Castelfiorentino, al via il progetto “1000 giorni – Una famiglia che cresce”: una rete di servizi accanto ai genitori dalla gravidanza ai primi anni di vita

05-11-2026 12:02 -

Accompagnare le famiglie nel percorso della genitorialità, dalla gravidanza ai primi anni di vita dei bambini, mettendo a disposizione ascolto, confronto e competenze professionali. È questo l'obiettivo di “1000 giorni – Una famiglia che cresce”, il progetto promosso dal Comune di Castelfiorentino in collaborazione con la Società della Salute Empolese Valdarno Valdelsa, l'Asl Toscana Centro e una rete di professionisti e associazioni del territorio. Dopo una prima fase sperimentale avviata nel 2025, l'iniziativa diventa adesso un servizio strutturato, con un programma annuale di incontri che si svolgeranno da novembre 2026 a maggio 2027.

Il progetto è stato presentato nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato la sindaca di Castelfiorentino Francesca Giannì, il direttore della Società della Salute Franco Doni, la responsabile dei Servizi alla Persona del Comune Sabrina Gori, l'assessora alle Politiche sociosanitarie Federica Parisi e la coordinatrice delle ostetriche del territorio Elena Cioli.


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L'idea nasce dalla consapevolezza che la nascita di un figlio rappresenti un passaggio importante, ma anche delicato, nella vita di una famiglia. Un periodo in cui le domande, le preoccupazioni e i cambiamenti possono essere numerosi e nel quale avere un punto di riferimento può fare la differenza. Per questo il progetto non si limita ad affrontare gli aspetti sanitari legati alla gravidanza e alla nascita, ma considera la genitorialità nella sua dimensione più ampia, comprendendo anche la relazione di coppia e la crescita del nucleo familiare.

«L'obiettivo fondamentale è dire alle famiglie: non siete soli», ha spiegato la sindaca Francesca Giannì. «La nascita di un figlio è una scommessa sul futuro della città e le istituzioni devono stare accanto ai genitori». Giannì ha sottolineato il ruolo dei Comuni e degli enti territoriali nel costruire servizi capaci di rispondere ai bisogni delle famiglie, anche in un contesto nazionale nel quale, secondo la sindaca, le politiche di sostegno alla genitorialità continuano a presentare difficoltà e carenze.

Il progetto si inserisce in una visione più ampia dei servizi educativi e sociosanitari comunali. A Castelfiorentino, infatti, l'iniziativa si integra con il centro bambini e famiglie e con i servizi per la prima infanzia, che negli ultimi anni hanno beneficiato anche degli investimenti legati al Pnrr. L'ambizione dell'amministrazione è che questa esperienza possa diventare un modello da estendere anche agli altri Comuni del territorio, attraverso il coinvolgimento della Società della Salute e dell'Asl.

Un percorso che, come ha ricordato il direttore della Società della Salute Franco Doni, affonda le proprie radici in un lavoro avviato già nel 2022, con il primo Piano integrato di salute. All'interno di quel programma era stata infatti inserita, su impulso del privato sociale, una proposta denominata “I primi due giorni”. «A volte i semi piantati molto tempo fa improvvisamente sbocciano», ha osservato Doni, evidenziando l'importanza di trasformare le intuizioni progettuali in servizi concreti e la possibilità di allargare progressivamente l'esperienza oltre i confini del Comune che l'ha avviata.

A illustrare il lavoro di costruzione del programma è stata Sabrina Gori, responsabile dei Servizi alla Persona del Comune. Il progetto, inizialmente concentrato sui primi mille giorni della famiglia che nasce, quest'anno si amplia idealmente alla famiglia che cresce, con uno sguardo più articolato sui bisogni dei genitori. «Abbiamo voluto proporre un percorso che accompagni la genitorialità non attraverso singoli appuntamenti, ma con la consapevolezza che per un intero anno le famiglie possono contare su una rete di professionisti», ha spiegato Gori.

