condividere. Volti, competenze, storie e sensibilità diverse, riunite attorno a un obiettivo comune: mettere le donne al centro, non soltanto delle iniziative culturali, ma delle scelte, delle opportunità e delle trasformazioni che riguardano l’intera comunità. È l’immagine che accompagna la presentazione della quinta edizione di Donne al Centro, la rassegna promossa dal Comune di Empoli e dalla Commissione Pari Opportunità, che dal 20 ottobre al 26 novembre attraverserà la città con 22 appuntamenti.
La conferenza stampa del 14 ottobre, ospitata in municipio, ha restituito con immediatezza il senso di un’iniziativa che, anno dopo anno, ha ampliato la propria rete e le proprie ambizioni. Non soltanto un calendario di eventi, dunque, ma un lavoro collettivo che mette in relazione amministrazione comunale, associazioni, imprese, professioniste, associazioni di categoria, realtà del Terzo Settore, biblioteca comunale Renato Fucini e le tre librerie cittadine. Una mobilitazione ampia, costruita attraverso l'ascolto e la collaborazione, che si traduce in un programma diffuso nei luoghi della vita cittadina: dalle sedi delle aziende agli spazi culturali, dalle librerie ai circoli, dai luoghi dell'associazionismo alle istituzioni che si occupano di lavoro e servizi.
In sala, accanto all'assessora alle Pari Opportunità Valentina Torrini e alla presidente della Commissione Pari Opportunità Maria Cira d'Antuono, erano presenti le referenti delle numerose realtà coinvolte. Ognuna con il proprio contributo, ognuna con una proposta capace di intrecciare il tema delle pari opportunità con il lavoro quotidiano di chi opera nella cultura, nell'assistenza, nell'impresa, nella formazione, nella tutela dei diritti e nella costruzione di nuove occasioni di autonomia.
Un clima partecipato, che ha dato sostanza alle parole utilizzate durante la presentazione: comunità, rete, condivisione. Perché il filo conduttore dell'edizione 2026 è proprio questo: l'autonomia femminile, intesa come possibilità concreta di scegliere, decidere, lavorare, costruire relazioni e determinare il proprio futuro. «Non basta l'emancipazione, servono le condizioni per essere autonome». «Viviamo un momento in cui i diritti delle donne sono sotto attacco e i loro corpi sono diventati campi di battaglia, bersaglio di violenze sessuali e digitali. Un tempo in cui i numeri dei femminicidi sono altissimi», ha dichiarato l'assessora alle Pari Opportunità Valentina Torrini, aprendo la conferenza stampa.
Il suo intervento ha chiarito l'impostazione politica e culturale della rassegna. «Tutta la comunità empolese ha deciso di unirsi insieme con un unico obiettivo: l'autonomia femminile. Non basta più lottare per l'emancipazione delle donne, dobbiamo creare le condizioni perché le donne possano davvero governarsi, decidere e agire da sole secondo i propri bisogni e le proprie necessità».
Un passaggio che sintetizza il significato del programma. L'autonomia, infatti, non viene declinata in una sola direzione, ma affrontata nelle sue molteplici dimensioni: dalla possibilità di uscire da una situazione di violenza alla libertà di esprimersi attraverso l'arte; dalla partecipazione al mondo del lavoro all'accesso alle competenze digitali; dalla presenza femminile nei settori scientifici e tecnologici all'indipendenza economica, passando per il riconoscimento del lavoro di cura e il superamento degli stereotipi.
«Con questo festival abbiamo creato degli spazi aperti, perché la politica e il cambiamento hanno bisogno di luoghi di incontro, in cui far crescere idee e relazioni», ha aggiunto Torrini, ringraziando le tante persone e le realtà che hanno contribuito alla costruzione della rassegna.
Nel corso della conferenza, l'assessora ha ricordato anche il percorso compiuto in questi cinque anni, avviato con la precedente amministrazione e proseguito con quella guidata dal sindaco Alessio Mantellassi. Una crescita che ha portato Donne al Centro a superare la dimensione di una singola iniziativa per diventare un appuntamento articolato, capace di coinvolgere una parte significativa del tessuto sociale ed economico empolese.
