L'incuria non risparmia nessuno. Neppure il simbolo che racconta un gesto eroico di un martire della ferocia nazista, quello di un giovane carabiniere che ha messo a disposizione la propria vita per salvarne altre. E' il disappunto di un cittadino per le condizioni in cui versa il Cippo dedicato alla memoria del vice brigadiere dell'Arma dei Carabinieri, Salvo D'Acquisto, fucilato dai tedeschi il 23 settembre del 1943, dopo che si accusò di essere l’autore di un presunto attentato che mai aveva compiuto con l’unico scopo di salvare la vita a 22 suoi concittadini innocenti come lui.
Il Cippo si trova dal giugno 2010 all'ingresso della piazza a lui dedicata nel centro di Fucecchio. Quella che ci è stata inviata è un immagine non certo edificante per una comunità che, come il giovane carabiniere, ha versato sangue nelle stragi naziste. “Eroe della patria, esempio luminoso di altruismo, donò la sua vita per salvare 22 ostaggi civili dei nazisti, scrivendo una pagina gloriosa di giustizia e libertà nella storia della nascente democrazia” è la frase fatta incidere sulla pietra oggi circondata dalle erbacce. L'auspicio di chi protesta è che chi ha il dovere, non solo giuridico, ma anche morale, di tutelare e tenere viva l'immagine e l'esempio che questo Cippo rappresenta lo faccia prima possibile.