Un altro ottobre da record ad Empoli (+2.1 °C): il clima cambia, la bella stagione si allunga

06-11-2026 20:00 -

di: Gordon Baldacci

Siamo arrivati ad archiviare il decimo mese dell’anno, e meteorologicamente parlando ci troviamo di fronte ad alcuni dati che confermano un trend ormai ben conosciuto e consolidato; quello delle temperature in netto rialzo.
Ad Empoli il mese di ottobre, l’anomalia termica si è attestata in media +2.1 C° rispetto agli ultimi trenta anni e quasi tre gradi (+2.9 C°) rispetto alla precedente media, quella dell’antecedente media climatica.
Un dato che a livello percettivo, è stato palesemente riconosciuto, perseguendo un andamento secondo il quale negli ultimi sette/dieci anni, il mese di ottobre, è quello che un tempo, poteva apparire come la prima decade del mese di settembre, per poi palesemente salire fuori media nella seconda parte. Non è un caso se in tante strutture ricettive del litorale toscano, ci sia chi paventa un ritardo nella chiusura degli stabilimenti balneari al 31 ottobre e non più alla fine settembre.

Nel nuovo clima - che ormai tanto nuovo non è - dove solo il graduale minor irraggiamento diurno impedisce di raggiungere agilmente i 30 C° anche ad ottobre: l’economia, il turismo, la stessa natura, cambia i colori più lentamente e allunga di ulteriori settimane, la bella stagione.
Pensate che ben tredici giorni su trentuno, abbiamo agilmente superato i +25 C°ad Empoli, e per avere delle normalissime temperature minime attorno alle medie che dovrebbero fluttuare attorno ai 10 C° abbiamo dovuto attendere gli ultimi giorni del mese, quando le sei mattine consecutive, i valori si sono potuti definire vicini alle medie del periodo.

Dal punto di vista delle precipitazioni, ottobre prosegue indefesso l’andamento generale del 2026, meno precipitazioni, addirittura nel circondario siamo al -50% rispetto alle medie trentennali.
Empoli in questo frangente lenisce seppur leggermente il deficit pluviometrico zonale con un - 38%; un dato che si inserisce in questo nuovo assetto climatico, dove le precipitazioni, ove si verificano, sono disomogenee, in virtù del fatto che i fronti collegati alle depressioni, giungono spesso frammentati o posizionati in maniera sfalsata a favorire precipitazioni estese su buona parte della Toscana.
Novembre, mese della pioggia per antonomasia, sembrerebbe almeno in previsione mantenere le attese, soprattutto nelle sue settimane centrali, ma al momento, siamo a 10 millimetri cumulati in sette giorni.

Allargando lo scenario, proprio per non confondere la percezione con la realtà, dati alla mano, le anomalie delle temperature globali per i primi 10 mesi dell'anno (gennaio-ottobre), il 2026 si posiziona attualmente come il secondo anno più caldo mai registrato, con un +0,64 °C al di sopra della media del periodo 1991-2020. Questo valore è inferiore di 0,07 °C rispetto allo stesso periodo del 2024 e superiore di 0,05 °C rispetto al 2023.
Salvo sconvolgimenti, che ovviamente non si intravedono per gli ultimi due mesi, il 2026 sarà molto probabilmente il secondo anno più caldo mai registrato, con circa il 20% di possibilità di eguagliare o superare il 2024 (0,72 °C al di sopra della media), attualmente l'anno più caldo mai registrato.
Siccome alla fine della fiera, non è tanto il dato decimale, a quantificare il contesto in cui stiamo procedendo, quanto il trend pedissequo che ormai perseguiamo da anni, proviamo a descriverlo in questo modo.

Considerando che la temperatura media globale per il periodo 2023-2025 è già superiore a 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali, un altro anno al di sopra di 1,5 °C significherebbe che anche la media quadriennale per il periodo 2023-2026 supererebbe il dato di +1,5 °C . Ciò evidenzia la rapidità con cui le temperature globali si stanno avvicinando al limite di riscaldamento a lungo termine che è appunto di +1,5 °C, stabilito dall'Accordo di Parigi. Accordo per cui - lo ricordiamo - vige un profondo disaccordo politico sulla sua attuazione, non solo a livello di grandi potenze, ma persino di singoli stati, a partire va detto e sottolineato dal nostro.