La scelta di distribuire gli eventi in diversi luoghi della città non è casuale. Portare la discussione fuori dai soli spazi istituzionali significa renderla più accessibile, intercettare pubblici diversi e riconoscere che la parità si costruisce anche nei luoghi in cui si lavora, si studia, si legge, si produce cultura e si sperimentano nuove forme di solidarietà.
Una rete di competenze e responsabilità. La presidente della Commissione Pari Opportunità, Maria Cira d'Antuono, ha sottolineato il valore del percorso condiviso e il lavoro necessario per arrivare a un calendario tanto articolato.
«Con Donne al Centro vogliamo continuare a tenere alta l'attenzione sui temi delle pari opportunità, attraverso il confronto, la cultura e la partecipazione», ha affermato, evidenziando come questa edizione nasca da «una rete ampia di soggetti che hanno scelto di mettere a disposizione idee, esperienze e competenze per costruire insieme un programma ricco e plurale».
La rassegna, ha ricordato la presidente, è cresciuta grazie a un processo collettivo di ascolto. Non si tratta soltanto di moltiplicare gli appuntamenti, ma di creare occasioni nelle quali associazioni, imprese, istituzioni e cittadinanza possano riconoscersi parte di un percorso comune.
«Parlare oggi di donne significa parlare di diritti, libertà, lavoro, rappresentanza, stereotipi e di tutte quelle condizioni che ancora impediscono una piena e concreta parità», ha aggiunto d'Antuono. «La parità non è una questione che riguarda soltanto le donne, ma un obiettivo che riguarda la qualità della nostra società».
È questa una delle chiavi di lettura dell'edizione 2026: la partecipazione femminile non viene considerata un tema separato dal resto della vita pubblica, ma un elemento decisivo per la qualità delle istituzioni, delle imprese, dei servizi e delle relazioni sociali. A confermarlo è la varietà delle realtà coinvolte, che comprende, tra le altre, Adiacent, Livith, ATR Italia, Fondazione R.I.G.E.L., Fidapa BPW Empoli, ARTI, Centro Co.Me.Te, Soroptimist International Valdarno Inferiore, AIMA, Algea, Confcommercio Firenze e Arezzo, CNA Firenze Metropolitana, Feeling Nova, le associazioni Il Ponte e Amici della Biblioteca, Il Culturale Cineclub Empolese, Scomodo e le librerie Rinascita, Mondadori e Nessundove.
Alla presentazione sono intervenute Paola Castellacci, amministratrice delegata di Adiacent; Laura Giordani, direttrice della RSA Chiassatelle; Sabrina Del Vecchio, marketing manager di Livith; Valentina Cioni per ATR Italia; Benedetta Marmugi per Fidapa BPW Empoli; Claudia Innocenti per ARTI; Conny Leporatti per il Centro Co.Me.Te; Antonella Ninci per RIGEL; Martina Niccolini per Confcommercio Firenze e Arezzo; Daniela Martini, presidente CNA Impresa Donna per CNA Firenze Metropolitana; Chiara Pasini, presidente di Feeling Nova; Sabrina Orti per la libreria Rinascita; Jessica Chiti per la libreria Mondadori; Carla Benedetti per Amici della Biblioteca e Il Ponte; Andrea Mannini per Il Culturale Cineclub Empolese e Allegra Stagi per Scomodo. Una pluralità di soggetti che racconta come le pari opportunità possano diventare terreno di collaborazione concreta, mettendo in comune risorse e conoscenze per affrontare problemi che nessuna realtà, da sola, potrebbe risolvere.
Dai femminicidi all'indipendenza economica: il valore delle parole e dei numeri. Tra gli appuntamenti di maggiore rilievo figurano gli incontri promossi nell'ambito del festival Battiti, che porteranno a Empoli due autrici impegnate a indagare altrettanti nodi cruciali dell'autonomia femminile: la rappresentazione statistica della violenza e il rapporto tra donne e denaro.
Martedì 20 ottobre, alle 17.45, Donata Columbro dialogherà con Maya Albano, psicologa e coordinatrice del Centro Aiuto Donna Lilith, e con Giacomo Di Girolamo nell'incontro Perché contare i femminicidi è un atto politico?.
Il confronto parte da una domanda fondamentale: che cosa raccontano i numeri e che cosa, invece, rischia di rimanere invisibile? Nel suo libro, Columbro mette in discussione l'idea che le statistiche siano strumenti neutrali e mostra come il modo di raccogliere, classificare e interpretare i dati possa influenzare la comprensione pubblica della violenza di genere.
