L'Unione dei Comuni Empolese Valdelsa aderisce alla campagna R1PUD1A
02-11-2026 10:45 -
Nell'ultima seduta del Consiglio dell'Unione dei Comuni Empolese Valdelsa è stata approvata una mozione presentata dal capogruppo del gruppo consiliare Centrosinistra per l'Empolese Valdelsa Partito Democratico, Giorgio Benassi, volta a contrastare la cultura bellicista e a valorizzare strumenti di pace fondamentali come l'obiezione di coscienza e il servizio civile.
Con l'approvazione del documento, l'Unione richiede ufficialmente al Governo di avviare l'iter legislativo per normare in maniera chiara la possibilità di dichiarare la propria obiezione di coscienza al servizio militare, leva che nell'ordinamento italiano risulta attualmente sospesa ma non abolita. Contestualmente, si invitano i Comuni del territorio ad adoperarsi fin da subito per raccogliere le dichiarazioni di obiezione di coscienza che verranno presentate dai cittadini, nelle more dell'adeguamento normativo nazionale. L'iniziativa si inserisce nell'ambito della campagna R1PUD1A promossa da Emergency e del progetto "Io Obietto la Guerra", ai quali l'Unione dei Comuni ha formalmente aderito.
«Si tratta di un'azione concreta che intende raccogliere uno dei più importanti segnali del nostro tempo – dichiara Giorgio Benassi, capogruppo del Centrosinistra per l'Empolese Valdelsa PD –. Se da un lato vediamo crescere sempre di più una insopportabile propaganda bellicista, dall'altro vediamo un'intera generazione e intere classi sociali che si pongono in un'ottica di totale rifiuto della guerra, delle sue cause e delle sue conseguenze. Per questo è necessario dare segnali forti, fin dal più piccolo degli enti locali, che contrastino in maniera decisa quella propaganda e si pongano a fianco di questa fondamentale e rinnovata sensibilità». «Ricordando il primo comandamento di un pacifismo concreto e calato nel presente – prosegue Benassi –: senza i nostri corpi le guerre non possono essere combattute, per cui è necessario toglierli dalla disponibilità della guerra, strapparli in ogni modo dalle sue grinfie. La libertà di esprimere la propria obiezione di coscienza alla leva militare, adesso negata in Italia, è il primo passo verso questo obiettivo».
Il documento ha registrato una convergenza importante all'interno dell'assise dell'Unione. «Ringrazio il gruppo consiliare di maggioranza e i consiglieri che hanno espresso voto favorevole anche dai banchi dell'opposizione – conclude Benassi –, in particolare la consigliera Susanna Rovai del Partito Comunista, la cui mozione, avente oggetto simile ma differente nei contenuti, è stata parimenti approvata dal Consiglio»