Il calendario è stato costruito grazie al dialogo tra le diverse realtà coinvolte, con l'obiettivo di affrontare il periodo della nascita da più punti di vista. Un contributo importante arriverà anche dalla cooperativa Cora, che gestisce i servizi educativi comunali e garantirà la presenza delle educatrici durante le attività.

Tra i professionisti coinvolti ci saranno anche le ostetriche e le ginecologhe del consultorio e dell'ospedale di Empoli. Elena Cioli, coordinatrice delle ostetriche del territorio, ha ricordato la positiva esperienza della prima edizione sperimentale, alla quale le colleghe avevano partecipato con entusiasmo. Per il nuovo programma sono state individuate tre tematiche, con la disponibilità a raccogliere ulteriori richieste e proposte da parte delle famiglie.

La rete si estende inoltre alle associazioni di volontariato. Tra queste la Misericordia, che ha messo a disposizione le proprie competenze per due incontri dedicati al primo soccorso pediatrico e alle manovre di disostruzione delle vie aeree nel neonato.

«È un progetto integrato, nel quale tutti i servizi del territorio e le associazioni hanno risposto positivamente», ha sottolineato l'assessora Federica Parisi. L'esperienza dello scorso anno ha permesso di raccogliere, attraverso un questionario di gradimento, osservazioni e suggerimenti dei partecipanti. Indicazioni che sono state utilizzate per costruire un programma più strutturato e maggiormente rispondente alle esigenze emerse.

Tra le novità, particolare attenzione sarà riservata anche alla dimensione della coppia. La nascita di un bambino, infatti, non cambia soltanto la quotidianità dei genitori, ma modifica anche gli equilibri della relazione. Per questo il percorso prevede il coinvolgimento di una psicologa, che accompagnerà le coppie nell'affrontare questa nuova fase della vita.

Un aspetto importante riguarda inoltre l'accessibilità del servizio. Come ha precisato la sindaca Giannì, i genitori potranno partecipare agli incontri portando con sé i bambini più piccoli: sarà infatti presente un'educatrice, evitando così che la necessità di trovare qualcuno a cui affidare il neonato diventi un ostacolo alla partecipazione.

Dalla prima sperimentazione è emerso soprattutto il bisogno di uno spazio di ascolto e confronto, nel quale le madri e i genitori possano condividere dubbi, preoccupazioni ed esperienze, trovando risposte e sostegno da parte delle professioniste coinvolte.

Il Comune intende partire con gruppi di dimensioni contenute, orientativamente una ventina di partecipanti, per garantire un confronto diretto e la possibilità di seguire adeguatamente le famiglie. La stessa amministrazione non esclude di dover individuare nuove soluzioni organizzative qualora le richieste dovessero aumentare.

Giannì ha inoltre richiamato l'attenzione su un problema meno evidente, ma significativo: la diffidenza che talvolta accompagna l'accesso ai servizi per le famiglie. Le prime domande, ha raccontato, riguardano spesso i costi e l'obbligo di partecipare a tutti gli appuntamenti. L'obiettivo è quindi anche quello di far comprendere che esistono servizi pubblici di qualità ai quali è possibile accedere senza dover sostenere spese elevate e senza che la partecipazione diventi un ulteriore peso per i genitori.

«Idealmente dovrebbero partecipare tutti», ha osservato la sindaca, sottolineando il valore preventivo dell'iniziativa: intercettare bisogni, desideri e preoccupazioni prima che possano trasformarsi in difficoltà più grandi.

“1000 giorni – Una famiglia che cresce” punta dunque a costruire un accompagnamento continuativo, nel quale istituzioni, servizi sanitari, professionisti e volontariato lavorino insieme. Non soltanto un calendario di incontri, ma un punto di riferimento per le famiglie, con l'ambizione di rafforzare una rete territoriale capace di sostenere la genitorialità fin dai suoi primi passi.