La mancanza di un registro ufficiale unitario dei femminicidi in Italia, tema al centro della riflessione, rende particolarmente importante interrogarsi sulle modalità con cui il fenomeno viene contato e rappresentato. Dare un nome ai numeri significa riconoscere le storie che contengono e contribuire a renderle visibili nel dibattito pubblico.
Giovedì 29 ottobre, sempre alle 17.45, sarà invece Natascha Lusenti a confrontarsi con Brenda Barnini, presidente della Seconda Commissione Sviluppo economico e rurale del Consiglio regionale della Toscana, nell'incontro Donne e finanza. Il coraggio di contare.
Il denaro diventa qui una questione di libertà e autodeterminazione. Il libro di Lusenti affronta il rapporto tra donne e finanza superando il luogo comune che li considera due mondi distanti. Attraverso storie di studentesse, imprenditrici e lavoratrici del Terzo Settore, emerge la necessità di acquisire consapevolezza economica per esercitare pienamente i propri diritti e costruire una reale indipendenza.
«Abbiamo scelto di non limitarci alle parole, ma di fornire al nostro pubblico degli strumenti concreti», ha spiegato Giacomo Di Girolamo, direttore del festival Battiti. Da un lato l'analisi dei dati per comprendere la dimensione politica dei femminicidi, dall'altro un'indagine sulle disuguaglianze economiche e sulla finanza femminile.
«La difesa della legalità e la costruzione di una cittadinanza democratica passano, inevitabilmente, dal riconoscimento e dal superamento di ogni forma di disuguaglianza», ha concluso Di Girolamo.
Il programma completo, appuntamento per appuntamento
Dal 20 ottobre al 26 novembre, mostre, incontri, presentazioni, laboratori, proiezioni e momenti di confronto si alterneranno in una rassegna che affronta il tema delle donne da prospettive differenti. Di seguito il calendario analitico degli appuntamenti comunicati.
Martedì 20 ottobre — I diritti e il valore di contarli Ore 17 – Mostra “I diritti prendono forma”
Vicolo di Santo Stefano. A cura di FIDAPA BPW Italy e Conservatorio Santissima Annunziata.
La mostra raccoglie fotografie realizzate dagli studenti e dalle studentesse del Liceo delle Scienze Umane, nate dalla riflessione sulla Carta dei Diritti della Bambina. Il documento, approvato dai Comuni del Circondario, è stato portato nelle scuole, dalla primaria alla secondaria di secondo grado, per promuovere il rispetto delle regole e della dignità della persona.
Le immagini diventano così uno strumento per tradurre in linguaggio visivo i diritti, il rispetto e la convivenza, coinvolgendo le nuove generazioni nella costruzione di una cultura della parità.
Ore 17.45 – Talk “Perché contare i femminicidi è un atto politico?”
Con Donata Columbro, in dialogo con Maya Albano, psicologa e coordinatrice del Centro Aiuto Donna Lilith, e Giacomo Di Girolamo. A cura del festival Battiti.
L'incontro affronta il rapporto tra dati, potere e violenza di genere. Contare i femminicidi non è soltanto un esercizio statistico: significa riconoscere un fenomeno, renderlo leggibile e impedire che le singole storie scompaiano all'interno di categorie generiche.
Mercoledì 21 ottobre — Diritti riconosciuti e diritti vissuti Ore 12 – Conferenza “Diritti scritti, vite reali. Dal diritto di scegliere alle condizioni per poterlo fare”
Presso Confesercenti Empolese Valdelsa, via Cavour 43. A cura della Fondazione R.I.G.E.L. ETS.
L'iniziativa mette in relazione i diritti formalmente riconosciuti con le condizioni necessarie per esercitarli nella vita quotidiana. L'obiettivo è raccogliere bisogni, osservazioni ed esperienze della comunità, aprendo un percorso di confronto con associazioni, istituzioni e realtà del territorio.
Durante l'incontro sarà lanciata La domanda alla città, una consultazione qualitativa per raccogliere percezioni e priorità sul rapporto tra diritti e possibilità concrete di scelta. La conferenza rappresenta il primo passo di un percorso destinato a proseguire oltre la singola giornata.
