Livio Giannotti su Alia: «Sui cittadini il ricalcolo da 65 milioni. Troppi costi indiretti e benefit. Aberrante che un servizio pubblico dia dividendi ai soci comuni»

03-11-2026 17:43 -

di Marco Mainardi

Livio Giannotti è stato una figura chiave nella gestione dei servizi ambientali della Toscana centrale avendo guidato la nascita di Alia Servizi Ambientali nel 2017 come primo amministratore delegato dopo la fusione di Quadrifoglio, ASM, Publiambiente e Cis. Forte di un'esperienza ultra-decennale al vertice delle aziende di gestione dei rifiuti fiorentine, ha traghettato il territorio verso un modello integrato e circolare. Sotto la sua leadership, la società ha affrontato le complesse sfide dell'efficientamento impiantistico e del potenziamento della raccolta differenziata.

In questa intervista che ha concesso a clebs.it si parla di attualità, Plures Alia

Il cittadino valuta i servizi pubblici su due fattori: qualità e bolletta. Come li valuta riferiti a Plures Alia?
Per quanto riguarda la mia esperienza noi lavorammo per far uscire la società dal controllo analogo attraverso emissione di un'obbligazione quotata alla borsa di Dublino e poi con l'acquisizione della concessione per gara. Così nasce Alia. Quindi la nostra impostazione era finalizzata a creare un soggetto industriale

Con quale obiettivo?
Efficientare il più possibile la gestione in funzione della sostenibilità di una tariffa, ovvero di chi deve pagare. Ho sempre detto che la tariffa, che tra l'altro è una tassa, non la paga solo chi non ha problemi ma anche chi fatica ad arrivare a fine mese, oltre ad imprese che possono anche loro faticare. Quindi bisogna cercare efficienza in funzione di questo risultato finale. A questo proposito devo dire una cosa

Ovvero?
Che molto pesavano gli amministratori perché il sistema tariffario di allora riconduceva la responsabilità politica della tassa all'amministrazione pubblica. Quindi gli amministratori erano molto attenti

E per voi non sarà stato facile
Scherzando dicevo che per avere un euro di aumento dovevo passare da tutti gli uffici dei palazzi fiorentini e, se alla fine di tutto andava bene, ottenevo 50 centesimi. L'attenzione alla sostenibilità sociale era spasmodica. C'erano poi alcune componenti, in particolare la remunerazione del capitale investito, che aveva come riferimento il “rendistat”, quindi un indicatore pubblico piuttosto parco. Il recupero di produttività veniva deciso dall'amministrazione pubblica. Variava fra il 3 ed il 10 e in genere chiedevano il 10. Poi si trattava

Questo cosa significa?
Che devi avere un bilancio solido per comprare il denaro per fare gli investimenti perché altrimenti quello che ti viene riconosciuto in tariffa può essere addirittura meno dell'interesse al quale compri la moneta

Oggi non è più così?
Oggi questa variabile è fra il 6,5 ed il 7,5 per cento in relazione alla tipologia d'investimento. Il sistema è mutato completamente passando ad Arera, l'autorità pubblica che fissa tariffe e regole per energia, gas, acqua e rifiuti. Così i Sindaci dicendo che “le tariffe le decidono Arera e ATO” si sono, in una certa misura, scrollati la responsabilità

Non è così?
Sì, ma perché la politica rinuncia ad una funzione specifica che è quella di controllare ed anche indicare. Il recupero di produttività per un'azienda è una cosa importante perché significa fare efficienza che poi ti permette di avere un risultato positivo quando tiri l'ultima riga del bilancio. Se invece, come ora, il sistema prevede che il recupero è lo 0,5 per cento è una passeggiata. Non ci vuole un grande impegno

Torniamo alla tariffa
C'è questo mutamento del sistema di formulazione dei piani economico finanziari che mi lascia un po' perplesso. Poi ci sono i costi che riguardano la gestione caratteristica piuttosto che altri costi indiretti. Bisogna stare molto attenti

Perché?
La gestione caratteristica significa che il management deve lavorare per efficientare questa gestione sempre e comunque. Dall'altra parte se fai crescere i costi indiretti tipo affitti per locali lussuosi, auto aziendali dati in uso promiscuo ad una vasta platea di dirigenti e dipendenti, allargamento costi del personale amministrativo e di funzioni di sovrastruttura piuttosto che di quello operativo, remunerazioni spropositate della dirigenza o dei Cda si entra in una situazione che ha poco a che vedere con quella del passato

Questi nuovi uffici si dice siano costati molto...
Qualcosa è arrivato anche a me. La tipologia di assunzione è un altro aspetto. Il mio mandato scadeva ogni tre anni e, se eri stato bravo, si proseguiva altrimenti no. Anche queste sono questioni importanti che riguardano direttamente i soci

