Montelupo, riapre il Belvedere del Castello: restituito alla città un luogo simbolo della sua storia
03-11-2026 14:39 -
«E quindi uscimmo a riveder le stelle». Le parole di Dante Alighieri hanno accompagnato idealmente la riapertura del Belvedere del Castello di Montelupo, uno dei luoghi più suggestivi della città, rimasto per molti anni inaccessibile e da domenica 1° novembre nuovamente aperto alla cittadinanza e ai visitatori.
La cerimonia inaugurale, partecipata nonostante le condizioni meteorologiche poco favorevoli, ha rappresentato un momento significativo per la comunità. La giornata si è aperta nella Prioria di San Lorenzo, importante testimonianza storica e architettonica del Castello duecentesco, dove sono stati presentati gli interventi di recupero, restauro e messa in sicurezza. All'incontro ha preso parte anche il senatore Dario Parrini.
La cerimonia è proseguita sul Belvedere con il tradizionale taglio del nastro. I presenti hanno così potuto ammirare nuovamente il panorama sul Valdarno Inferiore, accompagnato da un suggestivo scorcio di tramonto.
«Abbiamo restituito alla comunità un luogo che appartiene alla storia e all'identità della nostra città», hanno dichiarato il sindaco Simone Londi e l'assessore alla valorizzazione del patrimonio immobiliare storico Lorenzo Nesi, ringraziando la Parrocchia di Montelupo, la Soprintendenza, le autorità presenti e tutte le persone che hanno contribuito al progetto e alla sua realizzazione.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche a chi ha collaborato alla valorizzazione della memoria di Fabrizio Coli, al quale è stata dedicata la salita che conduce al Castello.
Il Belvedere è raggiungibile dal centro storico attraverso via dello Sdrucciolo, via del Castello e la salita Fabrizio Coli, antichi percorsi in acciottolato recuperati nell'ambito dell'intervento.
Lo spazio sarà accessibile da novembre a marzo dalle 10 alle 18 e da aprile a ottobre dalle 10 alle 22. Una riapertura che non rappresenta soltanto il recupero di un luogo di interesse storico e paesaggistico, ma anche la restituzione alla comunità di un pezzo importante della memoria e dell'identità di Montelupo Fiorentino.