Venerdì 23 ottobre — Il riscatto attraverso l'arte e il riconoscimento del lavoro di cura Ore 17 – Mostra “I colori del riscatto. Il viaggio di Diana: dall'arte negata alla libertà espressiva di Donne al Centro”
Chiostro degli Agostiniani, via dei Neri. A cura di Colori Società Cooperativa Sociale Onlus.
Protagonista è Diana, ospite della RSA Le Chiassatelle di Empoli, artista che per una parte importante della propria vita non ha potuto esprimere liberamente la sua creatività, anche a causa di un contesto familiare patriarcale. La mostra vuole restituirle uno spazio di espressione e riconoscimento, trasformando l'esperienza artistica in un percorso di riscatto personale. L'iniziativa richiama inoltre l'attenzione sulla necessità di modelli assistenziali capaci di ascoltare non soltanto i bisogni materiali delle persone, ma anche quelli emotivi, relazionali e creativi.
Ore 17.45 – Talk “Chi cura chi cura” A cura di ATR Italia, Soroptimist International Valdarno Inferiore, AIMA, Algea e Società della Salute Empolese Valdelsa Valdarno. Il confronto è dedicato ai caregiver, alle persone che assistono familiari con malattie croniche, rare o neurodegenerative e che spesso devono conciliare cura, lavoro e vita personale. Saranno affrontati il rischio di esaurimento psicofisico, le difficoltà quotidiane e le possibilità di sostegno e accesso ai servizi. Una particolare attenzione sarà riservata alle donne, sulle quali continua a ricadere una parte sproporzionata del lavoro di cura, spesso non riconosciuto e non retribuito. Sabato 24 ottobre — Salute, consapevolezza e linguaggio degli stereotipi Ore 8.30 – Incontro con le scuole sui servizi del Consultorio Giovani
Palazzo delle Esposizioni, piazza Guido Guerra 13. A cura di ASL Toscana Centro e Nosotras APS.
L'iniziativa coinvolge gli studenti in un confronto sui servizi del Consultorio Giovani, sui disturbi alimentari e sulle mutilazioni genitali femminili. Un'occasione per informare, prevenire e affrontare temi delicati attraverso strumenti di conoscenza e dialogo.
Ore 18.30 – Talk con Eterobasiche Ex Cinema La Perla, via dei Neri 5. Maria Chiara Cicolani e Valeria De Angelis, conosciute sui social come Eterobasiche, sono attiviste, autrici e content creator. Attraverso ironia e satira mettono in luce il linguaggio maschile stereotipato e i pregiudizi sul femminile, mostrando quanto certi luoghi comuni continuino a influenzare le relazioni e la rappresentazione delle donne.
Il loro lavoro parte dalla cultura digitale per stimolare una riflessione più ampia sui modelli di genere, sulle aspettative sociali e sui comportamenti che vengono ancora considerati normali.
Ore 21.30 – Salotto musicale con Han A cura di Scomodo. La giornata si conclude con un appuntamento musicale che affianca al confronto culturale un momento di socialità e condivisione.
Giovedì 29 ottobre — Donne e finanza, il coraggio di contare Ore 17.45 – Talk “Donne e finanza. Il coraggio di contare” Con Natascha Lusenti, in dialogo con Brenda Barnini, presidente della Seconda Commissione Sviluppo economico e rurale del Consiglio regionale della Toscana. A cura del festival Battiti. L'incontro esplora il rapporto tra donne, denaro e autonomia. Attraverso esperienze di studentesse, imprenditrici e lavoratrici del Terzo Settore, il libro Il coraggio di contare invita a superare l'idea che la finanza sia un ambito distante dall'esperienza femminile.
La conoscenza degli strumenti economici e la capacità di gestire le risorse diventano condizioni importanti per rafforzare la libertà di scelta e la possibilità di costruire il proprio futuro.
Sabato 31 ottobre — Forme di donna, creatività e consapevolezza Ore 10 – Laboratorio creativo “Forme di donna” Atelier Nivura d'Arte, Empoli. A cura di Confcommercio Firenze e Arezzo e Associazione ASTRO Onlus. Il laboratorio di ceramica artistica è dedicato alla creatività femminile e alla consapevolezza del proprio corpo. Guidate dall'artista Nataly Arancio, le partecipanti realizzeranno i cosiddetti “seni fioriti”, simbolo di femminilità e rinascita.
