Liceo Virgilio, finita l'occupazione: gli studenti lasciano la scuola pulita e in ordine. Resta la polemica sul mancato confronto con la preside
07-11-2026 09:04 -
Si è conclusa la settimana di occupazione del Liceo Virgilio di Empoli. E, al momento di lasciare l'istituto, gli studenti hanno voluto lanciare un messaggio preciso: gli ambienti sono stati riconsegnati puliti e in ordine, nelle stesse condizioni in cui erano stati trovati prima della mobilitazione. Non ci sono stati danneggiamenti, non c'è stata devastazione.
Un aspetto che gli occupanti hanno voluto sottolineare, anche per ribadire il senso di responsabilità con cui, a loro dire, è stata portata avanti la protesta. L'occupazione, spiegano, non doveva essere un'interruzione fine a se stessa dell'attività scolastica, ma un'occasione per richiamare l'attenzione sulle criticità dell'istituto, a partire dai problemi strutturali del plesso del Liceo Artistico, dai riscaldamenti malfunzionanti alle infiltrazioni d'acqua, fino alle condizioni di alcune aule.
Alla conclusione della mobilitazione resta però aperta una questione che gli studenti considerano particolarmente significativa: quella del dialogo con la dirigenza scolastica.
Nella mattinata di sabato, infatti, gli occupanti avevano chiesto alla preside di poter svolgere un'assemblea con gli studenti coinvolti nella protesta, per discutere direttamente le ragioni dell'occupazione. La richiesta, secondo quanto riferito dagli stessi ragazzi, non è stata accolta. La dirigente avrebbe giudicato «insufficiente» il numero degli studenti presenti, dichiarandosi disponibile soltanto a un colloquio conclusivo con i rappresentanti.
Una risposta che ha suscitato disappunto tra gli occupanti, i quali avrebbero invece voluto un confronto aperto e diretto con la dirigente, coinvolgendo gli studenti protagonisti della mobilitazione. «Non ha voluto avere un confronto democratico con i suoi studenti», è la contestazione espressa dai ragazzi, che richiamano proprio il valore della partecipazione e del dialogo, più volte al centro delle riflessioni sul ruolo educativo della scuola.
La protesta si chiude dunque con la restituzione degli spazi scolastici puliti e in ordine, ma non con tutte le questioni sollevate dagli studenti risolte. Le criticità strutturali denunciate, insieme alla richiesta di maggiore partecipazione alla vita scolastica, restano sul tavolo.
E se l'occupazione è terminata, il confronto sulle condizioni del Virgilio e sul rapporto tra studenti e dirigenza è destinato a proseguire.
ECCO IL COMUNICATO STAMPA INTEGRALE CON LE MOTIVAZIONI DELL'OCCUPAZIONE SVOLTA DAGLI STUDENTI DEL LICEO VIRGILIO
Le occupazioni vengono spesso etichettate come fenomeni scaturiti dalla pigrizia degli studenti. In realtà, rappresentano momenti di mobilitazione collettiva che portano alla luce numerose problematiche riguardanti la comunità studentesca e l'istituzione scolastica nel suo complesso.
Noi studenti del Liceo Virgilio, attraverso questa occupazione, intendiamo denunciare una serie di criticità che da tempo interessano il nostro istituto e manifestare la nostra solidarietà alle mobilitazioni parallele degli altri istituti di Empoli e non solo.
In primo luogo, denunciamo le gravi problematiche strutturali del plesso del Liceo Artistico, già oggetto di numerose proteste e dell'occupazione dello scorso anno, ma che continuano a rappresentare un problema irrisolto e fortemente penalizzante per gli studenti. Tra le principali criticità segnaliamo il malfunzionamento, quando non la totale assenza, dei riscaldamenti, che provoca condizioni di disagio per gli studenti che frequentano determinate aree del plesso. Inoltre, in numerose aule sono presenti buchi nei soffitti e nelle pareti, situazioni che, oltre a compromettere la qualità degli ambienti scolastici, costituiscono potenziali pericoli per la sicurezza. In alcune aule del plesso di via Fucini, così come in diverse zone del plesso di via Fabiani, si verificano infiltrazioni di acqua piovana, che raggiungono gli ambienti destinati alle lezioni e rendono talvolta impossibile la permanenza degli studenti nelle aule interessate.
Per quanto riguarda nello specifico il plesso di via Fabiani, oltre alle problematiche legate alle infiltrazioni, evidenziamo come una delle criticità principali sia il malfunzionamento dei riscaldamenti nell'ala cosiddetta "nuova" dell'edificio, spesso completamente spenti. Questa situazione costringe ogni anno, durante i mesi invernali, gli studenti delle classi interessate a trasferirsi in altre aule oppure, nei casi peggiori, a seguire le lezioni in ambienti con temperature del tutto inadeguate allo svolgimento delle attività didattiche.
Un'ulteriore questione emersa durante il primo giorno di occupazione riguarda la necessità di ripensare la gestione delle ore dedicate all'educazione civica. Pur riconoscendo l'importanza dei principi costituzionali e dei fondamenti della convivenza democratica, riteniamo che queste ore debbano costituire anche un'occasione concreta di confronto e approfondimento sulle questioni che attraversano la società contemporanea. Troppo spesso, infatti, vengono affrontati argomenti ripetitivi, senza un adeguato collegamento con l'attualità e con le problematiche politiche, sociali ed economiche che interessano il nostro Paese e il panorama internazionale. Crediamo che la scuola debba fornire agli studenti gli strumenti necessari per comprendere criticamente la realtà in cui vivono, favorendo il dibattito, la partecipazione e la formazione di una coscienza civica consapevole.
Infine, intendiamo sottolineare che la nostra mobilitazione non vuole limitarsi alla denuncia delle problematiche interne all'istituto, ma inserirsi in un contesto più ampio di presa di coscienza e partecipazione collettiva. Esprimiamo la nostra preoccupazione e il nostro dissenso nei confronti delle attuali condizioni sociali, economiche e politiche, tanto a livello nazionale quanto internazionale. Manifestiamo la nostra solidarietà alle mobilitazioni e agli scioperi che, in diverse parti d'Italia, portano all'attenzione pubblica situazioni di disagio, disuguaglianza, precarietà e difficoltà legate al crescente costo della vita. Allo stesso modo, esprimiamo piena solidarietà alle occupazioni e alle proteste promosse dagli studenti degli altri istituti empolesi e non solo, che denunciano problematiche analoghe alle nostre.
Riteniamo che la scuola non debba essere un ambiente isolato dalla realtà che la circonda, ma un luogo di formazione, confronto e partecipazione, nel quale gli studenti possano sviluppare consapevolezza, spirito critico e senso di responsabilità collettiva. L'occupazione rappresenta, per noi, uno strumento attraverso cui rivendicare il diritto a una scuola più sicura, funzionale e attenta alle esigenze degli studenti, ma anche un'occasione per riaffermare il valore della partecipazione e della mobilitazione studentesca.