Maurizio Brotini: "Prima ci si indebitava per la casa, ora per i bisogni primari"
30-10-2026 11:13 -
di Marco Mainardi
Il rapporto l'ha confezionato l'Ires, l'istituto di ricerche economiche e sociali della Toscana presieduto dall'empolese Maurizio Brotini. Ed il quadro che emerge non dai discorsi ma dai numeri è una vera e propria secchiata di acqua gelida. Le pagine rese pubbliche da pochi giorni fotografano in modo evidente il crollo economico della classe media regionale. La ricerca, condotta in stretta collaborazione con la CGIL Toscana, e realizzata da Filippo Torrigiani (consulente della commissione antimafia) ha avuto il suggello di don Armando Zappolini (direttore Caritas della diocesi di San Miniato) che, come noto, è da sempre a fianco degli ultimi. Grazie al loro lavoro, la ricerca di IRES Toscana è diventata una piattaforma comune in cui CGIL, Caritas e Federconsumatori hanno potuto lanciare un allarme congiunto alle istituzioni per chiedere interventi politici urgenti contro il disagio economico regionale che ha ormai assunto livelli di guardia.
Il commento delle pagine è affidato a Maurizio Brotini. Presidente, da cosa nasce questo rapporto?
Da una richiesta della Cgil Toscana che, grazie al suo impegno sul campo, riscontra una situazione sociale ben diversa da quella che il sistema politico regionale nella sua quasi totalità rappresenta
Cioè?
La Toscana non è più un'isola felice. Se prima si parlava di ultimi o al massimo penultimi riguardo a persone in difficoltà economiche, ora questo studio fa capire che anche i terzultimi, i quartultimi e i quintultimi, quindi una parte rilevante del ceto medio, soffre il problema di vivere col salario o con la pensione. C‘è un dato che dovrebbe far preoccupare la classe politica e quella imprenditoriale regionale
Quale?
Ci si indebita non per comprare la casa o la macchina ma per far fronte ai bisogni primari come le malattie o fare la spesa. Prima l'indebitamento era per il mutuo della casa e poteva anche essere considerato un investimento, mentre ora si fa per mangiare, mandare i figli a scuola o curarsi
Quali i problemi?
Salari e pensioni troppo basse, aumento delle spese: dalla sanità, ai trasporti, ai servizi pubblici locali. E' imbarazzante che in Toscana non si sia ancora proceduto alla ripubblicizzazione di servizi pubblici locali a partire dall'acqua. Poi da non dimenticare le cessioni del quinto sullo stipendio, il banco pegni e i compro oro. Fra i giovani è sempre più diffusa la forma del compro oggi e pago domani che dà la falsa convinzione che tu non ti stia indebitando
Il vostro obiettivo è sensibilizzare e svegliare la politica?
Il nostro è uno studio purtroppo solido che prende gran parte di quello che si chiamava ceto medio e di una parte importante del mondo del lavoro dipendente. Il tempo indeterminato non è più una garanzia. La garanzia è non avere il mutuo e avere la casa di proprietà perché ereditata
Vi aspettate risposte?
Per ora nessuna reazione. Noi ci aspettiamo non solo la politica nazionale per la quale auspico un cambio di segno del governo alle prossime elezioni politiche, ma riteniamo che anche a livello locale e regionale qualcosa si possa fare. L'addizionale Irpef colpisce solo lavoro dipendente e pensionati e non le rendite e questo merita una riflessione. L'Irap (la tassazione sulle imprese) in Toscana non è al massimo. Se, come un nostro recente studio ha dimostrato, le aziende manifatturiere hanno fatto dal 2015 al 2024 28 miliardi di utili, qualcosa possiamo anche chiedere. O no?
Si è parlato di un reddito di cittadinanza regionale
Quello che avevano pensato non è stato realizzato e quindi va rilanciato. Ci sono responsabilità del governo centrale, ma anche a livello locale qualcosa si può fare agendo sulla leva fiscale o sugli incentivi. Poi c'è il capitolo tassazione comunale ed un segnale può arrivare anche da qui
Anche perché si parla di forze di centro-sinistra
Diciamo che di sinistra è chi cose di sinistra fa. C'è bisogno di una ripresa trainata dai salari e dal rilancio dei consumi interni
Nella discussione sul nascente campo largo vedi questi temi sul tappeto?
Non abbastanza, vedo che c'è una sottovalutazione del bisogno di dare risposte reali ad un mondo del lavoro impoverito, alle classi sociali che hanno smesso di andare a votare. Senza riattivare questo non si vince. Al centro non si vince. Ci sono tante persone da far uscire dalla disperazione e dall'esclusione. Se la sinistra pensa di affermarsi difendendo il quadrilatero milanese del consumo dei super ricchi non va molto lontano e forse non si può nemmeno definire sinistra
Insomma, il futuro campo largo ti dà speranze ma non certezze
E' una condizione necessaria ma non sufficiente. Se non ci sono contenuti e scelte concrete il tutto non è credibile
In questo vostro lavoro la Chiesa continua ad avere un ruolo di primo piano sulla scia di papa Francesco
Permettimi una battuta. Sarei onorato di scrivere su ‘Famiglia cristiana'. La chiesa di Bergoglio e quella del suo successore dimostrano molta più attenzione ai problemi internazionali ed ai problemi profondi delle persone. E trovo che oltre a quelli materiali la chiesa colga anche questo bisogno di senso che attraversa tutte le società occidentali
C'è una speranza?
Assolutamente sì. Il segnale ce l'ha dato Lula. Un operaio metalmeccanico che ha perso un dito quando lavorava per sopravvivere è stato capace di far scioperare i metalmeccanici sotto la dittatura, ha costruito insieme ad altri un partito di lavoratori, ha migliorato la condizione di vita di milioni di persone contrastando la riconquista da parte di Trump di tutta l'America latina. La sua vittoria è una boccata di ossigeno anche per Cuba. Ce n'era bisogno.