Una sessione si terrà anche alle 15.30: la quota di partecipazione è di 55 euro, di cui 10 destinati ad ASTRO per sostenere i pazienti oncologici. Il progetto unisce espressione artistica, attenzione al corpo e solidarietà, offrendo uno spazio nel quale la creatività diventa anche occasione di condivisione e sostegno.
Lunedì 2 novembre — Donne, competenze e professioni digitali Ore 17.30 – Talk “Oltre gli stereotipi. Donne, competenze e opportunità nel mondo digitale” Sede di Adiacent, Polo Tecnologico di via Piovola. Il mondo digitale è davvero un settore prevalentemente maschile? Per lavorare nella tecnologia servono necessariamente competenze matematiche avanzate? L'incontro promosso da Adiacent, Gruppo Sesa, parte da queste domande per mettere in discussione i luoghi comuni sulle professioni tecnologiche. Ragazze, donne e persone interessate potranno conoscere percorsi professionali, esperienze e opportunità offerte dal digitale. Il programma comprende anche una visita alla scuola digitale Toscana ITS Academy Prodigi. L'obiettivo è mostrare la varietà delle competenze richieste dall'innovazione e incoraggiare una partecipazione femminile più ampia nei settori che stanno trasformando il lavoro.
Giovedì 5 novembre — Le donne nella costruzione della città del futuro Ore 18 – Talk “Costruire la Smart City. Il ruolo delle donne nella libera professione, nell'imprenditoria e nelle istituzioni” Centro Co.Me.Te, via Roma 42. A cura del Centro Co.Me.Te e dell'AAEV, Associazione degli Avvocati di Empoli e della Valdelsa. Una città intelligente non si misura soltanto attraverso la tecnologia e l'efficienza dei servizi. Conta anche la capacità di valorizzare le competenze e le esperienze delle persone che la abitano e la amministrano. L'incontro mette in dialogo tre ambiti: l'imprenditoria femminile, chiamata a generare innovazione e sviluppo; le libere professioni, nelle quali le competenze devono tradursi in autorevolezza e riconoscimento; le istituzioni, dove la partecipazione delle donne contribuisce alla costruzione del bene comune. La Smart City viene così riletta anche come questione di rappresentanza, inclusione e qualità delle decisioni pubbliche.
Mercoledì 11 novembre — Donne e STEM, superare il soffitto di cristallo Ore 16 – Talk “Donne e STEM. Combattere i pregiudizi. Rompere il soffitto di cristallo” Sede di Livith SpA, via Orme 259/261, località Martignana, Montespertoli. A cura di Livith SpA. L'azienda apre le proprie porte per affrontare il tema della presenza femminile nei settori STEM, acronimo inglese che comprende scienza, tecnologia, ingegneria e matematica. Attraverso esperienze e testimonianze professionali, il confronto intende far emergere le barriere culturali che ancora condizionano l'accesso e la crescita delle donne nelle professioni tecniche. Al centro anche la necessità di contrastare il pregiudizio secondo cui, per affermarsi in questi ambiti, le donne debbano dimostrare continuamente il proprio valore più dei colleghi uomini.
Ore 21 – Proiezione “Un complicato intrigo di donne, vicoli e delitti” Ex Cinema La Perla, via dei Neri 5. A cura de Il Culturale Cineclub Empolese, in collaborazione con Scomodo. Il primo appuntamento di un percorso cinematografico dedicato a Lina Wertmüller e Alice Rohrwacher, due registe italiane appartenenti a generazioni diverse. La proiezione del film di Wertmüller apre una riflessione sull'evoluzione della rappresentazione delle donne nel cinema italiano, sulle trasformazioni sociali e culturali e sugli interrogativi che restano attuali nel racconto delle identità femminili.
Venerdì 13 novembre — Donne e tecnologie Ore 17 – Talk “Accendi il futuro: storie di donne e tecnologie”
A cura dell'Associazione Il Ponte APS e della dottoressa Monica Landi. L'appuntamento mette al centro le esperienze femminili nel rapporto con le tecnologie, con l'obiettivo di raccontare percorsi, competenze e possibilità di partecipazione all'innovazione. Un tema che si collega agli incontri dedicati al digitale e alle STEM, ampliando la riflessione sulle opportunità professionali e sulle trasformazioni della società contemporanea.
