Danni al Fermi di Empoli, la Lega con Susi Giglioli: «Distruggere non è protestare, il caos non è dissenso democratico»
30-10-2026 21:26 -
«Distruggere non è protestare. Il caos non è una forma di dissenso democratico». È netta la posizione di Susi Giglioli, capogruppo della Lega in Consiglio comunale a Castelfiorentino e segretaria della sezione Empolese del partito, che interviene sui danneggiamenti avvenuti all'istituto Fermi di Empoli durante l'occupazione scolastica.
Giglioli condanna quanto accaduto, sottolineando la necessità di distinguere il diritto alla protesta dagli atti di vandalismo e dalla compromissione del diritto allo studio degli altri studenti.
«Il diritto di protestare, di manifestare il proprio dissenso e di rivendicare condizioni e strutture scolastiche migliori è sacrosanto. Ma quando la protesta si traduce in distruzione, danneggiamenti e compromissione del diritto allo studio degli altri studenti, cessa di essere uno strumento di partecipazione democratica», afferma.
Per la rappresentante della Lega, la contraddizione è evidente: «Come si può pretendere di migliorare una scuola distruggendola?». Secondo Giglioli, il rischio è che il dissenso venga sostituito da comportamenti che non lasciano spazio al confronto e alle proposte, ma alimentano una logica di sopraffazione e devastazione.
Nel suo intervento la segretaria della Lega Empolese affronta anche il tema della possibile presenza di persone estranee all'istituto durante gli episodi di danneggiamento. Una circostanza che, secondo Giglioli, non può essere utilizzata per chiudere la vicenda senza ulteriori approfondimenti.
«Se qualcuno è entrato da fuori, qualcuno deve avergli consentito di entrare. È un interrogativo al quale occorre dare risposte, accertando responsabilità individuali ed eventuali complicità, senza utilizzare la presenza di soggetti esterni come una spiegazione sufficiente a chiudere la vicenda», sostiene.
La richiesta politica è quella di adottare provvedimenti concreti, individuare i responsabili e prevedere conseguenze per quanto accaduto. Giglioli invoca sanzioni, risarcimenti per i danni provocati e percorsi rieducativi che possano rafforzare nei giovani il rispetto delle regole e dei beni comuni.
«Se vogliamo davvero tutelare quei giovani che rappresentano costruttivamente il nostro futuro, dobbiamo avere il coraggio di condannare con la massima fermezza queste modalità, che ormai non sono più episodi isolati ma metodici», dichiara.
Nel mirino anche le iniziative di solidarietà e le raccolte di contributi volontari organizzate per contribuire al ripristino degli ambienti danneggiati. Secondo la rappresentante della Lega, questi gesti non possono sostituire l'accertamento delle responsabilità di chi ha provocato i danni.
«Non bastano gli appelli generici alla responsabilità o le raccolte di contributi volontari per riparare ciò che altri hanno deliberatamente danneggiato. La solidarietà non può sostituirsi all'assunzione delle responsabilità», afferma Giglioli.
La segretaria interviene infine sul possibile richiamo alla disobbedienza civile, invitando a non utilizzare interpretazioni ideologiche per giustificare comportamenti che, a suo giudizio, superano i confini della protesta legittima.
La sua conclusione ribadisce la distinzione tra libertà di manifestazione e rispetto delle regole: «La democrazia garantisce il diritto di dissentire, non quello di distruggere. E una scuola migliore si costruisce, non si devasta».