Alluvione del 1966, a Empoli un incontro per ricordare la tragedia e guardare alla prevenzione
28-10-2026 08:26 -
A sessant’anni dall’alluvione del 4 novembre 1966, l’Empolese torna a ricordare una delle pagine più drammatiche della propria storia. Una calamità che lasciò dietro di sé vittime, abitazioni e attività economiche devastate, campagne sommerse e una comunità costretta a fare i conti con le conseguenze di un evento che segnò profondamente la vita di migliaia di persone.
Per commemorare quell’anniversario e riflettere sulle sfide di oggi, Clebs.it promuove l’incontro pubblico “1966-2026: dall’emergenza alla prevenzione. Quando dal fango nacque una comunità consapevole”, in programma giovedì 5 novembre 2026, alle ore 18, nella Sala Sezione Soci Coop di Empoli, in via Raffaello Sanzio.
L’iniziativa nasce con un duplice obiettivo: mantenere viva la memoria di quei giorni e approfondire il percorso che, dalla gestione dell’emergenza, conduce alla costruzione di una cultura della prevenzione. Ricordare l’alluvione, infatti, significa anche interrogarsi su come sia cambiato nel tempo il modo di affrontare i rischi idraulici e ambientali e su quanto sia importante preparare le comunità a riconoscere e gestire le situazioni di pericolo.
A confrontarsi su questi temi saranno tre relatori con competenze ed esperienze differenti, accomunati dall’attenzione alla protezione civile e alla tutela del territorio.
Elvezio Galanti, docente universitario ed ex direttore generale del Dipartimento della Protezione Civile, porterà il proprio contributo sui temi della gestione delle emergenze e dell’evoluzione del sistema di protezione civile. Paolo Masetti, presidente del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno, approfondirà il ruolo della bonifica e della gestione del territorio nella riduzione del rischio idraulico, mentre Marco Leporatti, dottore agronomo forestale, offrirà una prospettiva sugli aspetti ambientali e territoriali legati alla prevenzione. L’incontro sarà quindi un’occasione per mettere in relazione la memoria storica con le conoscenze e gli strumenti necessari ad affrontare le criticità del presente. Dalla gestione delle acque alla cura del territorio, dalla pianificazione alla consapevolezza dei cittadini, la prevenzione richiede infatti competenze, interventi e responsabilità condivise. A sessant’anni da quella tragedia, il ricordo dell’alluvione del 1966 diventa così anche un’opportunità per riflettere sul rapporto tra comunità e territorio, nella consapevolezza che la memoria del passato può contribuire a costruire un futuro più sicuro.