Sabato 14 novembre — Rinascita, libri e storie di donne Ore 10 – Consegna dei lavori del laboratorio “Forme di donna” Atelier Nivura d'Arte, Empoli. Il momento conclusivo del percorso creativo permette di condividere i lavori realizzati dalle partecipanti. Le opere diventano testimonianza del percorso artistico e personale sviluppato attraverso il laboratorio. Ore 10.30 – Letture “400 giorni per tornare a casa” Con Giovanna Passeri, vicepresidente di Confcommercio Firenze e Arezzo. L'autrice racconta il proprio percorso di rinascita dopo esperienze dolorose, tra cui la lotta contro il tumore al seno. Una testimonianza personale che affronta la fragilità, la capacità di reagire e la possibilità di ricostruire il proprio equilibrio dopo una prova difficile.
Ore 16.30 – “Il Premio Pozzale a Donne al Centro. Presentazione dei libri candidati al Premio Pozzale che trattano tematiche al femminile” Biblioteca comunale Renato Fucini, via Cavour 36. A cura dell'Associazione Il Ponte APS e degli Amici della Biblioteca. L'iniziativa accende i riflettori su quattro romanzi candidati all'edizione 2026 del Premio Pozzale, scritti da donne e incentrati su storie femminili attraverso epoche differenti. La letteratura diventa occasione per interrogarsi sulle trasformazioni della condizione femminile, sulla memoria e sulle diverse possibilità di raccontare le esperienze delle donne.
Domenica 15 novembre — “Trame di rinascita”, cucire relazioni e futuro Ore 10 – Workshop “Trame di rinascita. Crea il tuo capo su misura” Circolo ARCI di Cortenuova, via del Ponte 24. A cura di Feeling Nova ETS, CNA Firenze Empolese Valdelsa, Elidb e Chia.rina. Feeling Nova ETS si occupa di rinascita e benessere femminile, con particolare attenzione alle donne che hanno affrontato un percorso oncologico o momenti complessi della propria vita. Il progetto, sviluppato insieme a CNA Firenze – Empolese Valdelsa, mette in rete donne, artigiani, professionisti e realtà locali, valorizzando il saper fare come strumento di benessere e consapevolezza. Il workshop di sartoria propone un'esperienza condivisa nella quale creare un capo su misura significa anche ritrovare confidenza con il proprio corpo, raccontarsi e costruire nuove relazioni. Il lavoro manuale diventa un linguaggio per accompagnare percorsi personali di rinascita.
Martedì 17 novembre — Le donne nel cinema italiano Ore 21 – Proiezione “Le meraviglie” Cinema Excelsior. A cura de Il Culturale Cineclub Empolese. Il secondo appuntamento del percorso cinematografico dedicato a Lina Wertmüller e Alice Rohrwacher propone Le meraviglie, film di Rohrwacher. Il confronto ideale con l'opera di Wertmüller consente di osservare come siano cambiate le rappresentazioni femminili nel cinema italiano, tra contesti familiari, trasformazioni culturali, desideri di libertà e possibilità di autodeterminazione.
Venerdì 20 novembre — Le voci delle donne e la memoria collettiva Ore 18 – Presentazione di “Le sussurratrici” Libreria Rinascita, via Ridolfi 53. Con l'autrice Giulia Paganelli, in dialogo con Sabrina Orti e Kendra Fiumanò.
Giulia Paganelli, già impegnata nella riflessione sui corpi e sulla diversità, propone un viaggio nel paesaggio femminile attraverso vite ed esperienze differenti, accomunate dal confronto con un sistema patriarcale che attraversa le epoche.
Il libro unisce realismo e suggestioni di realismo magico, offrendo uno sguardo sulla complessità delle esperienze femminili senza rinunciare alla possibilità della speranza.
L'incontro sarà un'occasione per parlare di identità, differenze e narrazioni capaci di restituire profondità a storie che spesso rimangono ai margini.
Sabato 21 novembre — Il baule delle storie Ore 10 – Laboratorio “Il Baule delle storie”
Libreria Nessundove, piazza Farinata degli Uberti 18.
Lettura ad alta voce e gioco creativo dedicati a bambine e bambini dai 6 ai 10 anni, con un percorso ispirato all'eredità delle donne.
Attraverso prove narrative e attività cooperative, i partecipanti raccoglieranno simbolicamente memoria, cura, sapere, coraggio, creatività e voce, fino ad aprire insieme un misterioso baule.