Anche il modello gestionale di raccolta è cambiato
E' efficiente? Non lo so. Vedo che si è diffuso un sistema di raccolta che noi avevamo introdotto per i centri storici. E' una tecnologia che ha costi maggiori ed una produttività inferiore

Questione management, si va verso un ricambio. Meglio una figura tecnica o politica?
La figura politica dovrebbe essere rappresentata dal presidente, quella dell'Ad può essere tecnica però mi accerterei che abbia una marcata sensibilità verso l'interesse pubblico piuttosto che verso il suo stipendio: quando si impiegano soldi pubblici non si può pensare di essere colui che decide senza assunzione di responsabilità, garanzie di trasparenza e rendicontazione e controllo. Dovessi fare io una selezione farei come fecero al tempo i sindaci con me

Come?
Le regole di ingaggio erano efficientare l'azienda ed avere una tariffa sostenibile. Io farei lo stesso. Anche la visione che un amministratore delegato ha è importante perché è comunque un'azienda particolare. Una cosa la trovo pericolosa

Quale?
I manager che gestiscono più in termini finanziari che non industriali. Un problema diffuso nel nostro paese che ha portato parecchie disgrazie. Io sul campo ho visto che efficientare i processi ti porta a risultati importanti, fare alla rovescia mi lascia perplesso

Tema controllo della politica: è effettivo?
Io ho la sensazione che questo controllo non ci sia, almeno da quello che leggo. Se parto dal fatto che la società non è sotto il controllo analogo e che non applica il codice degli appalti, nella nostra visione questo serviva ad accelerare i processi di investimento e di acquisizione di beni e servizi. Ma esistevano comunque regolamenti molto rigorosi a presidio di due obiettivi fondamentali: la qualità della fornitura e la competitività. Non è che uno alza il telefono e fa quello che vuole. Noi siamo sempre andati nelle commissioni di controllo con la documentazione necessaria

Questione ricalcolo dei 65 milioni di euro. Ricadrà sulle tasche dei cittadini?
Sicuramente, su questo non c'è dubbio. Qualsiasi costo che entra nel piano finanziario e quindi è riconosciuto da Arera ed Ato va in tariffa

Il ciclo dei rifiuti per lei come si chiude?
Con un termovalorizzatore, ho lavorato venti anni per costruirlo. Eravamo praticamente al cantiere e poi la famosa sentenza del Consiglio di Stato che non accolse le censure dei comitati (ed anzi gli tolse il patrocinio gratuito) accogliendo la censura del Comune di Campi sul “bosco della piana”. Ci fu una decisione politica che io individuo in due persone per bloccare questa opera

Chi sono?
Sulla stampa di allora si legge di una riunione tra Rossi, Nardella e Biffoni. Quest'ultimo disse che lui era contro la nuova pista dell'aereoporto e per il termovalorizzatore mentre Nardella non disse niente. Quindi facile dire chi furono, ma sono cose lette sui giornali del tempo. Io fui conseguente e decisi di dimettermi.

Termovalorizzatore ormai dimenticato
Trovo difficile che venga riproposto ora tant'è che il piano dei rifiuti ha tolto questa opzione chiedendo ai gestori di fare proposte di impianti innovativi per il recupero di materia. Resta però il problema della chiusura del ciclo perché gli scarti ci sono. Senza impianti l'obiettivo fissato dall'Europa per il 2030, di non portare più del 10% di rifiuto indifferenziato in discarica, non si raggiunge

Acqua sì o no nella multiutilty?
Dal mio punto di vista ci può anche stare ma, se deve starci per fare gli utili e dare i dividendi, anche no. Trovo aberrante che un servizio pubblico venga gestito per dare i dividendi ai soci comuni. Gli utili non si fanno con l'aumento delle tariffe, si fanno con l'efficienza e l'economicità della gestione e devono andare a ridurre le tariffe.

La situazione debitoria di Plures Alia è a livelli altissimi
Io lasciai Alia con una PNF (posizione finanziaria netta) a 179 milioni circa e leggo che il debito è ora di oltre un miliardo. Ci sarebbe da capire come è costituito questo debito. Sono soldi usati per investimenti oppure no? Si tratta di investimenti autoliquidanti che porteranno risparmi di costi e maggiore efficienza operativa?

Chiudiamo con una domanda semplice: ma un cittadino dall'operazione multiutility ha guadagnato qualcosa?
No, se facciamo la serie storica dal 2020 ad oggi di quello che paghiamo, al netto di aumenti fisiologici, si capisce subito.