Forse la domanda è solo teorica, ma è legittimo porsela assieme ad altre dopo la decisione della Giunta di aprire alla possibilità che altri operatori possano presentare un progetto alternativo a quello dell'Empoli calcio per la ristrutturazione del Castellani: cosa succede se arriva un'altra proposta? E perché si è deciso di dare questa nuova possibilità visto che, parole del sindaco, “la normativa sugli impianti sportivi non lo impone strettamente?” C'è davvero solo il lodevole e comprensibile obiettivo di “di rendere ancora più solido e trasparente il percorso” oppure c'è qualcun altro interessato a presentare un progetto alternativo che quindi merita di essere valutato? Visto anche che è aperta la questione di un nuovo socio nel club azzurro, potrebbe esserci un fondo interessato allo stadio ma non all'Empoli oppure si vuol separare l'Empoli dallo stadio? Oppure questi 60 giorni servono in realtà all'Empoli calcio per chiudere la trattativa col fondo americano? Tutte domande legittime in questa fase, domande che poi magari spariranno fra sessanta giorni se non dovesse esserci nessun'altro interessato a ristrutturare il Castellani.
Il terzo incomodo
Cerchiamo quindi di spiegare cosa potrebbe succedere se invece una proposta dovesse arrivare. Diciamo subito che, se così sarà, l'attuale progetto dell'Empoli calcio non avrà alcun vantaggio o diritto di prelazione. C'è una storica sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha dichiarato illegittimo il diritto di prelazione per il proponente iniziale nell'ambito del project financing. Tutti gli operatori economici saranno quindi trattati su un piano di totale uguaglianza, senza alcuna discriminazione. Il Comune valuterà e confronterà la proposta dell'Empoli e le nuove proposte unicamente in base al merito tecnico ed economico, per scegliere quella che persegue al meglio l'interesse pubblico.
I tempi si allungano?
Sì, l'apertura al mercato comporta inevitabilmente un allungamento dei tempi tecnici della procedura. Dopo i 60 giorni ci sono due scenari. Il primo: non c'è nessuna proposta alternativa. Il Comune ne prende atto e procede all'affidamento definitivo all'Empoli FC e così i tempi si saranno allungati solo di due mesi. Il secondo: c'è una proposta alternativa o più proposte alternative: qui i tempi si dilatano perché gli uffici comunali dovranno istituire una commissione, esaminare i nuovi progetti e fare una valutazione comparativa dettagliata (tecnica ed economica) per decidere qual è il migliore. Insomma, i due mesi sicuri al momento diventerebbero molti di più in caso di vera competizione commerciale.
Chi può presentare un progetto alternativo?
Se un operatore terzo decide di farsi avanti, deve rispettare obblighi finanziari e requisiti stringenti. La legge punta infatti a evitare proposte ‘fantasma', richiedendo un impegno economico immediato e documentato. Un potenziale investitore deve presentare un piano economico finanziario asseverato da un istituto bancario o da una società di revisione, assumersi ovviamente il rischio operativo, presentare una cauzione provvisoria sotto forma di fideiussione bancaria o assicurativa e rimborsare all'Empoli FC le spese di progettazione sostenute fino a quel momento se la sua proposta fosse accolta. Deve infine dimostrare una solida struttura aziendale e una comprovata esperienza nel settore. Il ricorso a un raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) è spesso la formula più utilizzata nel project financing per opere complesse come sono appunto gli stadi e quindi anche questa opzione è sul tappeto. Questo scenario porta ad una banale considerazione. Si tratta di un'operazione che non si può certo fare in due mesi, addirittura poi quelli estivi e quindi, se ci sarà una nuova proposta, sarà sicuramente stata preparata sotto traccia e pronta ad essere presentata.
E se entra il fondo americano?
Non è un segreto che la società azzurra sia in trattativa con un fondo americano per l'ingresso nella compagine societaria ed è evidente che l'operazione stadio (leggi la parte commerciale e dei terreni In kind) è basilare. Sul fronte stadio, dal punto di vista amministrativo non cambierebbe niente, ma è chiaro che cambierebbe radicalmente la solidità economico-finanziaria della proposta. E, se mai un grande gruppo industriale o un RTI decidesse di farsi avanti con un progetto alternativo, la società che da sola avrebbe potuto faticare a reggere il confronto tecnico ed economico avrebbe le spalle più coperte diventando un concorrente difficilissimo da superare per chiunque voglia tentare il sorpasso nell'aggiudicazione dello stadio.
Forse scenari fantasiosi, ma fino a che non passeranno questi 60 giorni niente si può escludere. Non resta che attendere.