Un'iniziativa pensata per avvicinare le nuove generazioni alle storie femminili e trasmettere, attraverso il gioco, il valore di ciò che le donne hanno costruito e tramandato.
Lunedì 23 novembre — “Le sorelle spaiate”, raccontare per restituire dignità Ore 18 – Presentazione del libro “Le sorelle spaiate” Libreria Mondadori, via Ridolfi 116. Con l'autrice Luisa Esposito, in dialogo con Jessica Chiti.
Ispirato a una storia vera, il romanzo intreccia le vicende di Ershela, una donna albanese vittima di sfruttamento e violenza, e Viola, una giovane aspirante giornalista.
L'incontro approfondirà la genesi del libro, il lavoro di ricerca e scrittura e il ruolo della narrazione come strumento di testimonianza. Al centro, la violenza contro le donne, lo sfruttamento, il valore della sorellanza e la necessità di ascoltare chi rischia di essere dimenticato.
Raccontare queste storie significa restituire visibilità e dignità alle persone, trasformando la letteratura in un'occasione di consapevolezza civile.
Giovedì 26 novembre — L'autonomia lavorativa per uscire dalla violenza Ore 10 – Talk “Il progetto ATI: percorsi di autonomia per donne in uscita dalla violenza di genere” Centro per l'impiego di Empoli – ARTI Regione Toscana, via delle Fiascaie 1. La rassegna si avvia alla conclusione con un appuntamento che riporta il tema dell'autonomia sul terreno delle opportunità concrete. Il progetto ATI prevede percorsi integrati per favorire l'inserimento lavorativo delle donne che stanno uscendo da situazioni di violenza di genere, utilizzando le risorse del Programma regionale FSE+ 2021-2027. Le misure comprendono politiche attive del lavoro, interventi formativi con indennità di partecipazione, voucher di conciliazione, contributi per il trasporto e sostegni per lo svolgimento di tirocini. Durante l'incontro saranno presentate le esperienze attivate con il contributo di aziende, cooperative e associazioni del territorio. È un appuntamento che sintetizza il filo conduttore dell'intera manifestazione: la libertà non può fermarsi al riconoscimento formale dei diritti, ma deve tradursi nella possibilità di disporre di strumenti economici, professionali e sociali per ricominciare.
Una città che sceglie di non lasciare sole le donne Il calendario di Donne al Centro 2026 attraversa ambiti apparentemente lontani: i dati sui femminicidi, la finanza, la ceramica, la sartoria, il cinema, la letteratura, le professioni digitali, il lavoro di cura, la salute e le politiche attive del lavoro. A unirli è la convinzione che la parità non si costruisca attraverso un'unica azione, ma mediante una pluralità di strumenti, relazioni e opportunità.
La violenza di genere richiede protezione e percorsi di uscita; l'indipendenza economica richiede competenze e accesso al lavoro; il superamento degli stereotipi passa dalla cultura, dall'educazione e dalla rappresentazione; la partecipazione alla vita pubblica richiede che le donne possano essere presenti nei luoghi in cui si prendono le decisioni.
È in questo intreccio che la rassegna trova il proprio significato. E il clima della conferenza stampa, con la sala consiliare piena di persone impegnate a costruire progetti diversi ma convergenti, ne ha offerto una rappresentazione concreta.
Non un programma calato dall'alto, ma un percorso nel quale ciascuna realtà porta una parte della propria esperienza e la mette a disposizione della città. Le associazioni, le aziende, le librerie, la biblioteca, le professioniste e le istituzioni diventano così nodi di una stessa rete. L'ambizione dichiarata è che gli appuntamenti non restino episodi isolati, ma producano relazioni, consapevolezza e nuove possibilità anche oltre il mese e mezzo della manifestazione. Donne al Centro 2026 vuole essere, in definitiva, un invito rivolto a tutta la comunità empolese: riconoscere le disuguaglianze, mettere in discussione ciò che viene considerato inevitabile e lavorare insieme perché ogni donna possa scegliere il proprio percorso senza che violenza, pregiudizi o mancanza di opportunità ne limitino la libertà. Perché mettere le donne al centro significa anche interrogarsi sul tipo di società che si vuole costruire: una società nella quale i diritti non siano soltanto scritti, ma possano essere vissuti ogni giorno.