'Empoli del fare' fa le pulci a 'Provincia Novecento'
19-08-2026 08:54 - Cronaca
Una radiografia completa, costi e benefici alla mano, sull'evento culturale che ha segnato la stagione invernale empolese. È quanto chiede il gruppo consiliare "Empoli del Fare", che ha presentato un'interrogazione formale a risposta scritta indirizzata al sindaco Alessio Mantellassi e alla presidente del Consiglio Comunale Simona Cioni.
Al centro dei riflettori c'è la mostra “Provincia Novecento, Arte a Empoli 1925-1960”, l'esposizione promossa dal Comune insieme alla Fondazione CR Firenze che, tra l'8 novembre 2025 e il 15 febbraio 2026, ha portato oltre 150 opere d'arte nei rinnovati spazi dell’antico ospedale San Giuseppe. Un appuntamento indubbiamente di rilievo per la città, di cui l'opposizione intende ora valutare l'efficacia reale sotto il profilo dell'impiego di denaro pubblico e dei ritorni sociali ed economici.
I 14 nodi da sciogliere: dai metri quadri al bilancio finale
L'atto firmato dalla capogruppo Claudia Ghezzi si articola in 14 quesiti molto dettagliati che puntano a mappare ogni singolo aspetto della macchina organizzativa. In primo luogo, si chiede chiarezza sugli spazi utilizzati: quanti metri quadri ha occupato la mostra e come verranno redistribuite le superfici destinate a esposizioni permanenti e temporanee una volta che tutti i lavori di restauro dell'ex complesso ospedaliero saranno conclusi?
La parte più corposa dell'interrogazione tocca inevitabilmente il capitolo economico. "Empoli del Fare" esige un rendiconto analitico di tutte le spese sostenute: dalla curatela all'allestimento, passando per i trasporti, le assicurazioni delle opere, la vigilanza e la promozione pubblicitaria. L'obiettivo è capire quanto sia pesata l'iniziativa sulle casse comunali rispetto ai contributi arrivati da sponsor o enti terzi.
Chi è entrato e quanto si è incassato?
Un altro punto cruciale riguarda l'affluenza e la profilazione del pubblico. Il gruppo consiliare chiede di conoscere l'ammontare esatto degli incassi dei biglietti (suddivisi tra interi, ridotti e scolaresche) e il numero di ingressi gratuiti concessi. Non manca l'interesse per la demografia dei visitatori: i consiglieri chiedono se sia stata monitorata l'età, il sesso e la provenienza geografica di chi ha visitato le sale (residenti a Empoli, nel resto della Toscana, fuori regione o turisti stranieri). "Dati fondamentali per capire la reale capacità attrattiva della mostra al di fuori dei confini comunali".
L'impatto sul commercio e sul turismo locale
L'interrogazione si spinge oltre il perimetro delle sale espositive per misurare l'indotto generato sul territorio. L'Amministrazione dispone di stime sulla spesa effettuata dai visitatori in alberghi, ristoranti, negozi e parcheggi? Sono stati fatti confronti con gli anni passati sul gettito della tassa di soggiorno e sugli arrivi turistici nello stesso periodo? "È interesse del Consiglio Comunale conoscere i risultati conseguiti dall’iniziativa", conclude il gruppo consiliare nell'atto, per capire se l'evento abbia generato un avanzo o un disavanzo di gestione e se vi sia l'intenzione di riproporre format simili, dotandosi però di strumenti scientifici per misurarne in anticipo e a posteriori la reale ricaduta economica.
Fonte: Ufficio stampa
Al centro dei riflettori c'è la mostra “Provincia Novecento, Arte a Empoli 1925-1960”, l'esposizione promossa dal Comune insieme alla Fondazione CR Firenze che, tra l'8 novembre 2025 e il 15 febbraio 2026, ha portato oltre 150 opere d'arte nei rinnovati spazi dell’antico ospedale San Giuseppe. Un appuntamento indubbiamente di rilievo per la città, di cui l'opposizione intende ora valutare l'efficacia reale sotto il profilo dell'impiego di denaro pubblico e dei ritorni sociali ed economici.
I 14 nodi da sciogliere: dai metri quadri al bilancio finale
L'atto firmato dalla capogruppo Claudia Ghezzi si articola in 14 quesiti molto dettagliati che puntano a mappare ogni singolo aspetto della macchina organizzativa. In primo luogo, si chiede chiarezza sugli spazi utilizzati: quanti metri quadri ha occupato la mostra e come verranno redistribuite le superfici destinate a esposizioni permanenti e temporanee una volta che tutti i lavori di restauro dell'ex complesso ospedaliero saranno conclusi?
La parte più corposa dell'interrogazione tocca inevitabilmente il capitolo economico. "Empoli del Fare" esige un rendiconto analitico di tutte le spese sostenute: dalla curatela all'allestimento, passando per i trasporti, le assicurazioni delle opere, la vigilanza e la promozione pubblicitaria. L'obiettivo è capire quanto sia pesata l'iniziativa sulle casse comunali rispetto ai contributi arrivati da sponsor o enti terzi.
Chi è entrato e quanto si è incassato?
Un altro punto cruciale riguarda l'affluenza e la profilazione del pubblico. Il gruppo consiliare chiede di conoscere l'ammontare esatto degli incassi dei biglietti (suddivisi tra interi, ridotti e scolaresche) e il numero di ingressi gratuiti concessi. Non manca l'interesse per la demografia dei visitatori: i consiglieri chiedono se sia stata monitorata l'età, il sesso e la provenienza geografica di chi ha visitato le sale (residenti a Empoli, nel resto della Toscana, fuori regione o turisti stranieri). "Dati fondamentali per capire la reale capacità attrattiva della mostra al di fuori dei confini comunali".
L'impatto sul commercio e sul turismo locale
L'interrogazione si spinge oltre il perimetro delle sale espositive per misurare l'indotto generato sul territorio. L'Amministrazione dispone di stime sulla spesa effettuata dai visitatori in alberghi, ristoranti, negozi e parcheggi? Sono stati fatti confronti con gli anni passati sul gettito della tassa di soggiorno e sugli arrivi turistici nello stesso periodo? "È interesse del Consiglio Comunale conoscere i risultati conseguiti dall’iniziativa", conclude il gruppo consiliare nell'atto, per capire se l'evento abbia generato un avanzo o un disavanzo di gestione e se vi sia l'intenzione di riproporre format simili, dotandosi però di strumenti scientifici per misurarne in anticipo e a posteriori la reale ricaduta economica.
Fonte: Ufficio stampa






