Istituto Fermi, il dirigente Salvaggio dopo l'occupazione: «Siamo distrutti, danni ingenti. La scuola è stata devastata»

30-10-2026 17:42 -

di Emilio Chiorazzo

Ha cercato di mediare con gli studenti per tutta la settimana, cercandoli di convincere a terminare una forma di protesta che non era stata autorizzata. Ma non ha ottenuto alcun risultato. Aveva proposto ai ragazzi anche di concludere la protesta con un giorno di anticipo, rispetto alle loro intenzioni. Anche questa soluzione, però, non è stata accolta. E così, quando ieri, dopo che gli stidenti hanno lasciato la scuola, si sono trovati davanti a una devastazione assoluta: porte sfondate, muri presi a picconate, bagni rotti, servizi igienici divelti, computer e pc scaraventati per terra, lim - le lavagne interattive - mandate in frantumi. A dire il vero, alcune fotografie di quel disastro e qualche video, già circolavano sui social dal mattino e, qualcosa era finita in rete anche nei giorni precedenti. Così, il dirigente scolastico Manuel Salvaggio e la vicepreside Maria Grazia Claps dopo aver avvertito i docenti, i rappresentanti dei genitori e le forze dell'ordine, raccontano giorni difficili, tentativi di mediazione e il lavoro incessante per limitare le conseguenze della protesta. Annunciata una denuncia per danneggiamento di beni pubblici.

Dirigente Salvaggio, come si è arrivati a questa situazione? La protesta degli studenti era nata con rivendicazioni precise?
La protesta era stata presentata come un'iniziativa per contestare l'azione della scuola e della dirigenza, ma anche per rivendicare posizioni politiche a livello nazionale. In realtà, queste rivendicazioni non si sono mai concretizzate in maniera effettiva. Non abbiamo visto comunicazioni alla stampa, comunicati o altre iniziative che dessero sostanza a queste motivazioni.
Con il passare dei giorni, anche confrontandoci con le forze dell'ordine, ci siamo resi conto che la situazione stava progressivamente degenerando.

Avete cercato di evitare che la protesta si trasformasse in un'occupazione prolungata?
Certamente. L'ingresso forzato in una scuola è qualcosa che deve essere assolutamente escluso. Abbiamo cercato di trovare degli accordi e, inizialmente, sembrava che fossimo riusciti a convincere gli studenti a concludere l'occupazione giovedì, proprio per evitare ulteriori danni. Purtroppo quell'accordo non è stato rispettato.
Siamo riusciti a chiudere questa vicenda soltanto oggi, dopo quattro giorni durante i quali abbiamo lavorato incessantemente, di giorno e di notte. Sì, siamo davvero allo stremo. Io e i miei collaboratori, insieme a tanti docenti, al personale Ata e al direttore dei servizi generali e amministrativi, abbiamo lavorato senza sosta per gestire la situazione. Sono quattro giorni che non dormiamo, impegnati continuamente a cercare di contenere quello che stava accadendo. E, nonostante tutti gli sforzi, non siamo riusciti a evitare che venissero provocati danni ingenti alla scuola.


Quando avete cominciato a rendervi conto che all'interno dell'istituto si stavano verificando danneggiamenti?
Già dal giorno successivo all'inizio dell'occupazione abbiamo cominciato ad avere i primi riscontri. Nonostante questo, da parte degli occupanti non c'è stata alcuna disponibilità a fare un passo indietro. Hanno continuato a perseguire l'obiettivo di portare avanti l'occupazione fino a venerdì.

Avete avuto l'impressione che i danni siano stati provocati soltanto dagli studenti che occupavano la scuola?
Da quello che abbiamo potuto osservare in questi giorni, anche attraverso il costante presidio della situazione, abbiamo il sospetto che una parte minoritaria degli occupanti possa aver agevolato l'ingresso dall'esterno di altre persone, che avrebbero poi provocato i danni più rilevanti.
È possibile, dunque, che qualcuno dall'interno abbia favorito l'accesso di persone estranee all'istituto. Saranno comunque gli accertamenti a dover chiarire le responsabilità.
Quali saranno adesso i prossimi passi della scuola?
Una volta completata la ricognizione e quantificati complessivamente i danni, procederemo con una denuncia. Valuteremo inoltre, insieme alle forze dell'ordine e attraverso tutti gli strumenti disponibili, se sarà possibile individuare individualmente i responsabili.
In caso contrario, saranno le ulteriori indagini delle forze dell'ordine a fare chiarezza su quanto accaduto. Resta comunque ferma la volontà di procedere per il danneggiamento di beni pubblici.

La scuola sarà in grado di riprendere regolarmente le lezioni lunedì?
La situazione che abbiamo davanti è molto seria. Per quello che abbiamo potuto constatare, al momento appare impossibile garantire la ripresa delle lezioni lunedì. Prima sarà necessario verificare le condizioni degli ambienti, valutare l'entità dei danni e capire quali interventi siano necessari per rendere nuovamente fruibile l'istituto.