Nasce un gruppo civico "scuola aperta", come vuole la Costituzione

29-10-2026 10:01 -

"La scuola è aperta a tutti”, recita l'articolo 34 della Costituzione Italiana. È da qui che bisogna ripartire. Non è uno slogan, è il fondamento del diritto allo studio nel nostro Paese. Quell'articolo sancisce l'accesso universale all'istruzione, la sua obbligatorietà e la gratuità dell'istruzione inferiore. Un principio che la Repubblica ha voluto incondizionato e che oggi, a ottanta anni dalla sua scrittura, dovrebbe essere interpretato in un'ottica estensiva, non certo sottoposto a una logica restrittiva. Eppure le scelte del governo - non ultimo il decreto in materia di "promozione dell'integrazione degli studenti stranieri nell'ambito scolastico" - e certi indirizzi di politiche locali sembrano andare in direzione opposta.

Nel decreto si parla di numeri, di percentuali, di tetti con cui gestire “i flussi”, come se si trattasse di un'operazione contabile. Ma dietro la fredda contabilità e un linguaggio apparentemente tecnico si nasconde una precisa visione della scuola e della società, basata sulla separazione razziale, sulla discriminazione, sulla perpetrazione delle diseguaglianze di estrazione sociale, di origine, di religione, ecc. I "minori stranieri" vengono trattati come numeri da contingentare, come un rischio potenziale per il diritto allo studio degli italiani. È una logica che non governa l'inclusione, ma la subordina al controllo, aprendo la strada a nuove e più profonde disuguaglianze sociali e territoriali.

Come cittadine e cittadini del Valdarno inferiore ci siamo costituiti in gruppo perché vogliamo ribadire con forza un principio semplice e non negoziabile: a scuola nessuno è straniero. Anzi, la Repubblica, come recita l'art. 3 della Costituzione, è chiamata anche nella scuola a garantire l'uguaglianza di tutte e tutti i cittadini "senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione", rimuovendo gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona. La scuola è il luogo che dà voce a chi non ha voce, non quello che la misura o la condiziona.

La questione però va oltre questi provvedimenti e riguarda la scuola che si vuole costruire. Ci preoccupano i reiterati tentativi susseguitisi negli ultimi decenni, che rischiano di restringere il pluralismo culturale della scuola e la libertà di insegnamento, e di trasformare la scuola in un luogo di sorveglianza e punizione, dove invece di accompagnare la crescita di cittadine e cittadini liberi e dotati di pensiero critico si vorrebbero creare sudditi addestrati a obbedire. Noi vogliamo una scuola pubblica, libera, laica e plurale, capace di riconoscere le differenze come occasioni di conoscenza reciproca, contrastare le disuguaglianze e offrire maggiori opportunità a chi parte da condizioni di svantaggio. Per rimettere al centro del dibattito pubblico la scuola come comunità educante, come spazio di democrazia, di emancipazione e di futuro condiviso, proponiamo un ciclo di incontri che si svolgeranno sul nostro territorio nei prossimi mesi e di cui daremo notizia sulla stampa e sui social.

L'invito a partecipare è rivolto a tutti e tutte: sarà l'occasione per prendere parola, acquisire maggiore consapevolezza, approfondire con competenza e chiarezza ciò che la scuola è e, in base alla Costituzione, ciò che dovrebbe continuare ad essere. Il gruppo è aperto a chiunque condivida questi principi ed è autonomo dai partiti: ciascuno partecipa a titolo personale e le iniziative si svolgeranno senza insegne partitiche.


Per aderire o ricevere informazioni è sufficiente scrivere all'indirizzo mail scuolaperta2026@gmail.com

Fonte: Ufficio stampa