Via Mario Assirelli, il sindaco che guardava al futuro
06-06-2026 16:41 -
Una cerimonia semplice così come lo era lui. Un'importante strada di accesso alla nostra città è ora dedicata a Mario Assirelli, sindaco di Empoli per venti anni, dal 1960 al 1980 (consigliere comunale dal 1946 al 1960 e poi dal 1980 al 1985). Un periodo segnato dalla rinascita post bellica basata su quei valori democratici ed antifascisti che lo stesso Assirelli incarnava e che aveva difeso nella lotta partigiana sotto la bandiera del partito Comunista. “Fu fra coloro che furono arrestati – ha ricordato il sindaco Alessio Mantellassi – condannati dal tribunale speciale a tre anni e fu poi soprattutto fra coloro che dettero vita al gruppo dirigente che ebbe l'onore e l'onere di guidare le istituzioni col faro della Costituzione e dei suoi valori democratici”.
Il 31 marzo del 1946 Mario Assirelli entra per la prima volta in consiglio comunale, il sindaco è Gino Ragionieri che lo volle poi assessore, preludio alla sua ascesa alla poltrona di sindaco. “Il periodo Assirelli coincide con la stagione della ricostruzione – sono ancora parole del primo cittadino – la Empoli che immagina e progetta un nuovo futuro a causa della crisi del vetro, la Empoli che affronta la sfida del come fare sistema. Nascono il palazzo delle Esposizioni ed il mercato ortofrutticolo in una città che osa, sfida il futuro e immagina infrastrutture e spazi che ancora oggi sono centrali nello svolgimento della vita cittadina. Stesso dicasi delle scelte urbanistiche, come l'immaginare una circonvallazione a sud della città, pensare allo sviluppo di Serravalle con una bretella dedicata, decisioni che si trovano già nei documenti urbanistici del tempo. Una visione dettata da un pensiero ben preciso: una Empoli che non si accontenta della ricostruzione ma che continua ad immaginare cose nuove a servizio della comunità ponendosi il tema della crescita e coniugandolo con quello del lavoro. Anni coraggiosi in cui quella orgogliosa appartenenza democratica aveva portato un saldo gruppo dirigente alla guida della città”. “Sono felice che una porta della città – ha aggiunto - ricordi ora Assirelli e quel periodo storico. Auspico che quel nome sulla targa sia di stimolo alla conoscenza della storia amministrativa della nostra città”.
E' proprio nelle giunte di Mario Assirelli che si affacciano Varis Rossi e Sauro Cappelli, è proprio Mario Assirelli a nominare la prima donna assessora nella storia di Empoli, Giovanna Salvadori, a cui tocca l'onore e l'onere di occuparsi dello sviluppo della rete di scuole materne, asili nido e strutture scolastiche cittadine. Quel che oggi appare normale era allora rivoluzionario.
Ed è oggi ancora una donna, Cristina Marconi, a firmare questo importante atto della toponomastica cittadina avendo la delega per questo settore. Proprio lei che, allora piccolina, si ricorda del signor sindaco che, fuori dal forno in piazza del Popolo, la salutava assicurandosi che non le mancasse il pezzo di schiacciata calda. Ora la stessa bambina è cresciuta e toglie assieme ad Alessio Mantellassi la bandiera tricolore dalla targa di una strada dove è riportato il nome del signor sindaco che le riporta alla mente quei giorni in centro per la mano a suo babbo e quella figura così importante e meritevole di rispetto.
A Gianni Assirelli, in rappresentanza della famiglia assieme al fratello Francesco, il compito di ricordare quel parente così ingombrante. “Chiamarsi Assirelli a Empoli negli anni Sessanta e Settanta non era semplice. Ogni volta che pronunciavi il cognome, la domanda arrivava puntuale: parente di Mario? Lo chiedevano così spesso che, a volte, veniva quasi voglia di rispondere di no. Perché Mario Assirelli non era soltanto il sindaco di Empoli. Era una presenza. Una figura politica e umana talmente grande da identificarsi con la città stessa. Per molti, semplicemente, lui era Empoli” (qui il suo intervento).
La sua Empoli ricorda ora Mario Assirelli come merita, portando a compimento un percorso iniziato nel lontano 2016 col desiderio espresso dall'allora sindaca Brenda Barnini, presente alla cerimonia assieme al predecessore Vittorio Bugli, che quel nome fosse legato alla bretella che collega la statale 67 alla zona di Serravalle, strada completata ed inaugurata durante il suo mandato.
Empoli non dimentica, Empoli ricorderà altri due amministratori come Romano Nanni a cui sarà intitolato il parco di Serravalle e l'ex sindaco Silvano Calugi che si vedrà dedicare una rassegna fotografica, a Empoli la memoria non è solo una parola ma un impegno quotidiano. “Una comunità sana e solida – ha concluso Alessio Mantellassi – non dimentica le proprie radici e nemmeno chi l'ha servita per tanto tempo come impone la nostra Costituzione: con disciplina ed onore”.