Mantellassi a 'Empoli del fare': "Felici e convinti di aver deciso di investire in cultura"

20-08-2026 17:14 -

In attesa di rispondere nelle sedi ufficiali, il sindaco Alessio Mantellassi ha usati i social per replicare a Empoli del fare che ha presentato un'interrogazione sulla mostra Provincia Novecento. Ecco le sue parole:

Come vedete sulla mia pagina non polemizzo mai, racconto ciò che la giunta fa ogni giorno e il lavoro che proviamo a fare per Empoli. Credo sia utile così. Ma questa riflessione devo condividerla. Ho letto in queste ore che la destra ci attacca perché non ha gradito la mostra “Provincia 900”. Vuole far le pulci alla mostra dicono. Quanto ha incassato? La gente che è andata alla mostra ha comprato un caffè ad Empoli? Il comune ha guadagnato con la mostra? Domande legittimissime, ci mancherebbe. Ognuno ha il diritto di porre le domande che crede, specie in Consiglio Comunale. E risponderemo puntualmente fornendo ogni dato richiesto, nel pieno rispetto dell'Aula.

Ma questo approccio mi colpisce e mi fa riflettere nel merito. Abbiamo fatto una scelta politica: stiamo investendo risorse sulla cultura. Molte. Già una volta da destra ci dissero “troppe”. Dalla biblioteca che da quest'anno non ha chiuso mai, a Palazzo leggenda, al festival di storia contemporanea che a settembre compie il suo secondo anno, al raddoppio dei centri giovani, alla riapertura della Perla, alla musica nelle frazioni e nei chiostri, all'aumento di risorse sul Jazz, alla rassegna estiva di vernacolo, alla progettazione di un nuovo grande museo civico, al lavoro per il teatro, ai murales, alle attività del centro busoni, alle residenze artistiche con Giallo Mare, alla rassegna estiva sulla legalità con la direzione scientifica di Di Girolamo, ai punti prestito della biblioteca in frazione.

Abbiamo con l'assessore Matteo Bensi voluto fare una grande mostra dedicata alla città. E non sarà l'ultima. Prima c'era stata quella dedicata a Masolino. Sono orgoglioso che la testa organizzativa sia nell'ufficio cultura del nostro Comune, che da due anni è guidato da una brava professionista e studiosa di arte come Cristina Gelli, e fatto da persone competenti e appassionate di cultura. Abbiamo potenziato l'ufficio cultura perché diventasse sempre più uno spazio pubblico di progettazione di cultura, e non erogatore di contributi e patrocini. Sono orgoglioso del lavoro di David Parri, Marco Campigli, Cristina Gelli e Belinda Bitossi, studiosi di arte, empolesi, professionisti di grande livello e che da anni studiano questo tema specifico. La mostra ha avuto accanto una rassegna di incontri interessantissimi e particolarissimi, che resteranno nella storia culturale di Empoli. Resta un catalogo ricco di informazioni, utile per conoscere e anche esteticamente bello da poter leggere e studiare. Sono stati migliaia i visitatori della mostra. Tantissimi ci hanno detto che non sapevano della vivacità artistica di Empoli di quegli anni, non conoscevano alcuni artisti empolesi, non non conoscevano le opere esposte.

Il compito delle istituzioni è anche questo: costruire occasioni di accrescimento culturale aperte a tutti. Empoli è stata citata su riviste internazionali di arte. Molti ospiti hanno detto che non vedono molti comuni investire così tanto in appuntamenti come questi. Tutto questo, e io sono stato abbastanza veloce nel descriverla, può essere misurato su quanto ha fatturato? Su quanti caffè ha fatto vendere? O su quanta tassa di soggiorno ha fatto incassare? La cultura di una comunità, mi chiedo, si valuta sul denaro? Una mostra costa. La cultura di qualità ha un costo. E non bastano spesso i biglietti o gli sponsor per reggerle. Servono risorse pubbliche. E il pubblico serve anche a fare questo: fare ciò che economicamente non reggerebbe da solo ma serve alla comunità. (Come tenere aperta una piscina pubblica per fare un altro esempio).

Vale anche per le bellissime opere che vediamo in piazza Farinata degli Uberti. O per la bellissima rassegna di prosa annuale. Si reggono su risorse pubbliche principalmente, non certo solo sui biglietti. Eppure il risultato si valuta sull'accrescimento della comunità, sull'essere una città viva, attrattiva, interessante e curiosa. E, secondo noi, la cultura serve alla comunità. Ovviamente è un punto di vista e non “Verità”, ma finché avremo l'onore di amministrare Empoli continueremo ad investire in cultura. Come promesso.

E ora… torniamo al lavoro. Ci aspetta Contesto Festival!